ALTA PRESSIONE

Elettrodotto Terna, “carenze progettuali, fermare tutto”

“Tragicomico comportamento della Regione e del Ministero dell'Ambiente”.

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

269

elettrodotto villanova gissi


ABRUZZO. “Un'opera inutile con 50 sostegni in aree a rischio idrogeologico realizzata in gran parte senza la necessaria documentazione che doveva essere consegnata al momento della redazione del progetto esecutivo, secondo quanto evidenziato dal Servizio Difesa del Suolo della Regione Abruzzo”.

Il Forum dell'Acqua boccia il progetto nel terzo dossier che passa in rassegna tutte le presunte criticità.

La richiesta è una e precisa: annullare, anche in auto-tutela, ogni tipo di autorizzazione e parere favorevole finora concessi e di valutare direttamente la situazione reale di tutte le aree interessate dal progetto, anche ai fini del ripristino dello stato dei luoghi.

Stessa richiesta che è stata reiterata ancora una volta anche dal perito Antonio Di Pasquale mentre il Movimento 5 Stelle chiede al sindaco di Bucchianico di firmare un decreto che blocchi i lavori in corso.

E leggendo il documento degli ambientalisti ci sono quantomeno diversi punti che andrebbero chiariti da parte della società che sta realizzando l'opera.

Il documento non a caso è stato intitolato "Elettrodotto Villanova - Gissi: gigante dai piedi d'argilla" “proprio per stigmatizzare il fatto”, hanno spiegato gli ideatori, “che quest'opera è stata localizzata proprio sulle aree più a rischio della regione e si sta realizzando addirittura senza quelle precauzioni imposte dal Decreto interministeriale di Compatibilità Ambientale”.

Numerose sono le criticità che il Forum fa emergere con questo dossier in 12 capitoli dedicati a presunte incongruenze, omissioni e addirittura quelli che vengono definiti “fatti esilaranti se non si trattasse di un'opera pubblica del valore di oltre cento milioni di euro pagati dalle bollette dei cittadini”. Infatti il sottotitolo del dossier è "Deriva tragicomica per un'opera inutile". 

Questi i punti principali evidenziati dal forum.

RISCHI AMBIENTALI

Il Servizio difesa del suolo della Regione Abruzzo con due durissime lettere del 22 maggio 2015 e del 9 settembre 2015 ha fatto emergere gravissime inadempienze e carenze sul rispetto di due importanti prescrizioni del Decreto ministeriale, quella relativa agli studi geologici e alla realizzazione delle indagini geotecniche e quella relativa alla prevenzione del rischio di inquinamento delle falde durante le perforazioni e la realizzazione delle fondazioni dei piloni. Per moltissimi sostegni nella relazione si leggono frasi del tipo: -"non è possibile riscontrare la compatibilità dell'intervento con le caratteristiche geologiche e geomorfologiche dell'area"; "la compatibilità dell'intervento con le caratteristiche geomorfologiche del versante è stata valutata attraverso l'analisi di stabilità di una porzione del versante che appare limitata rispetto all'estensione e complessità del franala cui caratterizzazione presenta delle incertezze dal momento che, secondo la relazione geologica, le aree di progetto ricadrebbero in una paleofrana."; "manca l'analisi di stabilità del versante". Per questa ragione il Servizio rilascia un parere negativo sull'ottemperanza ad entrambe le prescrizioni.

VERIFICA DELLA QUALITA' DELLE ROCCE E TERRE DA SCAVO 

Durante le opere di sbancamento e realizzazione delle fondazioni le terre devono essere analizzate per la ricerca di eventuali contaminanti. Per il Ministero dell'Ambiente e per l'ARTA è tutto OK. Il Forum ha letto la documentazione depositata e ha evidenziato che: a)i metodi di prelievo dei campioni non sono corrispondenti a quelli prescritti in questi casi (in particolare il terreno è stato frammentato in piccoli pezzi sul campo); b)in diversi casi i campioni sono stati portati in laboratorio a mesi di distanza dal prelievo in contrasto con le metodologie di analisi prescritte a livello nazionale ed internazionale.

LE TRAGICOMICHE DECISIONI DEL MINISTERO DELL'AMBIENTE E DELLA REGIONE ABRUZZO

Una delle prescrizioni del Decreto era quella relativa all'interruzione precauzionale dei lavori in periodo riproduttivo degli uccelli nel Sito dii Interesse Comunitario di Mozzagrogna sul Fiume Sangro.

