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Smog Pescara, l’allarme resta elevato. E si teme anche per la balneazione

Fiorilli: «Alessandrini ritorni sui propri passi»

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Smog Pescara, l’allarme resta elevato. E si teme anche per la balneazione

PESCARA. E’ ancora allarme rosso per l’inquinamento dell’aria a Pescara.

Dopo il provvedimento tampone delle targhe alterne, durato appena una settimana, il problema resta immutato. Gli ultimi dati pubblicati dall’Arta sono allarmanti: nella giornata di martedì scorso qualità dell’aria ‘pessima’ in via Firenze, piazza Grue e via Sacco. In quest’ultima via, che secondo i monitoraggi è la zona più critica della città, il valore del pm 10 è ancora elevatissimo: 60  microgrammi per metro cubo di micropolveri, contro il limite di 50 stabilito dalla legge per la sicurezza della popolazione.  Qualità ‘scadente’ invece su Corso Vittorio Emanuele, Teatro D’Annunzio, e viale Bovio.

L’ex assessore alla Mobilità della giunta Mascia, Berardino Fiorilli, oggi responsabile dell’associazione ‘Pescara Mi piace’ è convinto che la situazione critica di questi giorni sia figlia delle scelte strutturali «sbagliate e dissennate» compiute dalla stessa giunta Pd negli ultimi 19 mesi di governo, una consapevolezza che ha un’unica conseguenza: il ripristino della chiusura al traffico di corso Vittorio Emanuele e la riapertura dei tre assi di scorrimento alternativi individuati dall’amministrazione di centrodestra.

Una misura, conferma oggi Fiorilli, che era nata non per un capriccio ma da uno «studio meticoloso della situazione e dall’individuazione degli strumenti capaci di restituire vivibilità a Pescara».

Secondo l’ex vice sindaco, insomma, oggi Alessandrini dovrebbe ritornare sui propri passi.

Ma a preoccupare è anche la qualità delle acque di balneazione anche perché la stagione balneare si avvicina e si rischia il tracollo. Dopo la pessima gestione dello scorso anno il timore è ancora più elevato.

La preoccupazione del settore turistico è a livelli mai raggiunti prima. Le notizie che si susseguono stanno facendo preoccupare gli operatori non solo di Pescara, in quanto una cattiva comunicazione sulla principale città della costa si ripercuoterebbe ben oltre i confini comunali.

Solo ieri l’ennesima notizia sull’inchiesta del depuratore di Fosso Pretaro, proprio al confine tra Pescara e Francavilla al Mare: continuano gli accertamenti di Forestale e Capitaneria che hanno prelavato campioni di acqua e scarichi fognari. 

Come riportato da Il Centro i sommozzatori della guardia costiera hanno accompagnato gli agenti della Forestale in acqua per prelevare dei campioni nel punto in cui fuoriesce lo scarico del depuratore. Poi, si è passati a esaminare la conduttura con dei reagenti ma scoprire la falla non sarà facile: è dall’estate scorsa che l’Aca, il gestore del depuratore, va alla ricerca della rottura ma finora niente è stato scoperto.

Non va meglio più a nord: ieri il Forum dell’Acqua l Forum ha segnalato la presenza di scarichi sospetti sotto il molo in prossimità dell'area  Madonnina a Pescara. I cittadini in quella zona segnalano da tempo sversamenti di liquami: lo scarico esiste e riversa sospetti liquami, dall'odore nauseabondo. E’ già partita una segnalazione al Comune, alla Capitaneria e alla Guardia Forestale.

Intanto il presidente provinciale di Confesercenti Pescara Raffaele Fava ed il direttore Gianni Taucci hanno scritto una lettera al presidente della giunta regionale, Luciano D’Alfonso, chiedendo di  convocare al più presto, entro pochi giorni, un tavolo con i sindaci dei Comuni attraversati dal fiume Pescara e con gli addetti ai lavori del settore.

«Dopo la disastrosa immagine della scorsa estate, non possiamo permetterci di partire con il piede sbagliato – dicono i dirigenti della Confesercenti Pescara, che nel settore turistico rappresenta balneari, hotel, attività di ristorazione – e siamo preoccupati per il sostanziale stallo degli interventi di risanamento del fiume, la causa principale dell’inquinamento, e del funzionamento dei principali depuratori a ridosso della costa. Vale la pena ricordare che l’economia turistica in estate vale, solo nella città di Pescara, oltre 2 mila posti di lavoro: nessuno pensi di chiamarsi fuori, abbiamo bisogno di interventi rapidi e decisivi perché le notizie che continuiamo a ricevere sono gravi. Il tempo finora perso è stato enorme, ma ormai sta scadendo. Per questo chiediamo al presidente di fare subito il punto della situazione e accelerare gli interventi».