LA BATTAGLIA

Rifiuti. Il ministro Galletti non vuole l'emendamento delle Regioni sugli inceneritori

Va bene invece la richiesta di una cabina di regia

Redazione Pdn

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Rifiuti. Il ministro Galletti non vuole l'emendamento delle Regioni sugli inceneritori

Il ministro Galletti

ROMA. No ad un emendamento proposto dalle Regioni e dalle Province autonome relativo alla richiesta di introdurre «una esplicita indicazione della natura meramente ricognitiva» degli impianti di incenerimento da realizzare come previsto dall'articolo 35 dello Sblocca Italia.

Uno di questi impianti è previsto anche in Abruzzo sebbene nei giorni scorsi il sottosegretario all’Ambiente Mario Mazzocca abbia detto esplicitamente che sia per ragioni geomorfologiche che microclimatiche, la regione non ha le caratteristiche per ospitare un impianto così impattante ed inoltre il progetto non é in linea con il Piano Regionale di Gestione Rifiuti. Il Ministero ha ribadito la propria posizione sostenuta da 15 regioni su 20 e l’unico, al momento, risultato che si é riusciti ad ottenere é il rinvio ad una Conferenza Straordinaria in programma il prossimo 29 gennaio.

 Intanto oggi Galletti si è presentato in audizione in commissione Ecomafie, facendo presente che «l'emendamento è stato valutato dalle strutture tecniche del mio Ministero non ammissibile» poiché «non compatibile con la legge» che chiede «l'individuazione puntuale (e non una mera 'ricognizione')».

Galletti è invece d'accordo con l'altra richiesta di una ''cabina di regia'' per il coordinamento e l'elaborazione della strategia nazionale sui rifiuti.

L'articolo 35, comma 1 dello Sblocca Italia - spiega Galletti - attribuisce al decreto della presidenza del Consiglio dei ministri da emanare «l'individuazione puntuale dell'impiantistica necessaria per coprire il fabbisogno residuo di incenerimento determinato con finalità di progressivo riequilibrio socio-economico tra le aree del territorio nazionale e nel rispetto degli obiettivi di raccolta differenziata e di riciclaggio».

Per questo la richiesta, avanzata dalle Regioni il 20 gennaio in sede di Conferenza, «non è ammissibile, in quanto si pone in palese contrasto con le disposizioni» dello Sblocca Italia nella parte dedicata alla realizzazione dei termovalorizzatori nelle Regioni.

In Conferenza delle Regioni è stato dato parere favorevole a maggioranza, condizionato dall'accoglimento di emendamenti e osservazioni, sul decreto attuativo del comma 1 dell'art. 35 dello Sblocca Italia relativo agli inceneritori.

«PROGRAMMA NAZIONALE DEVE ESSER RIVISTO»

Galletti ha anche spiegato che il programma nazionale di prevenzione dei rifiuti può e deve essere rivisto e modificato alla luce degli eventuali cambiamenti normativi comunitari e nazionali nonché delle criticità riscontrate.

«I limiti del programma - aggiunge Galletti - possono e devono essere affrontati in maniera costruttiva e condivisa, proseguendo nell'approccio che sin dalla fase propedeutica alla sua redazione ha caratterizzato l'attività relativa al programma».

Galletti ricorda anche che il ministero è in procinto di inviare anche alle Camere una relazione dettagliata sullo stato di attuazione del Programma nazionale di prevenzione dei rifiuti.

«Fare le bonifiche e rendere virtuosa la gestione dei rifiuti - osserva il ministro - sono due priorità imprescindibili per un Paese che possa dirsi civile e che voglia guardare a un futuro di crescita. Significa lasciarsi alle spalle un passato fatto di abusi, quando non di sfregio del territorio, risanando le ferite ancora spesso drammaticamente aperte; significa anche trasformare un problema in un'opportunità di sviluppo, con il recupero dei materiali, il loro riciclo e riuso, la loro trasformazione in energia».

I RIFIUTI URBANI

Per quanto riguarda i rifiuti urbani, nel 2014 - rileva Galletti offrendo un quadro della situazione - la produzione nazionale si attesta a circa 29,7 milioni di tonnellate, con una crescita di 83 mila tonnellate rispetto al 2013 (più 0,3%).

Un incremento, dice il ministro, che «sebbene di entità ridotta, evidenzia un'inversione di tendenza rispetto al trend rilevato nel periodo 2010-2013, in cui si era osservata una riduzione complessiva della produzione di circa l'8,9%».

Per Galletti «i limiti che lo stesso Programma sta dimostrando possono e devono essere affrontati in maniera costruttiva e condivisa»; anche perché «nonostante alcune criticità, il 2015 si chiude con risultati molto interessanti soprattutto per alcuni settori, come quello del contrasto allo spreco alimentare, che sta ricevendo sempre maggiore attenzione a livello comunitario e internazionale».