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Contrordine: Ombrina non è morta, è solo in letargo

L’allarme del costituzionalista Di Salvatore

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Contrordine: Ombrina non è morta, è solo in letargo

ABRUZZO. Il 2015 si è chiuso al grido di ‘no Ombrina’ con la popolazione ambientalista in festa in piazza a Lanciano nel primo capodanno antitrivelle che l’Abruzzo ricordi.

Ma ad appena 4 giorni dall’inizio del 2016 lo spettro del progetto della Rokkoper torna  a materializzarsi, sintomo che nemmeno le rassicurazioni di governo nazionale e regionali bastano per chiudere la partita e dormire sonni tranquilli.

L’allarme lo lancia oggi il costituzionalista abruzzese Enzo Di Salvatore su Facebook secondo il quale la recente modifica normativa introdotta dalla legge di Stabilità 2016 sarebbe servito esclusivamente per eludere il referendum sul divieto delle attività petrolifere in mare entro le 12 miglia.

Di Salvatore fa notare come sul Bollettino Ufficiale degli idrocarburi del 31 dicembre 2015, pubblicato oggi sul sito del Ministero dello sviluppo economico, si legge chiaramente che il permesso di ricerca su "Ombrina mare" (che costituisce l'atto "presupposto" per il rilascio della successiva concessione) è sospeso nella sua vigenza.

«Questo vuol dire», sottolinea Di Salvatore, «che anche il procedimento per il rilascio della concessione non è definitivamente chiuso. Quindi avevo ragione. Quindi aveva ragione il Coordinamento Nazionale No Triv».

«La sospensione del decorso temporale del permesso di ricerca “B.R269.GC”, di cui è titolare la società Rockhopper Italia S.p.A». si legge sul Bollettino ufficiale,  «è prorogata a decorrere dal 1° gennaio 2016 e fino alla data dell’eventuale conferimento della concessione di coltivazione di idrocarburi a mare di cui all’istanza “d 30 B.C-.MD” e in ogni caso non oltre il 31 dicembre 2016».

«E' evidente che il vero obiettivo è, nel frattempo, evitare il referendum - osserva Di Salvatore - e successivamente tornare a modificare la normativa sia per 'Ombrina mare' sia per un nuovo permesso che è stato rilasciato sempre per attività di ricerca di fronte alla costa abruzzese. La prova che non si vogliano chiudere i procedimenti è data proprio dal fatto che sia stato rilasciato un nuovo permesso di ricerca, in parte interferente con il limite delle 12 miglia. A cosa serve rilasciare un permesso entro il 31 dicembre se dal primo gennaio entra in vigore il divieto e non si può rilasciare la successiva concessione?», chiude il costituzionalista.

Secondo Augusto De Sanctis del Forum dell’Acqua in realtà non dovrebbero esserci rischi, almeno non al momento.

De Santis fa notare, infatti, che ruota tutto intorno al Permesso di Ricerca rilasciato un decennio fa. «Secondo te lo potevi eliminare d'imperio? A nostro avviso - ed è una valutazione fatta dall'inizio non appena visto l'emendamento - per il semplice fatto che sarebbe stato incostituzionale. Quindi questo titolo rimarrà fino a decadenza e non poteva essere altrimenti».

De Santis spiega anche che la sospensione è un fatto tecnico legato a vari fattori, tra cui anche il pagamento del canone: «la sospensione della vigenza può avvenire solo fino al diniego all'istanza di concessione di coltivazione (o titolo unico) che è il succo di tutto il problema e che la legge di stabilità impedisce. Con il diniego espresso anche un'eventuale ulteriore modifica legislativa costringerebbe a ripartire daccapo con tutta la procedura. Cioè il punto b) del decreto. Poi per carità, le leggi possono cambiare. Se si toglie la pena di morte tu festeggi? Io sì, poi può sempre venire un nuovo governo che la rimette e allora si torna a combattere. I progetti possono rispuntare, siamo abituati e per noi non è una novità ma qui stavamo per perdere fuori casa 2 a 0 e all'ultimo secondo abbiamo tutti segnato tre gol e vinto questa partita 3 a 2. Noi in questi casi festeggiamo».

De Santis spiega che per ripararsi da eventuali ritorno di Ombrina «è necessario pretendere che il Ministero, sulla base della nuova norma approvata nella legge di Stabilità, faccia proprio quello che ha prefigurato e, cioè, rilasci il diniego formale all'istanza senza lasciarla "aperta"». Su questo il Coordinamento No Ombrina sta già lavorando.

In teoria neanche questo diniego metterebbe al riparo di un nuovo progetto Ombrina in caso di ulteriore modifica normativa ma almeno per molti atti bisognerebbe forse iniziare daccapo l'iter.

De Santis dunque è certo: «Ombrina è stata fermata, all'ultimo momento, ed è incompatibile con le attuale leggi ottenute con l'impegno civile. E' stata una grande vittoria ma bisogna continuare a lottare per consolidarla affinché il paese scelga in generale di abbandonare le fonti fossili che stanno uccidendo il Pianeta».