IL PASTICCIO

Inceneritori: clamorosa bocciatura del Ministero dell’Ambiente al Governo Renzi

Forum H2O e Nuovo Senso Civico per primi in Italia avevano sollevato il caso.

Redazione Pdn

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Rifiuti. Il ministro Galletti non vuole l'emendamento delle Regioni sugli inceneritori

Il ministro Galletti



ABRUZZO. Bocciato il Governo sugli inceneritori, compreso quello che doveva arrivare in Abruzzo.

La Commissione VIA-VAS nazionale non ha potuto far altro che ritenere inidoneo il Documento ministeriale sul Piano di Incenerimento per la prosecuzione della procedura di Valutazione Ambientale Strategica, tante e tali erano le carenze procedurali e di contenuto.

Ad annunciarlo il Forum abruzzese dell’Acqua e l’associazione Nuovo Senso Civico che per primi in Italia avevano sollevato il caso.

«Il Ministero, conscio dell'obbligo di legge della necessità della Valutazione Ambientale Strategica per il suo piano di incenerimento, aveva comunque provato il blitz, cercando la scorciatoia per non confrontarsi con i cittadini e gli enti locali», spiegano le associazioni abruzzesi.

Infatti non aveva mandato il documento a Valutazione Ambientale Strategica, come prevede la legge nazionale e la Direttiva Comunitaria, ma aveva attivato la procedura come Verifica di Assoggettabilità tentando di sostenere che non era possibile valutare gli impatti sull'ambiente del Piano.

Se fosse passata questa linea il ministero avrebbe evitato il confronto pubblico con cittadini, comitati, enti ed associazioni, obbligatoria con la VAS completa.

Forum Abruzzese dell'Acqua e Nuovo Senso Civico avevano però immediatamente rilevato la «spregiudicatezza» dell'operato del Ministero e avevano sollevato il caso inviando una lettera durissima e a tratti irridente al Ministero e alle Regioni, riportata anche dalla stampa quotidiana e in particolare da un articolo de L'Espresso.

«Avevamo fatto notare», spiega Augusto De Sanctis, «che bastava una calcolatrice e pochi elementi tecnici facilmente reperibili per arrivare al dato sulle emissioni nazionali aggiuntive di polveri e altri inquinanti derivanti dall'eventuale costruzione degli inceneritori previsti Piano (uno era previsto anche in Abruzzo)».

Sul Ministero sono piovute decine di prese di posizione delle regioni, compresa la Regione Abruzzo, e di altri enti con cui si evidenziavano tutti i limiti della procedura attivata da Galletti.

«Basta leggere le osservazioni della Regione Veneto per rendersi conto del pastrocchio fatto dal Ministro e dal suo entourage», insistono le associazioni abruzzesi.

Infine, grazie ad un'interrogazione all'Europarlamento del M5S, è arrivata pure l'inequivocabile presa di posizione della Commissione Europea che nella sua risposta ha spiegato al Ministero italiano che un piano che concerne i rifiuti deve essere sempre assoggettato a valutazione e, quindi, decisa dopo un confronto con i cittadini.


«DISASTRO TECNICO PROCEDURALE»

«La Commissione VIA nazionale a questo punto», continua De Sanctis, «non ha potuto che prendere atto del disastro tecnico-procedurale e, assieme alla direzione competente del Ministero, ha dichiarato improcedibile l'istanza del Ministero stesso per carenza della documentazione. Evidentemente hanno voluto evitare danni più gravi, come ricorsi al TAR che sarebbero stati perdenti o, peggio, una procedura d'infrazione della Commissione».


L’ARTA

In tutta questa vicenda, secondo le associazioni abruzzesi, avrebbe del clamoroso, «se non fossimo ormai abituati a queste prese di posizione, quello che ha fatto l'ARTA che ha pensato bene di avallare nel suo parere la procedura del Ministero. Amicone, ponendosi contro la stessa Regione Abruzzo, si è arruolato nelle truppe filoministeriali e pro-inceneritori pensando che quella ministeriale fosse una nave da guerra pronta a navigare in acque sicure. Ha pure difeso la scelta dell'ARTA polemizzando contro la Regione sostenendo fosse una questione tecnica. Ora si ritrova tra i marosi e, se fosse per noi, non gli manderemmo neanche la scialuppa di salvataggio».


ORA CHE SUCCEDE?

A questo punto le associazioni si augurano che il Ministro si fermi e riponga nel cassetto definitivamente quel Decreto «che faceva solo gli interessi delle 4-5 società interessate a mettere le mani per decenni, attraverso gli inceneritori, sul ciclo dei rifiuti».

Si chiede invece di puntare sulla riduzione della produzione dei rifiuti, sul riutilizzo e sul riciclo, come ormai dimostrano decine di esempi virtuosi presenti anche nella nostra regione.

Ora si aprono tre scenari: il Ministero attiva la Valutazione Ambientale Strategica sul Piano («sarebbe una battaglia in campo aperto senza tanti elementi di difesa di scelte incomprensibili e fuori tempo»); il Ministero ripone il Piano nel cassetto in attesa di tempi migliori, sperando magari nella vittoria al Referendum costituzionale che toglierebbe alle regioni qualsiasi ruolo; il Ministero prova un ulteriore ‘blitz’ provando ad approvare il Decreto senza VAS esponendosi ad una marea di ricorsi e ad una certa procedura di Infrazione.

«In ogni caso la strategia inceneritorista di Galetti e di Renzi ha subito una sconfitta clamorosa», chiudono le associazioni abruzzesi.