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Discarica Bussi. Ministero assicura: «presto la bonifica»

La Gatta: «sito inquina, fare presto»

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Discarica Bussi. Ministero assicura: «presto la bonifica»

Gian Luca Galletti

PESCARA. «Ha ragione l'Arta, e ha ragione anche il Forum H2o. Sono anni che lo andiamo dicendo a Bussi: ad inquinare oggi sono le discariche 2A/2B e il sito».

Non ha dubbi il sindaco di Bussi sul Tirino, Salvatore La Gatta, che ieri si è recato dal nuovo prefetto di Pescara, Francesco Provolo, per illustrare la storia del sito e augurarsi che la Conferenza dei Servizi che si terrà il 21 marzo, «dove cercheremo un accordo politico tra le parti», vada a buon fine.

La Gatta ha spiegato al prefetto Provolo che se le istituzioni sono d'accordo per la bonifica e la messa in sicurezza, poi si può procedere per la reindustrializzazione.

«Ora bisogna accelerare la bonifica: marzo il 18 andrà a termine la gara da 38 mln per la rimozione totale delle due discariche a monte, per un totale di 9 ettari - riprende La Gatta - per il sito industriale invece saranno rimossi tutti i sottoservizi e siccome la barriera idraulica di fatto non funziona, la Solvay ha realizzato una nuova Taf da 4 mln che andrà in funzione nei prossimi mesi. A dire il vero sarebbe dovuto entrare in funzione a febbraio, ma nei giorni scorsi - riferisce il sindaco - l'azienda ci ha chiesto una moratoria di 5 mesi. Si tratta di un impianto molto potente che è stato realizzato nell'ultimo anno e mezzo, ma non è ancora finito. I dati dell'Arta in questo caso non mi stupiscono, do per scontato che da lì esce ancora inquinamento». «Ricapitolando - conclude La Gatta - l'Arta ha certificato quello che diciamo da anni, non ci stupisce. Quanto alla Tre Monti, quello potrebbe essere il vero dramma, e quindi bisogna intervenire subito anche lì: per fortuna sappiamo dove sono i rifiuti e possiamo andare a toglierli prima che sia troppo tardi. Una ultima cosa: sulla zona Medavox, che è quella terminale del sito industriale, bisogna far chiarezza con la Solvay per la bonifica esterna. Abbiamo mandato una lettera anche alla Procura di Pescara dopo l'ok del ministero dell' Ambiente sui lavori esterni, che secondo noi invece sono di competenza pubblica, cosa confermata anche dal Commissario Goio».

MINISTERO: «PRESTO MESSA IN SICUREZZA»
Intanto sulla discarica di Bussi il ministero dell'Ambiente assicura la «messa in sicurezza nel minor tempo possibile».

Lo si legge in una nota del dicastero che con una lettera al sindaco del Comune di Bussi Salvatore La Gatta chiarisce tempi e responsabilità della bonifica del sito di Bussi sul Tirino.

Le «tempistiche della bonifica non consentono la sospensione del capping», cioè le opere di copertura delle aree esterne, spiega il ministero, replicando così alla richiesta del sindaco e del Commissario delegato Adriano Goio indirizzata al dicastero, di chiedere a Solvay la sospensione di quelle opere. Lunedì, in occasione della Conferenza dei Servizi a Pescara convocata dal presidente della regione, «il Ministero formalizzerà la sua posizione e i suoi impegni con l'unico scopo della bonifica del sito da realizzare in tempi celeri e nelle forme corrette, anche accogliendo la spinta propositiva che dal territorio promana».

Il ministero dell'Ambiente non può sospendere gli obblighi di prevenzione in atto sulla discarica di Bussi e precisa che «la sospensione, anche solo parziale, del 'capping' - è giustificabile solo se l'effettiva esecuzione degli interventi di bonifica è prossima all'avvio: al riguardo le tempistiche comunicate dal Commissario delegato, note anche al sindaco, prevedono l'esecuzione dei lavori in 810 giorni (più di due anni) a far data dall'aggiudicazione della gara, la cui fase di ultimazione procedurale è prevista entro giugno 2016. Tale previsione non ci consente di sospendere gli obblighi di prevenzione in atto».

La direzione del ministero cita poi la nota trasmessa da Arta Abruzzo, che sottolinea come gli accertamenti eseguiti nel novembre 2015 nelle aree esterne a monte dello stabilimento abbiano evidenziato che "le acque di falda sono contaminate principalmente da solventi clorurati e sporadicamente da boro e che le criticità maggiori si riscontrano a valle delle due discariche 2A e 2B".

«Pertanto - si legge nella lettera che cita testualmente la nota dell'Arta Abruzzo - le attività di messa in sicurezza di emergenza e ripristino delle matrici ambientali dovranno essere attivate nel minor tempo possibile».

A tale proposito il ministero precisa che «qualora Solvay, alla luce della richiesta di sospensione del capping avanzata da Commissario e Comune nonché del recente parere di Arta Abruzzo, ritenesse di avanzare una nuova proposta progettuale di misure di prevenzione, sarà cura di tutti gli Enti e Istituzioni coinvolti nel procedimento e partecipanti alla Conferenza di Servizi del Sito di interesse nazionale (Sin) valutarne l'idoneità».

Il ministero chiarisce, inoltre, che sulla paventata realizzazione di una discarica di servizio per la bonifica delle aree esterne, già il commissario delegato, nel novembre 2014, ha superato questa possibilità, trasmettendo un progetto preliminare di «rimozione di tutti i rifiuti e dell'eventuale terreno misto a rifiuti presente nei 5,5 ettari di aree esterne, con il trasporto in discariche autorizzate per lo smaltimento di tutto il materiale scavato, per un costo di 38 milioni 532 mila euro».

Infine quanto evidenziato dal ministero in questa lettera, nonché i contenuti dell'Accordo di Programma alla sua quarta bozza dall'ottobre 2015, con integrazioni e richieste di chiarimento anticipate nei mesi scorsi dal ministero, saranno definite meglio in occasione della Conferenza di servizi, convocata dal presidente della Regione Abruzzo lunedì prossimo a Pescara.

«Siamo felici che la convocazione sia di iniziativa del presidente della Regione - precisa Checcucci - perché ciò prelude all'avvio di un percorso istituzionale coerente con i contenuti degli Accordi di Programma previsti dalla normativa sui Siti di Interesse Nazionale (Sin). In questo ambito il ministero formalizzerà la sua posizione e i suoi impegni con l'unico scopo della bonifica del sito da realizzare in tempi celeri e nelle forme corrette, anche accogliendo la spinta propositiva che dal territorio promana».