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Depurazione nel Chietino: un disastro. Elevati 643 verbali negli ultimi 5 anni

Nel 2015 ben 174 su 85 depuratori, dai più grandi ai più piccoli.

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Depurazione nel Chietino: un disastro. Elevati 643 verbali negli ultimi 5 anni

Uno scarico

CHIETI. I dati sui verbali di infrazione elevati ai depuratori di Chieti fanno impallidire: «siamo al disastro», denuncia il Forum dell’Acqua.

L’amministrazione provinciale di Chieti ha riempito ben 59 pagine di tabelle per rispondere al Forum dell'Acqua che aveva chiesto di avere i dati sui verbali di sanzione elevati ai gestori degli impianti. In cinque anni tra il 2011 e il 2015 il Corpo Forestale dello Stato, l'Arta, la Polizia Provinciale e la Capitaneria di Porto hanno elevato 643 verbali di infrazione alle normative.

2011: 127 verbali; 2012: 101 verbali; 2013: 93 verbali; 2014:148 verbali; 2015: 174 verbali.

Nel 2016 per ora siamo a 6 verbali ma il documento si riferisce solo al primo mese dell'anno.

Nel 2015 i verbali hanno interessato ben 85 depuratori: per 5 di essi sono state riscontrate infrazioni sulle prescrizioni imposte per far funzionare bene l'impianto; 59 sono risultati senza autorizzazione allo scarico; per 55 depuratori le analisi hanno accertato un superamento dei limiti tabellari, per un totale di 81 verbali in quanto alcuni impianti sono stati sanzionati più volte. Il record spetta al depuratore di Pollutri "Ranciara" gestito dalla SASI con ben 7 verbali in un anno, tutti per superamento dei limiti tabellari.

«L'assenza dell'autorizzazione allo scarico», denuncia il Forum, «oltre ad essere di per sé di gravità assoluta per un depuratore, determina situazioni surreali perché per alcuni limiti tabellari ci sono difficoltà a procedere con eventuali sanzioni». Infatti per il parametro Escherichia coli la legge prevede un limite "consigliato" di 5.000 Unità Formanti Colonia. Nell'autorizzazione allo scarico di solito gli enti impongono questo limite come obbligatorio, per cui gli impianti con regolare autorizzazione sono tenuti a rispettarlo. Per quelli senza autorizzazione si arriva alla paradossale situazione che è più difficile elevare la sanzione per il mancato rispetto dei limiti tabellari.

I GRANDI DEPURATORI

Diversi verbali riguardano i grandi depuratori a servizio dei centri urbani più popolosi della provincia come Chieti, Lanciano, Guardiagrele, Vasto e Ortona così come quelli dei comuni più piccoli, da Gessopalena a Torrebruna passando per Lentella. In totale sono 55 i comuni dove sono state elevate sanzioni su almeno un depuratore. Diversi i comuni costieri interessati: nel territorio del comune di Ortona ben 8 depuratori non sono risultati in regola nel 2015; a Torino di Sangro 4; a Francavilla al Mare 2.

LE SOCIETA’ DI GESTIONE

Ad essere multate sono state le società di gestione dei depuratori, in larga parte SASI e ACA, anche se non mancano verbali per CON.I.V. (per Punta Penna a Vasto) e Consorzio di Bonifica Centro (per Chieti).

Gli scarichi al di sopra dei limiti tabellari hanno riguardato tutte le principali aste fluviali, dal Pescara al Sangro, dall'Arielli all'Osento, dal Sinello all'Alento fino ad arrivare sul Trigno. Pertanto le problematiche innescate dal malfunzionamento dei depuratori della provincia di Chieti si sono riversate non solo nel territorio provinciale ma anche in quelli limitrofi delle province di Pescara e Campobasso bagnate, rispettivamente, da Pescara e Trigno.

«GARANTIRE DEPURAZIONE EFFICACE»

Le associazioni, i movimenti e i comitati abruzzesi ritengono che le amministrazioni pubbliche, dalla Regione Abruzzo a cui spetta la pianificazione ai Comuni, che sono proprietari delle società di gestione e siedono nelle assemblee, debbano garantire al più presto una depurazione efficace ed efficiente e la trasparenza sui dati e sui progetti di intervento. Ricordiamo che l'Italia è oggetto, anche a causa della situazione del chietino, di procedure di infrazione sulla mancata depurazione che presto sfoceranno in pesantissime multe. A questo va aggiunta l'insopportabile pressione antropica che viene esercitata nel chietino per i vari usi, dalle captazioni per l'agricoltura a quelle industriali, anche per la produzione dell'energia idroelettrica. Tutti i nuovi interventi che possono comportare l'aumento della pressione antropica sugli ambienti fluviali devono essere evitati e devono essere riqualificate e rinaturalizzate le sponde che spesso sono ormai discariche a cielo aperto, anche con piantumazione di fasce ripariali degne di questo nome che possono aiutare la capacità dei fiumi di rispondere alle perturbazioni antropiche».

 "Vogliamo il mare e i fiumi abruzzesi puliti, la vera grande opera è il risanamento del territorio!" questo è lo slogan con cui i cittadini scenderanno in piazza in una manifestazione programmata per sabato 12 marzo (pomeriggio) a Pescara con appuntamento a Piazza Unione alle ore 15.00.