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Mare inquinato Pescara, il tecnico: «ecco come si spiega l'altalena delle analisi»

La spiegazione di Giovanni Damiani

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Mare inquinato Pescara, il tecnico: «ecco perché i divieti ‘compaiono’ e ‘scompaiono’»

PESCARA. Le notizie sono tante, spesso anche contrastanti tra chi invita all’ottimismo e chi continua a lanciare l’allarme. In mezzo ci sono i cittadini, i bagnanti e gli imprenditori del settore che stanno a guardare e cercano di capire che stagione turistica li aspetta.

Insomma c’è un disorientamento generale dovuto anche al fatto che il cittadino comune non si spiega come sia possibile che tratti di litorale fino a pochi giorni fa interdetti alla balneazione tornino "improvvisamente" puliti e balneabili.

L'Arta tiene a spiegare il presunto mistero che finisce per creare, tra i meno informati, confusione e sospetti.

Il direttore tecnico, Giovanni Damiani spiega che il fenomeno è riconducibile all'estrema variabilità di ciò che avviene nell'ambiente e chiarisce quali sono o sei principali fattori in gioco:

1) il fiume, avendo acque "leggere", scivola sopra le acque marine più dense spandendosi attorno all'area di foce;

2) a seconda della velocità di corrente si produce una diversa distribuzione delle acque fluviali in mare;

3) il rimescolamento tra le acque fluviali e quelle marine è lento con il mare calmo mentre è favorito dal moto ondoso;

4) la diffusione delle acque fluviali sopra le superfici marino-costiere dipende dalla direzione e intensità del vento;

5) la diffusione delle acque fluviali sopra le superfici marino-costiere dipende dalla direzione e intensità delle correnti marine;

5) in caso di pioggia si verifica un incremento di inquinamento dovuto agli scaricatori di piena collocati lungo i sistemi fognari e presso i depuratori (questi ultimi verrebbero disattivati se ricevessero portate accessive e gli scaricatori sono dunque necessari nelle fognature miste per preservarli).

Proprio per questa estrema variabilità, influenzata da molteplici fattori, viene effettuato il monitoraggio, vale a dire analisi ripetute nel tempo, in punti prefissati.

Se la situazione fosse semplice e immutevole, basterebbe una sola analisi per tutto l'anno. Invece, dal momento che le condizioni mutano, i prelievi e le analisi si fanno continuamente, spiega Damiani.

«Per utilizzare un paragone esplicativo, si pensi all'atmosfera: nessuno si chiede perché subito dopo una pioggia battente all'improvviso esce il sole. I fenomeni che avvengono in natura (anche quelli inquinanti) sono faccende dinamiche, mutevoli e complesse».