VELENI SOTTERRANEI

Goio go home, e “all’improvviso” dopo nove anni arriva la gara per la bonifica

Dieci anni di assoluta opacità, ora accadono cose strane e si acuiscono scontri

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Goio go home, e “all’improvviso” dopo nove anni arriva la gara per la bonifica

Adriano Goio

BUSSI. L’assurdo di questa vicenda è che dopo anni di attesa e di inerzia si è costretti a dire che la gara di appalto è giunta… “all’improvviso”.

Adriano Goio, commissario straordinario per il risanamento dei fiumi Aterno Pescara, risanamento che non c’è stato, appena dopo le notizie di una certa avversione nei suoi confronti da parte del Pd e della stessa Regione Abruzzo (a guida Pd) d’incanto ha partorito il bando per la progettazione ed esecuzione della bonifica delle aree esterne alla Solvay.

Un bando che si attendeva da quasi due lustri e che lo stesso Goio aveva pronto sulla scrivania (come da lui ammesso) e parcheggiato lì per ragioni ignote.

Appena dopo la diffusione della notizia di un emendamento nella Legge di Stabilità a firma Antonio Castricone che metteva uno stop al commissariamento prima fissato al 31 dicembre, poi slittato a giugno 2016, ha sfoderato il bando pubblico senza che fosse data enfasi sulla stampa (se si escludono le pubblicazioni a pagamento).

 Dunque l’ennesimo colpo di scena che non fa che addensare ulteriori dubbi e domande su questa vicenda dello scandalo Bussi legato alla bonifica e alla reindustrializzazione perché, nonostante si arrabbino sia Goio che i parlamentari Pd, rimane la quasi certezza che dietro quello che emerge pubblicamente vi siano altri dialoghi e giochi di forza che vengono taciuti e la prova risiede nelle tante stranezze accadute di recente.

Spieghi allora Goio il perché proprio ora di questo bando.

Anzi spieghi il perché di questo bando pubblico visto che in passato le gare per la progettazione della messa in sicurezza per milioni di euro erano stati affidati direttamente nel silenzio più assoluto di ogni controllore.

Che cosa è successo oggi, che cosa c’è di diverso?

Qualcosa deve essere successo intorno al mese di settembre quando si è iniziato a rompere un “idillio” forzoso tra commissario, Ministero, Regione Abruzzo e Comune di Bussi, poi sfociato in una pubblica presa di posizione della stessa Regione e nei pesanti rilievi del Ministero all’operato della inedita coppia commissario – Comune di Bussi.

  Ora però c’è questo bando che prevede la «rimozione di materiale di rifiuto e l’eventuale terreno misto a rifiuti presente nell’area fino al raggiungimento di valori ammissibili di C.S.C. sui terreni in sito ed il trasporto a discariche autorizzate per lo smaltimento del materiale scavato; quest’ultimo sarà opportunamente classificato e vagliato preventivamente per l’avvio a smaltimento in apposita discarica ex situ».

Costo totale: 38 mln di euro.

Il termine è fissato per il 14 marzo 2016.

Si vedrà se cominceranno prima i lavori o se prima andrà via Goio.

Una stagione è di certo terminata.

«Il commissariamento più inutile e misterioso della storia della Repubblica Italiana», commenta il comitato Bussi Ci riguarda, «e che lascerà la megadiscarica dei rifiuti tossici di Tremonti in ammollo nella falda e in contatto con le acque del fiume, a rilasciare inquinanti. E ciò  dopo 10 anni dalla sua scoperta e dopo che le consulenze tecniche d’ufficio hanno portato anche in tribunale  la triste realtà  che essa rappresenta la più importante sorgente di contaminazione delle falde della valle del Pescara».

«Ricordiamo che», aggiungono gli ambientalisti, «il Commissario Goio è stato inviato dal Governo Berlusconi su richiesta e  segnalazione nominativa di Del Turco, 10 anni fa, tramite l’ordinanza del Consiglio dei Ministri del 9 marzo 2006 (assai prima, si badi, della scoperta della megadiscarica di Tre Monti) per fronteggiare un’ emergenza di cui, assieme al resto dei cittadini abruzzesi,  non ci eravamo mai accorti…e  con ulteriori provvedimenti è stato investito, nel 2007, del compito di mettere in sicurezza quella situazione.  E ciò con poteri straordinari, autorizzato a poter agire al di fuori delle leggi vigenti  per il raggiungimento rapido dello scopo.  Le inadempienze si trascinano da anni.  Lo ricordiamo perché non ancora riusciamo a farci una ragione del  fatto che siamo stati lasciati soli a chiederne la rimozione e il rientro nella legalità ordinaria.  Ma soprattutto adesso gli chiedano conto non solo Ministero e Regione (che sono ben informati e consapevoli), ma anche e particolarmente i Sindaci della valle, sia quelli compresi nel SIN sia quelli esterni,  come Pescara, Spoltore, Cepagatti etc. , i cui territori, situati allo sbocco della vallata, accolgono la somma degli sversamenti a monte.  Dovrebbero perciò, anche loro, farsi pienamente consapevoli dello stato dell’arte per dar conto, ai cittadini amministrati, dello stato di qualità dell’ambiente e delle acque di falda che sostengono le nostre catene alimentari».