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Balneazione Pescara, rischio tracollo: la stagione estiva partirà con i divieti

«Occorre il coinvolgimento di tutti gli enti interessati»

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Balneazione Pescara, rischio tracollo: la stagione estiva partirà con i divieti

PESCARA. Nulla di buono all’orizzonte e dopo il disastro della stagione estiva passata anche quella futura non si preannuncia per niente buona. Anche perché lo ha ammesso lo stesso vice sindaco Del Vecchio: ad oggi la situazione è ben più drammatica di quella passata.

Il tema della lotta per il risanamento delle acque di balneazione, a poche settimane dall’avvio della stagione turistica 2016, per forza di cose, ha finto per far passare in secondo piano il tema dell’assetto futuro della spiaggia cittadina, attualmente in discussione al Comune («non avrebbe senso parlarne, in presenza di una situazione particolarmente compromessa sotto il profilo dell’inquinamento» ha ammesso Del Vecchio). Soprattutto in ragione della vastità del problema,  del poco tempo a disposizione, degli intralci burocratici, della difficoltà a mobilitare risorse: «Con una lotta titanica abbiamo recuperato oltre cento milioni destinati alla depurazione che rischiavano di andare perduti, ma adesso dobbiamo metterci a correre per poterli spendere in modo efficace per il nostro turismo costiero» sostiene il sottosegretario con delega all’Ambiente, Mario Mazzocca.

Che il “caso pescarese” rappresenti tuttavia una sorta di chiave di volta per l’intero turismo costiero abruzzese è chiaro a tutti.

SI PARTE CON I DIVIETI

Questa mattina il vice sindaco Enzo Del Vecchio ha partecipato all'incontro voluto dalla Cna Abruzzo per parlare del risanamento delle acque e del Piano Spiaggia e ha spiegato che si partirà la prossima stagione estiva a Pescara con dei divieti di balneazione.  

«Avremo una situazione di inizio della stagione estiva peggiore dell'anno scorso - ha spiegato Del Vecchio - poiché lo scorso anno siamo partiti con una qualità delle acque scarse solo per un breve tratto delle acque pescaresi, mentre oggi partiamo con un tratto molto più ampio e quindi la situazione direi che é drammatica rispetto a quello che potrà accadere, ma noi ci auguriamo, per quello che stiamo già facendo, per far migliorare le cose, che non accada quello che é accaduto l'anno scorso. Ma occorre il coinvolgimento di tutti gli enti interessati alla risoluzione del problema e anche dei soggetti privati».

«A inizio stagione estiva ci saranno i divieti di balneazione come ho già detto - ha sottolineato il vicesindaco - perché si parte con acque scarse come l'anno scorso, ma poi secondo un calendario di monitoraggio, se la condizione si recupera tornano le acque balneabili e questo é il nostro auspicio però l'auspicio da solo non produce risultati se non vediamo e mettiamo in campo azioni mirate e concrete che noi abbiamo già messo in atto, lanciando l'allarme da mesi. Abbiamo anche fatto una cosa nuova per far prendere coscienza dell'importanza della situazione e su cosa é il mare e il fiume che si riversa in mare e così abbiamo sottoscritto una convenzione con Arta e Capitaneria di Porto per mettere sotto gli occhi di tutti, attraverso monitoraggi, quello che accade lungo il fiume».

C'è anche una inchiesta della Procura, con la Capitaneria che ha già individuato diversi scarichi, ma ciò non basta perché una volta individuati gli scarichi bisogna agire riducendo gli scarichi al silenzio o ricondotti presso i vari depuratori ove esistenti.

Nei giorni scorsi il vice sindaco Enzo Del si è recato spontaneamente dal pm Andrea Papalia, che coordina l’indagine.

«AVVIATA PROCEDURA D’URGENZA»

«Il Comune di Pescara questa mattina attiverà un' altra procedura d'urgenza per verificare - ha concluso il vice sindaco Enzo Del Vecchio - il cronoprogramma per quanto riguarda il Dk 15. Quello che resta poi da fare é quello di intervenire su tutti gli altri scarichi abusivi così come sono già stati evidenziati dalla Capitaneria di Porto, in modo da indurre tutti i soggetti pubblici e privati interessati a prendere immediatamente provvedimenti perché il dramma della balneabilità non riguarda solo Pescara e abbraccia una economia regionale che si regge su questo settore ed é un crimine non fare nulla per riportare la balneabilità perché il Piano Spiaggia ha senso solo se ci sono acque balneabili».

Secondo Del Vecchio ci sono più fattori che concorrono al cattivo stato di salute delle acque di balneazione cittadina, come ad esempio la diga foranea; ma il punto di maggiore sofferenza resta comunque la condizione insopportabile di inquinamento del fiume; e si tratta di una battaglia in cui un solo Comune, per quanto grande, possa farcela da solo.

Il responsabile regionale di Cna Balneatori Abruzzo, Cristiano Tomei chiede di «cambiare verso nella battaglia contro l’inquinamento del mare, con interventi strutturali e lotta senza quartiere verso gli scarichi abusivi. Mobilitando risorse finanziarie e umane. E sapendo che il grave danno d’immagine provocato all’Abruzzo intero a causa dei mancati divieti imposti alla balneazione sulla spiaggia di Pescara, non sarà facile da superare».

FORUM ACQUA: «NESSUNA NOVITA’»

«Hanno solo ritrovato i cartelli rubati lo scorso anno; non è cambiato nulla tra 2015 e 2016 se non la diversa consapevolezza», questo il commento amaro del Forum H2O alla notizia dei divieti di balneazione che interesseranno Pescara.

Infatti l'anno scorso ad inizio stagione c'erano i divieti di balneazione non solo nel tratto denominato Via Balilla ma anche nel tratto denominato "Via Mazzini" che termina all'altezza di piazza S. Francesco (precisamente tra Hai Bin e le Quattro Vele).

«Quindi la stagione 2016 partirà dal primo maggio allo stesso modo del 2015, con entrambi i settori classificati in categoria "scarsa". Nessuna novità», insiste il Forum.  «Cosa largamente prevista tra chi segue le tristi vicende della balneazione in Abruzzo. Comprendiamo la sorpresa dei più che nel 2015 lungo la riviera Nord non si erano accorti di fare il bagno in acque vietate, riaperte alla balneazione solo il 22 giugno 2015, ma, come sostennero esponenti dell'amministrazione comunale davanti all'evidenza emersa solo dopo la querelle dell'ordinanza fantasma, i cartelli erano stati rubati...»

In consiglio comunale straordinario il Sindaco si disse allibito alle rimostranze degli esponenti del Forum acqua che ricordavano che se sparisce un cartello di divieto di velocità davanti ad una scuola bisogna intervenire, non far finta di nulla.

«Quindi l'unica vera differenza rispetto allo scorso anno è che ora i cartelli che sarebbero stati rubati sono stati...ritrovati», chiude il Forum.