OPERE E OMISSIONI

Elettrodotto Terna, Sovrintendenza nega gli atti. Forum H20: «rispettino la legge»

Chiesto un parere all’Avvocatura prima di mostrare la carte, perché?

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Elettrodotto Terna, Sovrintendenza nega gli atti. Forum H20: «rispettino la legge»

ABRUZZO. «Sembrano tutti afflitti dalla Sindrome di Dracula: hanno paura della luce e non si tratta dell'elettricità che l'opera dovrebbe trasportare ma del diritto all'informazione dei cittadini che la subiscono sul loro territorio».

 Così il Forum dell'Acqua sull'ennesimo caso di scarsa o nulla trasparenza in merito alle carte dell'elettrodotto Villanova-Gissi di Terna.

Un cittadino di uno dei comuni interessati dall'opera in costruzione, Mariapaola Di Sebastiano, con una  email certificata del 4 giugno 2015, chiede gli atti alla Sovrintendenza Belle Arti e Paesaggio dell'Abruzzo. Il tutto si basa sul Decreto legislativo 195/2005 che da dieci anni permette, almeno sulla carta, ai cittadini di accedere a tutte le informazioni inerenti le tematiche ambientali, compresi tutti gli atti amministrativi connessi, senza neanche dover dire perché uno è interessato a tali documenti.

Infatti la materia ambientale è talmente importante a livello europeo che il diritto comunitario ha reso più semplice al cittadino l'accesso alle informazioni. La norma prevede che entro 30 giorni l'ente risponda.

Alla domanda segue il silenzio.

Il cittadino, dopo molteplici solleciti a voce (con relative spese telefoniche), dopo tre mesi arriva a diffidare la Sovrintendenza con un'ulteriore PEC del 4 settembre 2015.

Non basta: arriva a risollecitare dopo la diffida con un'ulteriore PEC del 15 settembre 2015.

A questo punto la Sovrintendenza di L'Aquila, e, in particolare, la Sovrintendente Maria Giulia Picchione e il Responsabile del Procedimento Nicola dell'Olio il 22 settembre 2015, a tre mesi e mezzo dalla richiesta iniziale, rispondono al cittadino che «stante la particolarità del caso», avendo interessato l'Avvocatura di Stato (perché non si da), non potranno soddisfare la richiesta fino a risposta positiva degli organismi da loro interpellati.

 «Da nessuna parte», contesta il Forum dell’Acqua, «nel Decreto legislativo 195/2005 è prevista questa procedura attivata dalla Sovrintendenza. L'Ente può, entro 30 giorni, negare l'accesso ma con uno dei motivi previsti dal Decreto e non è questo il caso».

 Qualora una pratica abbia particolare complessità il tempo dell'accesso può essere prorogato di altri 30 giorni e comunque l'ente deve comunicarlo per tempo al cittadino e non è stato questo il caso.

Recita il comma 2 dell'Art.3 del Decreto "2. Fatto salvo quanto stabilito all'articolo 5 e tenuto conto del termine eventualmente specificato dal richiedente, l'autorità pubblica mette a disposizione del richiedente l'informazione ambientale quanto prima possibile e, comunque, entro 30 giorni dalla data del ricevimento della richiesta ovvero entro 60 giorni dalla stessa data nel caso in cui l'entità e la complessità della richiesta sono tali da non consentire di soddisfarla entro il predetto termine di 30 giorni. In tale ultimo caso l'autorità pubblica informa tempestivamente e, comunque, entro il predetto termine di 30 giorni il richiedente della proroga e dei motivi che la giustificano."

Pertanto il Forum Abruzzese dei Movimenti per l'Acqua stigmatizzando il comportamento della Sovrintendenza, richiede a Picchione di consentire immediatamente l'accesso agli atti secondo le norme italiane e comunitarie evitando comportamenti dilatori.

«Nel frattempo», sottolinea Augusto De Sanctis, «la sfidiamo ad un pubblico dibattito sul diritto alla trasparenza in Italia e su quanto sta facendo il suo ufficio su questa opera e sulla tutela del paesaggio. Scelga lei il luogo e l'ora, con un minimo di preavviso (sicuramente minore dei tre mesi e mezzo con cui vi è stata la risposta) ci faremo trovare invitando a partecipare la stampa e i cittadini dei territori il cui paesaggio, bene teoricamente tutelato dalla Costituzione, viene stravolto dall'elettrodotto. Quanto sta accadendo attorno a quest'opera è veramente incredibile, visto che sono i cittadini e pochi comuni a far uscire carte e documenti in cui si evidenziano le gravissime carenze progettuali e le stranissime procedure seguite per autorizzarla. La trasparenza in questo paese sembra una chimera. Invitiamo anche Terna, visto che difende la bontà dell'opera e delle procedure, a fare lo stesso invito alla trasparenza a tutti gli enti».

Più che un dibattito qui bisognerebbe aprirsi una seria verifica ammnistrativa e giudiziarie perché le leggi ci sono e sono chiare e questo tipo di risposte configura a tutti gli effetti una mancanza della pubblica amministrazione.

Su questioni così importanti non sono più tollerabili risposte di questo tipo che hanno l'unico obiettivo di tenere fuori i cittadini dal controllo delle istituzioni.

Oppure bisogna pensare che esistono poteri forti che tutto possono?