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Parlamento europeo raddoppia i limiti delle emissioni per le auto

«Hanno vinto le lobby sostenute da centrodestra e pezzi del centrosinistra»

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Parlamento europeo raddoppia i limiti delle emissioni per le auto

BRUXELLES. Il Parlamento europeo autorizza le case automobilistiche a poter raddoppiare i limiti di emissione dei motori da 80 mg/km a 168 mg/km fino al 2020. 

Mentre l'Ocse lancia l'allarme sul raddoppio dei morti per polveri sottili (saranno 3,6 milioni a metà secolo) e gli scandali sui trucchi per evadere i controlli sulle emissioni delle auto dilagano, dalla Commissione europea arriva la proposta di moltiplicare per due i valori massimi consentiti. Visto che con il Real Driving Emissions Test sarà impossibile barare, si cambiano le carte.

Protesta con veemenza il Movimento 5 Stelle che ricorda che dopo lo scandalo Volkswagen, il voto del 3 febbraio scorso a Strasburgo ha visto prevalere «le lobby dell'auto e i partiti europei e italiani di centrodestra e di parte del centrosinistra che le sostengono».

«Le giustificazioni degli eurodeputati di Forza Italia e della Lega Nord e degli astenuti e assenti al voto del Pd», spiega Piernicola Pedicini, capo delegazione del M5s al Parlamento europeo, « sono solo ridicole e furbe dichiarazioni che mirano a confondere le idee dei cittadini per nascondere la grave scelta che hanno fatto. Una scelta che da qui al 2020 significherà 75 mila morti all'anno provocati dall'inquinamento atmosferico dovuto alle emissioni dei motori delle auto».

Lo scenario che ha portato il Parlamento europeo ad esprimersi con soli sei voti di scarto a favore del raddoppio dei limiti delle emissioni, ha visto il Ppe e il centrodestra schierarsi compatto a favore delle case automobilistiche, l'S&d e la sinistra che si sono astenute votando contro solo in parte, e il M5s che in modo chiaro si è schierato sia per tutelare la salute e l'ambiente ma anche per usare questa opzione politica come possibilità per creare «nuovi posti di lavoro nei settori dell'energia pulita, della riqualificazione energetica e nella filiera dei rifiuti». 

«Dietro a questo voto», insiste Pedicini, «gli interessi in gioco sono enormi e valgono miliardi di euro a favore delle industrie dell'auto». 

Solo due mesi fa, a dicembre scorso, la maggioranza della Commissione ambiente di Bruxelles aveva votato contro il raddoppio dei limiti delle emissioni. Subito dopo è scattato l'allarme e si sono attivati la Commissione Ue, i Governi degli Stati membri e i loro tecnici per far sì che il Parlamento europeo non accogliesse quell'indirizzo e votasse per il raddoppio. Ci sono riusciti per una manciata di voti. 

Ma il M5s Europa non si arrende. Esiste un parere legale dei servizi giuridici del Parlamento che afferma che la Commissione Ue non poteva cambiare i limiti di 80 mg/km definiti nel 2007 che dovevano scattare dal 2016. Per questo motivo ci sarebbero le condizioni per fare ricorso nelle sedi competenti.

I 5 Stelle condannano anche «la doppiezza e l'ipocrisia» di Giovanni La Via e di Elisabetta Gardini di Forza Italia, rispettivamente presidente e membro della Commissione ambiente. «Entrambi, per giustificare il colpevole voto favorevole del loro gruppo al raddoppio dei limiti, hanno diffuso un comunicato in cui, girando intorno a numeri e dati tecnici, affermano cose non vere e si arrampicano sugli specchi del politichese. Il Movimento 5 Stelle in Europa non fa questi giochetti e rispetta il mandato ricevuto dai cittadini. Il M5s non mente, respinge le pressioni delle lobby, non si spartisce poltrone. Quando anche il resto del Parlamento Europeo sarà contagiato dal virus dell'onestà, votazioni come questa saranno solo un lontano ricordo del passato».