BUCO NELL'ACQUA

Trivelle Isole Tremiti: «la Petroceltic non ha liquidità per arrivare a fine mese»

Dura interrogazione della Sinistra Italiana: «vicenda opaca»

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Trivelle Isole Tremiti: «la Petroceltic non ha liquidità per arrivare a fine mese»

ABRUZZO. Vorrebbe prima perlustrare e poi bucherellare l’Adriatico in cerca di petrolio e gas ma chi di buco ferisce di buco perisce.

Così pare che le finanze della Petroceltic Italia srl non siano delle più floride ed il rischio di un default è concreto. Pare che il problema più urgente per la società petrolifera sia quello di colmare al più presto il buco di bilancio.

Ora arriva una interrogazione urgente al Ministro dello Sviluppo Economico potrebbe bloccare l’autorizzazione delle trivellazioni in zona Isole Tremiti, proprio davanti alla costa Vastese.

La vicenda è stata approfondita anche da Maria Rita D'Orsogna nel suo informatissimo blog

 O almeno è quanto sperano che possa accadere i deputati di Sinistra Italiana, tra i quali anche l’abruzzese Gianni Melilla, che nelle ultime ore hanno firmato l’interrogazione aprendo uno squarcio sulla solidità dell’impresa che si appresta a lavorare davanti nel mare abruzzese-molisano.

Il permesso oltre le 12 miglia ha scatenato un vero e proprio dibattito.

Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, è furioso, il sindaco delle Isole Tremiti non riesce a farsene una ragione e gli ambientalisti di mezza Italia hanno alzato la voce.

Sullo sfondo l’incognita del Referendum.

Dal canto suo il ministro Guidi assicura che non ci saranno perforazioni ma solo prospezione geofisica e invita tutti a non polemizzare. Ma per i contestatori il problema è che per fare le indagini verranno usate tecniche devastanti per la fauna marina, come l’airgun.

La concessione estrattiva è stata data alla società Petroceltic Italia srl, controllata da Petroceltic International Plc.

I deputati di Sel però avanzano più di un interrogativo e proprio non riescono a capire come il Ministero abbia potuto dare il via libera.

«Una rapida ricerca sui siti delle 2 società», si legge nell’interrogazione, «ci ha infatti permesso di appurare che la prima ha 3 dipendenti, mentre la seconda il 23 dicembre 2015 annuncia ufficialmente di non avere liquidità sufficiente a superare il mese di gennaio 2016.  Ci chiediamo che sia un caso che questo avvenga il giorno dopo la conferma delle concessioni da parte del Mise».

Sul sito ufficiale si legge «l’ufficio di Petroceltic Italia a Roma è attualmente composto da personale tecnico e finanziario-amministrativo di qualificata esperienza italiana ed internazionale. Inoltre, la società si avvale di una rete di consulenti esterni specializzati in specifici settori, quali studi geominerari, ingegneria di perforazione, sicurezza e comunicazione. Tra le figure professionali che collaborano costantemente con lo staff di Petroceltic Italia figurano un geologo esplorativo senior, un ingegnere di perforazione senior e un esperto di valutazioni e monitoraggi ambientali».

 Gli esponenti di Sinistra Italiana vogliono sapere quali indagini il Mise abbia fatto, per ottemperare all'art.4 del dpr 484/94, che riguarda i presupposti soggettivi delle società richiedenti: «ci chiediamo infatti dove siano le "strutture  tecniche  ed  amministrative   adeguate   alle attivita'  previste", ma soprattutto le "capacità tecniche ed economiche adeguate"».

Il 23 dicembre scorso, infatti, Petroceltic International Plc ha firmato una nota con la quale annuncia che per diverse cause determinatesi nel 2015, la posizione finanziaria del gruppo è compromessa e che la liquidità è sufficiente ad arrivare al massimo alla fine di gennaio.

Sono segnalati 217,8 milioni di esposizione verso istituti finanziari, a fronte di 28 milioni di liquidità, di cui 24 milioni in valuta estera non convertibile.

«Come sia possibile», insistono i deputati, «che ad una Srl italiana con 3 addetti, controllata da un gruppo estero che manifesta esplicitamente la propria incapacità di fare fronte ai propri impegni finanziari, al punto da non poter garantire la propria continuità aziendale, siano stati confermate le concessioni in Italia, in palese inosservanza dell'art.4 del dpr 484/1994?»