Intanto il Piano dei monitoraggi doveva essere consegnato prima dei lavori. Gli enti, invece, si trovano ad esaminare il fatto compiuto e, cioè dati raccolti da TERNA nella stagione riproduttiva 2014 secondo metodi non sottoposti al vaglio degli enti. Secondo l'azienda nel SIC non sono presenti specie tutelate e a rischio di impatto sui cavi; propone, quindi, di poter lavorare nel 2015 in pieno periodo riproduttivo. Regione Abruzzo e Ministero ci mettono il timbro. Peccato per gli enti che tra gli attivisti ci sono ornitologi esperti. Nella relazione di TERNA tra le specie osservate si riporta un esilarante "parrucchetto dal collare" (il nome corretto è Parrocchetto dal collare con la "o" non con la "u". Il fatto diventa tragicomico quando il Forum fa emergere che nello stesso periodo la Regione Abruzzo aveva finanziato con decine di migliaia di euro la realizzazione di un approfondito studio naturalistico con l'impiego di fondi europei assegnati a quattro comuni volto alla redazione del Piano di gestione del SIC di...Mozzagrogna nel...2014. Gli studiosi coinvolti hanno certificato la presenza di numerose specie protette a livello comunitario come Nibbio reale, Nibbio bruno, Moretta tabaccata, Airone rosso elencando decine di osservazioni proprio nel periodo riproduttivo 2014. Per TERNA quasi un deserto, per gli studiosi pagati dalla regione stessa con fondi pubblici un paradiso naturalistico. Chissà se la Commissione Europea troverà così divertenti questi strafalcioni e le modalità operative degli enti italiani. 

L'OTTEMPERANZA SULL'IMPATTO PAESAGGISTICO FATTA SU PILONI DIVERSI

Come evidenziato nei precedenti dossier, TERNA ha prima cambiato il progetto approvato in sede ministeriale introducendo i piloni monostelo (pieni) al posto di quelli classici a traliccio. Due tipologie completamente diverse rispetto all'impatto paesaggistico. Si tratta di strutture alte 60 metri visibili da chilometri.


FONDAZIONI INNOVATIVE, LA COMPENETRAZIONE DI STILI

Terna aveva realizzato sul campo diverse fondazioni adatte ai sostegni monostelo, sostanzialmente una corona centrale su una platea di cemento. Si tratta di fondazioni con pali che entrano nel terreno per decine di metri. Con il ritorno ai tralicci classici queste fondazioni sono diventate inutili in quanto questi si appoggiano a fondazioni sui quattro angoli. Il cemento inutile delle platee per i monosteli sono state eliminate, in quanto non previste dal progetto approvato? No. Sono state lasciate e sono oggi "inglobate" formando quello che è probabilmente un vero e proprio inedito ingegneristico a scala nazionale e forse internazionale.

LA FORESTALE CHIEDE LUMI A MAGGIO MA IL MINISTERO DELL'AMBIENTE (SIC!) NON RISPONDE

Non solo il Forum si è accorto della difformità tra progetto approvato e opere in esecuzione. A maggio 2015 il Corpo Forestale dello Stato rileva in un sopralluogo che sostegni e fondazioni sono diversi. Il Comandante provinciale scrive al Ministero segnalando la cosa e chiedendo su quali basi normative l'opera potesse essere difforme. Dopo tre mesi, al momento del nostro accesso agli atti, il Ministero dell'Ambiente non aveva risposto al Corpo Forestale dello Stato.

LACUNE A BUCCHIANICO

Il Movimento 5 Stelle esprime dubbi sul tratto che interessa il comune di Bucchianico dopo la nuova analisi presentata dal Dipartimento Opere Pubbliche, Governo del territorio e Politiche Ambientali, del 9 settembre, in cui si negano nuovamente le prescrizioni a12 e a25, in essa si indica come mancanti i sondaggi per arrivare alla caratterizzazione dei cantieri (già ampiamente avviati) dei piloni 40, 41 e 44 e inoltre si evince che nelle verifiche di ottemperanza per i sostegni dal 37 al 46 (ovvero 10 degli 11 piloni ricadenti nel territorio comunale di Bucchianico) non è possibile riscontrare la compatibilità dell'intervento con le caratteristiche geologiche e geomorfologiche dell'area o ci sono delle differenze di valutazione del dissesto nelle sue dimensioni.

Si chiede dunque al sindaco di far partire -in via cautelativa- un'ordinanza di sospensione lavori, al fine di accertare difformità ed evitare irregolarità a danno del paesaggio e della pubblica sicurezza.