PROTESTE INCROCIATE

Cinghiali, Stazione ornitologica scrive al prefetto: «pericolose le ordinanze dei sindaci»

«Territorio trasformato in maxi poligono di tiro»

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Cinghiali. Provincia di Teramo: 375 abbattuti; richieste di  danni diminuite del 26%

Cinghiali nei campi


ABRUZZO. La Stazione Ornitologica Abruzzese Onlus in vista della riunione prevista domani in prefettura a Chieti ha scritto una dettagliata lettera al Prefetto e per conoscenza alla Regione Abruzzo per chiedere che le ordinanze sindacali proposte da alcuni sindaci siano rigettate in quanto «palesemente illegittime e rischiose per la pubblica incolumità».

In particolare l’associazione evidenzia che rendere possibile la caccia al cinghiale tutto l'anno equivale a centuplicare i rischi per i cittadini di prendersi una fucilata. «Non si può certo trasformare il territorio in un unico grande poligono di tiro», commenta Augusto De Sanctis, «quando ci sono migliaia di cittadini che in primavera, estate e nella prima parte dell'autunno lavorano nei campi, passeggiano in cerca di funghi, lumache e tartufi oppure fanno semplice escursionismo. Ricordiamo che l'attività venatoria produce ogni anno morti e feriti, spesso tra i normali cittadini».

In secondo luogo la Soa evidenzia come i provvedimenti sindacali non tengano conto delle direttive comunitarie "Habitat" ed "Uccelli", che obbligano a sottoporre a Valutazione di Incidenza tutte le attività che possono creare disturbo alla fauna protetta. Le ordinanze espongono l'Italia al rischio di una Procedura d'Infrazione.

L'associazione sostiene che siano ben altri gli strumenti e le iniziative da attuare per mitigare i problemi derivanti dalla convivenza tra uomo e fauna selvatica.

«Quali sono gli interventi fatti sulle strade, di routine negli altri paesi?», chiedono dall’associazione. «L'Anas ha messo in sicurezza le sue strade statali? E la Provincia? Dove sono rallentatori, reti per spingere gli animali verso i sottopassi, allarmi collegati a sensori di presenza della fauna, catadriotti speciali? Per quanto riguarda i danni all'agricoltura, i piani di abbattimento, come avevamo previsto, inascoltati, sono risultati inutili per il semplice fatto che il cinghiale ha un tasso di reclutamento annuo del 90-120% ed è dimostrato che la popolazione fluttua quasi esclusivamente per fattori non controllabili dall'uomo (siccità; neve). Dove sono i recinti elettrificati e i dissuasori di ultima generazione?»
Secondo la Stazione ornitologica sono necessari corsi, seminari e campagne informative per spiegare ai cittadini come comportarsi in caso di incontro con la fauna selvatica.
«Infine ricordiamo che la Regione Abruzzo è priva da un decennio di Piano Faunistico Venatorio senza il quale qualsiasi forma di prelievo avviene sostanzialmente "a casaccio". Invece di fare inutile demagogia si devono attuare pratiche ed interventi concreti che possono mitigare la problematica», chiude De Sanctis.