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Fiumi abruzzesi in peggioramento, «Salmonella diffusissima nelle acque»

Dati Eurostat indicano un gap nello sviluppo turistico rispetto ad altre regioni europee.

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Fiumi abruzzesi in peggioramento, «Salmonella diffusissima nelle acque»

ABRUZZO. «Ora basta. Vogliamo mari e fiumi puliti».

E’ accorato l'appello che sale da 52 associazioni, comitati, sindacati, associazioni di categoria che hanno dato appuntamento ai cittadini per manifestare tutti assieme a Pescara sabato 12 marzo.

Lo stato dei fiumi abruzzesi è noto ma nonostante ciò il flusso dei dati verso il pubblico avviene in maniera ancora farraginosa quando servirebbero costanti aggiornamenti attraverso i siti Web istituzionali. Si viene a conoscenza dei contenuti dei monitoraggi solo con laboriosi accessi agli atti oppure quando vengono divulgate relazioni generali che vengono elaborate molti mesi dopo i campionamenti.

Per avere il quadro della situazione è necessario inoltre incrociare i dati da più fonti. E' il caso della presenza della Salmonella, un patogeno umano, nei fiumi abruzzesi.

Per l'occasione il Forum dei movimenti per l’acqua ha estrapolato i dati spulciando due relazioni distinte dell'Arta, quella sulla Qualità dei Fiumi "Monitoraggio Acque superficiali Anno 2014: relazione conclusiva del V anno di monitoraggio"*, pubblicata solo alcuni mesi fa sul sito della Regione Abruzzo, e quella denominata "Attività dell’Arta per l’evento epidemico di salmonellosi in Abruzzo (ott. 2013 – mar. 2014)" che si riferisce alla sola provincia di L'Aquila.

Quella relativa al 2014 è l'ultima panoramica sullo stato dei fiumi regionali disponibile al pubblico, visto che i dati 2015 non sono stati ancora resi noti sui siti della Regione e dell'Arta.

73 CONTROLLI POSITIVI ALLA SALMONELLA SU 154

Ebbene, dopo un laborioso controllo sulle migliaia di dati contenuti nelle tabelle, è venuto fuori che su 154 controlli sulle acque superficiali che hanno previsto la ricerca della Salmonella ben 73 sono risultati positivi (Salmonella presente), pari al 47%.

In provincia di Chieti sono risultati positivi 17 campioni su 32 (53%); in provincia di Pescara 12 su 26 (46%); in provincia di L'Aquila 44 su 96 (46%). Nelle relazioni non sono riportati dati per la provincia di Teramo.

I FIUMI COINVOLTI

Lunghissimo l'elenco dei fiumi coinvolti. Tra questi: Aterno; Pescara, Vera, Saline, Tavo, Feltrino, Osento, Trigno, canali del Fucino, Moro, Arielli, Dendalo, Venna.

Per il 2015 e i primi mesi del 2016 non è possibile avere un quadro generale sulla situazione nella regione, visto che si viene a conoscenza delle positività al patogeno nei corsi d'acqua in maniera parcellizzata quando i sindaci emettono ordinanze di divieto di uso dell'acqua.

Le ultime di cui si è a conoscenza sono di pochi giorni fa e riguardano Arielli, Moro e Saline.

«E’ difficile», insiste il Forum, «avere un quadro aggiornato a scala provinciale e ancor meno regionale visto che l'ARTA non pubblica i dati costantemente pur potendolo fare facilmente sul proprio portale».

ALTRI DATI INQUIETANTI

Nella relazione dell'Arta sullo stato dei fiumi nel 2014 emergono dati inquietanti su altri parametri.

Ad esempio, la carica di Escherichia coli è frequentemente sopra il limite di 5.000 Unità Formanti Colonia (UFC)/100 ml che viene abitualmente usato come limite per gli scarichi.

Il record è quello di Fosso La Raffia vicino Capistrello e Avezzano con la punta di 1.100.000 UFC/100 ml. Poi si segnalano i casi del Dendalo in provincia di Chieti con 450.000 UFC/100 ml, del Tavo con 50.000 UFC/100 ml, del Moro con 74.000 UFC/100 ml., del Vezzola in provincia di Teramo con 150.000 UFC/100 ml. Insomma, si può dire ufficialmente che questi fiumi sono fogne!

Tra i tanti dati fonte di ulteriore preoccupazione, la diffusa presenza di tensioattivi e rame, le tracce di zinco, quelle di solventi clorurati nel Vezzola e nel Calvano, il cadmio nel Cerrano.

IL CONFRONTO

Il quadro generale della classificazione dei corsi d'acqua in Abruzzo si avrà con i dati dei monitoraggi del 2015. Per le 12 stazioni per le quali il 2014 l'Arta ha concluso il periodo di campionamento del biennio 2013-2014 è possibile procedere con un confronto con il biennio 2013/2014. Ebbene di queste 12 stazioni, 3 hanno segnato miglioramenti, 2 sono rimaste nella stessa classe di qualità e ben 7 sono peggiorate di classe. Su 12 ben 10 erano in una classe inferiore a "buono", l'obiettivo di qualità che bisognava raggiungere secondo la Direttiva 60/2000 "Acqua" entro il 31/12/2015.

Questa situazione, oltre a determinare uno scadimento della qualità del territorio in cui scorrono i corsi d'acqua, si riflette sulla qualità delle acque di balneazione, che costituisce uno degli elementi di base per lo sviluppo del turismo nella regione.

ABRUZZO IN RITARDO

Il Forum ricorda che nell'ambito del rapporto "Stato dei mari europei", l'Agenzia Europa per l'Ambiente ha elaborato una interessante mappa che riporta i valori dell'indicatore "intensità turistica" delle regioni che si affacciano sui mari europei. Ebbene, l'Abruzzo sconta una situazione di ritardo rispetto a tante altre regioni (Croazia, Sardegna, regioni della penisola iberica; regioni meridionali della Francia) per quanto riguarda il numero di notti trascorse nelle strutture di ospitalità rispetto al numero di residenti. L'Abruzzo è nella penultima classe su 5. «La regione ha sicuramente grandi potenzialità turistiche, con i parchi e le riserve, i centri storici ma, oltre ad altri fattori limitanti, lo stato precario delle acque di balneazione in diversi tratti costieri sicuramente non aiuta a recuperare il gap rispetto alle altre regioni», chiude il Forum.

Sabato è prevista manifestazione "Vogliamo mari e fiumi puliti in Abruzzo", decine di adesioni di comitati, associazioni, sindacati e movimenti.