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Pescara, maxi fogna Ponte Nuovo: «la giunta Alessandrini sapeva da 8 mesi e non ha fatto nulla»

La denuncia dell’associazione ‘Pescara Mi Piace’

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Ordinanza retrodatata, indagato anche Enzo Del Vecchio. Alessandrini rischia

Alessandrini e Del Vecchio

PESCARA. Il susseguirsi di dichiarazioni discordanti dell’assessore Enzo Del Vecchio in merito alle fogne presenti in città continuano ad alimentare quel clima di incertezze scattato la scorsa estate dopo la rottura della condotta di via Raiale e lo sversamento di 30milioni di litri di feci e liquami nel mare, tenuto volutamente nascosto alla città dal sindaco Alessandrini.

L’estate si avvicina, i divieti alla balneazione su una lunga fetta di litorale sono sempre più concreti ed il mix di cose dette e non dette forse è ancora più sconcertante dell’emergenza stessa.

Quasi un mese fa, infatti, l’associazione ‘Pescara Mi Piace’ di Berardino Fiorilli (ex vice sindaco di Mascia) raccogliendo l’allerta di alcuni ciclisti, aveva lanciato per la prima volta l’allarme chiedendo spiegazioni in merito a due condotte sconosciute, emerse nei pressi del cantiere del Ponte Nuovo, probabilmente dopo l’eliminazione delle sterpaglie proprio per consentire i lavori.

Si tratta di due tubi, il primo da 60 centimetri di diametro, il secondo da 220 centimetri e, in quella occasione, erano stati chiesti lumi al sindaco Alessandrini, ovvero se fosse a conoscenza di quelle due condotte e, soprattutto, se sapeva cosa trasportassero, sollecitando, in caso contrario, una verifica immediata.

A quella richiesta è seguito il silenzio della giunta Alessandrini.

Due settimane fa Fiorilli ha riproposto il tema, visto che dalle condotte continuava a uscire una melma scura e dall’odore inequivocabile, riproponendo lo stesso quesito.

«In quel caso», ricorda il responsabile dell’associazione, «ci ha risposto uno stizzito assessore Del Vecchio, affermando che sapeva di quelle condotte, quindi noi avevamo scoperto l’acqua calda, e che quegli scarichi non c’entravano nulla con l’emergenza inquinamento, perché la condotta piccola trasportava acque bianche e il troppo pieno di piazza Pierangeli, e quella grande solo le acque bianche della stazione centrale». Affermazioni che però non hanno convinto, tant’è che qualche giorno fa l’Aca, attraverso il Direttore Bartolomeo Di Giovanni, ha confessato che quella era una megafogna più grande del previsto, che scaricava non le acque bianche, ma tutti i reflui della stazione centrale, compresi alcuni scarichi abusivi. Dinanzi alla smentita ricevuta dall’Aca Fiorilli ha iniziato a preparare gli atti da inviare al Corpo Forestale dello Stato e alle Autorità competenti, ed ecco che arriva la nuova versione dell’assessore Del Vecchio: «in realtà il vicesindaco», continua Fiorilli, «sarebbe stato a conoscenza di quella condotta già dal 31 luglio 2015, dunque da otto mesi, dunque proprio nei giorni caldi dell’emergenza balneazione, quando avrebbe anche scritto una letterina all’Aca. E da otto mesi addirittura sa che a quella condotta sono collegati irregolarmente gli scarichi di 200 famiglie, ma in otto mesi ha trovato il tempo solo di scrivere una letterina, per poi archiviare la vicenda senza convocare riunioni, senza reperire fondi, senza avviare lavori per fermare quegli scarichi e convogliare i liquami al depuratore. Soprattutto in otto mesi non ha mai trovato il tempo per avvisare la cittadinanza, ancora una volta ha tenuto nascosta ai pescaresi l’ennesima emergenza, addirittura addossando la causa dell’inquinamento del fiume alle 3mila anime del Comune di Tocco da’ Casauria, cui dovrebbe porgere le proprie scuse».

L’associazione ‘Pescara Mi Piace’ esprime sconcerto per la totale assenza di trasparenza da parte della giunta Alessandrini, che «nasconde, non dice, dissimula».

«Crediamo che anche su questa vicenda occorra fare un’operazione verità – hanno aggiunto Fiorilli e Foschi -: alla Commissione comunale Vigilanza chiediamo formalmente di acquisire lettere, dati, determine, ogni informazione utile a costituire un fascicolo da inviare alle Autorità competenti a completamento del faldone già predisposto dall’Associazione ‘Pescara – Mi piace’. E al Consiglio comunale chiediamo di prendere formalmente le distanze dal modus operandi della giunta Alessandrini, che governa contro la città».