INQUINAMENTI

Balneazione Pescara, Forum Acqua: «nessun miglioramento, inquinamento continua»

«Speranza di riapertura del tratto nord legata ad espediente amministrativo»

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Inquinamento. Dopo il monitoraggio la scoperta: il fiume inquina il mare

PESCARA. Ora anche la propaganda inquina il mare (già inquinato) e a Pescara non ci sarebbe alcun miglioramento della qualità della acque così come sembra far intendere l’amministrazione comunale.

Due giorni fa dal Comune esultavano perchè in alcuni tratti le analisi dell’Arta hanno indicato miglioramenti che consentirebbero di eliminare qualche diviato, atto propizio per la prossima imminente stagione balneare.

Dato positivo nel punto di campionamento di viale Muzii, per il quale si procederà a richiedere alla Regione Abruzzo l’autorizzazione alla revoca del divieto di balneazione con le motivazioni dell’intensa attività che ha riguardato l’eliminazione delle fonti di inquinamento del fiume Pescara.

Ma il Forum H2o spiega che solo di propaganda si può parlare e di espedienti amministrativi per dipingere una realtà che è ben diversa. Ma in tempo di emergenza un po’ tutto fa brodo, anche l’acqua sporca.

«Sulla balneazione a Pescara, nessun miglioramento delle acque sul campo, anzi, vi è la conferma che l'inquinamento continua», spiega il Forum, «per una parte della zona Nord la "speranza" di riapertura è basata solo un espediente amministrativo che avevamo già segnalato (suddivisione del tratto di via Mazzini in due tratti, via Muzii e via Galilei)».

In relazione alla balneazione a Pescara, alle ultime analisi dell'Arta (non ancora comparse sul sito istituzionale dell'agenzia) il Forum H2O fa notare che «non vi è stato alcun miglioramento reale "sul campo" della qualità dell'acqua rispetto agli anni precedenti. Anzi, semmai è vero il contrario, vi è una conferma dello stato di emergenza ambientale. Ricordiamo che sulla base della normativa deve essere accertata l'eliminazione della fonte della contaminazione per riaprire alla balneazione un tratto chiuso, due analisi non bastano».

Infatti, rispetto allo scorso anno, l'unica differenza sarebbe di tipo amministrativo perchè, «grazie ad un escamotage, il tratto che prima era classificato unitariamente come "via Mazzini" quest'anno è stato suddiviso in due tratti, via Muzii e via Galilei. Di conseguenza, rispetto al 2015, sono stati cambiati anche i punti di campionamento. Prima vi era un punto di campionamento, oggi due, uno spostato più a nord rispetto al precedente e uno più a sud. Sia via Muzii che via Galilei partono con una classificazione europea "scarsa" perchè "derivano" dal tratto di via Mazzini che aveva problemi. La conferma della contaminazione su via Galilei dovrebbe preoccupare perchè conferma che la situazione incresciosa della depurazione persiste. Al massimo si può affermare che, forse (ma serviranno molte più analisi) gli enti stanno cercando di precisare in maniera pià raffinata fin dove arriva verso nord l'inquinamento oltre i limiti di legge, avendo due punti di campionamento invece di uno».

In realtà serviranno molte più analisi, sulla base di quanto previsto dalle normative comunitarie, visto che l'afflusso verso nord di acque inquinate dal fiume può variare in base a molte variabili (portata del fiume; moto ondoso; quantità di carica batterica alla foce ecc.) e, quindi, il "confine" dell'inquinamento verso nord può spostarsi nei diversi giorni.

Alla precaria situazione a Nord corrisponde anche un peggioramento a sud per fosso Vallelunga.

«In questa situazione», conclude Augusto De Santis, «ci chiediamo su quali basi concrete possono essere richieste riaperture alla balneazione visto che ci troviamo di fronte alla necessità di tutelare la salute dei cittadini».


«NESSUN ESCAMOTAGE»

«Non c’è alcun espediente amministrativo», assicura Del Vecchio, «ma al contrario, e qui sfugge la precisa volontà di taluni a disconoscere un fatto vero e significativo nella lotta contro l’inquinamento del fiume Pescara, qual è l’avvio di una nuova stagione di attenzione e di tutela al bene pubblico “acqua” che non può arrestarsi ma che, anzi, ha bisogno di un ampliamento per poter affrontare organicamente e globalmente un sistema che non può tralasciare di interessarsi alla depurazione, compresa quella legata alle fosse Imhoff che risultano essere inadeguate e prive di vigilanza e controllo.

Piaccia o non piaccia e nonostante le paventate e intimidatorie denunce lanciate da qualcuno da cui fino ad oggi non abbiamo ricevuto possibili soluzioni, la guerra contro l’inquinamento è avviata e con il coinvolgimento di tutti diventerà anche una rivoluzione culturale che dovrà determinare un nuovo scenario ambientale ed economico del fiume e del mare, a cui operatori intelligenti guardano con interesse per promuovere il nostro territorio».