REFLUI INQUINANTI

Acque: scarichi abusivi, anche Aca tra i responsabili. «La Regione sapeva?»

Interrogazione del Movimento 5 Stelle

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Acque: scarichi abusivi, anche Aca tra i responsabili. «La Regione sapeva?»

PESCARA. Sono numerosi i verbali che l'Aca ha ricevuto dalla Polizia provinciale, gia' dall'inizio dello scorso anno (gennaio 2015), per denunciare gli scarichi non a norma che sversano nei fiumi inquinando le acque.

E' questa la notizia riportata ieri mattina da Il Centro che riferisce che l’azienda acquedottistica ha ricevuto ben 11 verbali di contestazione dalla polizia provinciale con sanzioni fino a 60mila euro.

 Nel corso dello scorso anno ci sono stati 58 controlli sul fiume Pescara, da parte della polizia provinciale e delle guardie ecologiche, da cui sono emerse 13 irregolarità, di cui 11 attribuite all’Aca, cioè proprio all’azienda che ha tra i suoi compiti quello di gestire e depurare le acque reflue degli scarichi.

La prima irregolarità, sempre stando a quanto riferisce Il Centro, è emersa il 22 gennaio del 2015 durante un controllo a Tocco da Casauria. Nello stesso giorno, è stato scoperto un altro scarico non autorizzato, sempre dell’Aca a Tocco, in località Le Macine. Nello stesso comune un terzo scarico è stato individuato il 27 gennaio. Il 19 febbraio dell’anno la polizia provinciale ha individuato uno scarico abusivo a Pescara in via Le Mainarde, l’11 marzo a Pescara, in via Aterno, il 12 marzo a Popoli e Scafa e un altro a Bussi gestito direttamente dal Comune.. Il 19 marzo, ancora uno scarico dell’Aca ad Alanno. Poi, il 23 luglio, due scarichi Aca a Manoppello e Lettomanoppello. Il 27 luglio, limiti superati a Catignano. Infine, in 24 agosto è stato multato un cittadino che scaricava reflui in mare a Fosso Pretaro.

Ma i comuni, la Provincia e la Regione ne erano a conoscenza?

A chiederselo e' il M5S che annuncia una serie di azioni in ogni grado istituzionale.

«E' gravissimo», dice il deputato del Movimento 5 Stelle, Gianluca Vacca, «apprendere che proprio l'Aca, ente pubblico economico per il controllo delle acque, a cui tutti i cittadini pagano le bollette anche per il servizio di depurazione, sia stato individuato come un primo presunto colpevole di questo disastro che l'Abruzzo sta vivendo. A questo punto e' lecito chiedersi se comuni, soci dell'Aca, e Regione fossero a conoscenza delle segnalazioni e per quale motivo non solo non abbiano risolto il problema, ma la situazione sia in continuo peggioramento».

«A cosa servono oggi sopralluoghi, mediaticamente studiati a tavolino, quando la polizia provinciale ha gia' segnalato da un anno a chi di dovere quali sono gli scarichi non a norma con relativa analisi delle acque?».

E il riferimento va sicuramente al presidente D’Alfonso che proprio ieri, a favore di telecamera, ha assistito mentre gli operai mettevano in sicurezza alcuni scarichi abusivi.

«Qual e' il ruolo del sindaco Alessandrini in merito a quanto appreso dalla stampa? Era a conoscenza, in quanto socio principale dell'Aca, delle segnalazioni sull'inquinamento della polizia provinciale? In caso affermativo, cosa ha fatto in un anno? Lo chiederemo con un'interrogazione comunale urgente che presenteremo oggi», affermano Enrica Sabatini, Erika Alessandrini e Massimiliano Di Pillo, consiglieri comunali del M5S di Pescara.


«A SETTEMBRE SERVIVA PIANO D’AZIONE»

«Un governo regionale serio a settembre massimo ottobre avrebbe presentato un piano d'azione e un cronoprogramma di interventi a breve, medio e lungo periodo, anzi avrebbe dovuto predisporlo prima visto che ne aveva fatto un cavallo di battaglia elettorale», commenta invece Maurizio Acerbo (Rifondazione Comunista).
«Invece D'Alfonso ha dovuto attendere l'annuncio della manifestazione indetta dal Forum Acqua e dagli operatori economici per uscire dal torpore. E lo fa con uno stile che la dice lunga sulla sua psicologia: Mussolini mieteva il grano, D'Alfonso tappa gli scarichi. Il tutto oltre che ridicolo è anche grottesco. Infatti la principale responsabilità della situazione ricade sul partito di D'Alfonso e la sua corte dei miracoli, quel "partito dell'acqua" degli amministratori PD e alleati che ha gestito per un quindicennio ACA e ATO con metodi clientelari, sperperi enormi, corruzione e che ha accumulato un enorme debito. Non sappiamo a che titolo il presidente vada a tappare scarichi accompagnato da amministratori comunali che sembrano suoi maggiordomi, ma una cosa è sicura: non è con queste trovate che si risanano il fiume e il mare».