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Abruzzo. Contratti di fiume: «16 già operativi»

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Abruzzo. Contratti di fiume: «16 già operativi»

ABRUZZO. A quasi un anno e mezzo dall'insediamento della Giunta D'Alfonso, l'Abruzzo è passato dai tre Contratti di Fiume riguardanti Tordino, Sagittario ed il bacino Tavo-Fino, alle sedici iniziative attuali che concernono, quindi, anche Alento, Aterno, Arielli, Fino, Liri, Nora, Piomba, Sangro, Saline, Trigno, Pescara, Vomano-Mavone ed il contratto di foce dell'Alento. La seconda assemblea regionale sui Contratti di Fiume, tenutasi, questa mattina a Pescara, all'Aurum, alla presenza, tra gli altri, del presidente della Giunta regionale, Luciano D'Alfonso, e dell'assessore con delega ai Contratti di Fiume, Dino Pepe, ha fornito l'occasione per fare il punto su questo fondamentale strumento di programmazione negoziata rivolto alla riqualificazione dei bacini fluviali.

«Il Contratto di Fiume - ha esordito D'Alfonso - serve per farci comprendere come questo giacimento naturale, che abbiamo avuto in dono da Dio, da problema possa trasformarsi in opportunità. Del resto, - ha proseguito - se c'è un elemento che da sempre unisce l'Abruzzo, è proprio il suo patrimonio idrico-fluviale che, oltretutto, rappresenta l'identità di un intero territorio».

 Il presidente della Giunta ha, poi, posto l'attenzione sul contenuto di questo importante strumento contrattuale.

«Se si vuole che funzioni sul serio, - ha rimarcato - bisogna evitare assolutamente la deriva della proceduralizzazione e fare in modo che la Regione ritrovi le ragioni dei suoi fiumi. Le risorse non mancano - ha ricordato - ma ci aspettiamo che a raccogliere la sfida sia anche il privato al quale è giusto dare spazio ed agibilità ma sempre nel quadro del rispetto del fiume come bene comune».

 All'odierna assemblea sono intervenuti in veste di relatori anche Massimo Bastiani, coordinatore del Tavolo nazionale dei C.d.F., Endro Martini (Alta Scuola) e Andrea Bianco dell'Istituto Superiore per la Protezione e la ricerca Ambientale (ISPRA).