IL FATTO

Villavallelonga, 400mila euro per asfaltare una strada nel Parco chiusa al traffico

Esposto per la «strada della vergogna» in piena area protetta

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Villavallelonga, 400mila euro per asfaltare una strada nel Parco chiusa al traffico




ABRUZZO. La Stazione Ornitologica Abruzzese ha inviato stamattina un esposto al Corpo Forestale dello Stato, ai N.O.E., al Ministero dell'Ambiente e alla Commissione Europea sui lavori in corso a Villavallelonga sulla strada sterrata che porta ai Prati d'Angro.

I lavori sono partiti nonostante una lettera urgente che la Stazione ornitologica aveva recapitato ai vari enti interessati lunedì scorso in cui si segnalava che erano stati autorizzati lavori in pieno periodo riproduttivo dell'avifauna all'interno di siti della rete Natura2000.

Tra le specie particolarmente protette nell'area dei pascoli sono presenti il Calandro, l'Averla piccola e la Tottavilla, passeriformi per i quali l'Unione Europea ha disposto particolari e stringenti misure di conservazione.

«Ovviamente», spiega Augusto De Sanctis, « svolgere i lavori in pieno periodo riproduttivo può provocare l'abbandono di nidi e piccoli. Anche il traffico che ovviamente sarà esacerbato dalla stesa dell'asfalto avrà un grosso impatto sulla futura idoneità dell'area per la fauna, come accertato da numerosi studi a livello internazionale. Il continuo passaggio di auto e un accesso incontrollato causano un forte disturbo diretto e indiretto».


Secondo una Legge Regionale 3/2014 (Art.45) le strade di accesso ai pascoli devono essere chiuse al traffico ordinario magari anche per questo potrebbe essere inopportuno spendere 411.000 euro per asfaltarle.

Anche su quest'ultimo aspetto gli ambientalisti presenteranno un esposto alla Corte dei Conti per verificare se un piccolo comune come Villavallelonga possa accollarsi una spesa del genere per una strada che dovrebbe rimanere chiusa al traffico ordinario.


Tuttavia la strada decenni or sono fu in parte asfaltata.


Nel frattempo la Commissione Europea, tramite diversi progetti comunitari LIFE per l'Orso bruno, ha nel frattempo finanziato la chiusura al traffico con sbarre di diverse sterrate nell'area del PNALM riconoscendo il gravissimo effetto di questi assi di penetrazione per il bracconaggio e per il disturbo sulla fauna in periodo particolarmente delicati.

«E' quindi un palese controsenso operare in direzione opposta, facendo guadagnare una figuraccia internazionale al nostro paese», dice De Sanctis, «Auspichiamo che il PNALM faccia marcia indietro ritirando un nulla osta totalmente illegittimo rilasciato a gennaio 2016 in assenza della Valutazione di Incidenza Ambientale che è atto propedeutico a qualsiasi autorizzazione. Tra l'altro il Parco lo scorso 29 giugno, a seguito della tardiva presentazione della valutazione di Incidenza Ambientale da parte del Comune, aveva parzialmente rettificato il tiro, chiedendo di non asfaltare l'ultimo tratto. Un'operazione comunque insufficiente, giunta solo a seguito delle plurime proteste arrivate dalle associazioni, e, a quanto sembra guardando il cantiere, anche vana».

L'intero iter autorizzativo è rimasto nell'ombra, senza alcuna trasparenza sui siti web istituzionali rispetto alla documentazione relativa alla Valutazione di Incidenza Ambientale che dovrebbe essere pubblica per consentire la partecipazione dei cittadini e delle associazioni al procedimento.


A parere del WWF, invece, l’Ente Parco non avrebbe dovuto rilasciare il nulla-osta e comunque deve oggi intervenire per bloccare l’attacco al suo patrimonio. E tutti gli Enti competenti, compreso il Ministero dell’Ambiente, dovrebbero adoperarsi «per fermare questo assurdo progetto, scongiurando danni irreversibili al patrimonio naturale del Parco con conseguenti inadempienze delle normative comunitarie foriere di ulteriori procedure di infrazione in materia ambientale sulle quali il nostro Paese detiene un record negativo».

«Il WWF non può assistere a questo scempio non giustificato da alcuna motivazione pratica visto che la strada non ha neppure funzioni di collegamento», dichiara Luciano Di Tizio, Delegato WWF Abruzzo.

«Stiamo assistendo ad un’aggressione al territorio che ci riporta alle battaglie storiche del Parco d’Abruzzo contro i tentativi di costruzione di strade e villette in un’area prossima a questa, quella della Cicerana».

Per Stefano Orlandini di “Salviamo L’Orso Onlus” «amministratori come quelli di Villavallelonga non possono essere considerati seri interlocutori interessati ad uno sviluppo sostenibile dei loro territori e resta da vedere quanto consenso abbia ancora il Sig Lippa in paese.  L’attuale Direzione del PNALM ed i Servizi scientifici dell’Ente sono assolutamente insufficienti ed inadeguati a garantire il livello di protezione di cui ha bisogno il territorio del parco e la piccola popolazione di orsi che lo abita. Servono facce nuove negli uffici dell’Ente.  Il Ministero dell’Ambiente non deve far finta di non vedere cosa accade a Pescasseroli e dintorni. La conservazione dell’orso è una questione nazionale su cui dev’essere esercitato un controllo rigoroso e non puo’ essere delegata ad occhi chiusi a chi ha dato prova di tanta incompetente leggerezza».

Anche Salviamo l’Orso ha inviato un’ esposto.