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No-triv Concerto per l’Adriatico: Eugenio Finardi & C a Roseto per il “mare nostrum”

A Roseto le rappresentanze di tutti i comitati delle regioni adriatiche

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No-triv Concerto per l’Adriatico: Eugenio Finardi & C a Roseto per il “mare nostrum”

TERAMO. Non è la sindrome del “nimby” (non nel mio giardino) ma il sospetto che i conti non tornano, soprattutto quello fra costi (delle comunità) e benefici (per le società petrolifere).

 Lo hanno ripetuto tutti, ieri mattina, alla Torre del Cerrano, alla presentazione del “No Triv - Concerto per l’Adriatico”, la manifestazione che si svolgerà il prossimo 11 agosto a Roseto, sul lungomare a Piazzale Ponno (a partire dalle 18 e fino a notte)

 Una iniziativa assunta dai comitati di base locale, dal Coordinamento nazionale No Triv, dall’Associazione Beni Comuni, dal circolo culturale di Roseto Chaikhana in collaborazione con Marco Santarelli, direttore Istituto di ricerca Network con la sua “Scienza in valigia” (spettacolo divulgativo su temi scientifici) con il patrocinio del Comune di Roseto e degli altri comuni della costa che, insieme alla Provincia, stanno preparando il ricorso contro il parere favorevole rilasciato dal Ministero dell’Ambiente a favore della società inglese Spectrum LTD per la ricerca di idrocarburi in mare con la tecnica dell’air gun.

 Eugenio Finardi – con il suo ultimo lavoro, Fibrillante - decine di artisti abruzzesi, l’adesione, con un videomessaggio che sarà trasmesso durante la manifestazione, di Carlo Petrini, presidente internazionale di Slow Food, la partecipazione di comitati no triv da quasi tutte le regioni dell’Adriatico per raccontare “con le parole della musica e della scienza” perché ci si oppone alle trivellazioni in Adriatico. “Informare, comunicare e parlare ad un vasto pubblico, ai turisti che ogni anno ci scelgono come meta, ai giovani: questo evento ci aiuterà a far comprendere le nostre ragioni” ha sottolineato Evila Rosa Tovar di Chaikhana.

 “Perché non ci sono affatto chiari i vantaggi per le nostre popolazioni - chiarisce Renzo Di Sabatino, presidente della Provincia-area vasta di Teramo - nel caso specifico non ci son royalties, una miseria comunque, che vanno allo Stato mentre è evidente che una campagna di petrolizzazione così invasiva comprometterebbe uno dei patrimoni più importanti di queste regioni: il mare. Ecosistema, turismo e pesca sono elementi molto tangibili, economicamente rilevanti. Dalla Provincia è già partita la richiesta di accesso agli atti verso il Ministero dell’Ambiente. Il ricorso è già in stesura”.

 Sul piano giuridico, come specificato da Enzo Di Salvatore - docente di Diritto Costituzionale (UniTe) e consulente insieme agli avvocati, Antonio Zechino e Paolo Colasanti , per il ricorso – ci si sta muovendo su più fronti: “Secondo noi sono molti i punti deboli di questa concessione che spaventa e non poco per l’estensione; nel caso specifico della Spectrum stiamo parlando di oltre tre milioni di ettari di mare, fra l’Emilia e il Salento. E’ una delle tecniche più impattanti sull’ambeinte, più di Ombrina mare. A quanto ci risulta questa è il primo ricorso che viene presentato contro la Spectrum”.

 Anche le Regioni, ha ricordato Enzo Di Salvatore, si stanno muovendo: il prossimo 24 luglio, su iniziativa della Regione Abruzzo si incontreranno a Termoli per decidere quali iniziative intraprendere e soprattutto se cominciare a raccogliere le firme per un referendum abrogativo.

 Alla presentazione della manifestazione, questa mattina, anche alcuni sindaci della costa: Ennio Pavone di Roseto , Roberto Verrocchio, il vicesindaco di Silvi, Vito Partipilo, il sindaco di Martinsicuro Paolo Camaioni: tutti saranno presenti al concertone dell’11 agosto che sarà preceduto da un dibattito condotto del giornalista Rai, Umberto Braccili, e che vedrà l’intervento di sei rappresentanti di comitato no triv di altrettante regioni adriatiche. “Non è un caso che siamo qui, in un luogo simbolo della protezione dell’ambiente marino, è chiaro che tutti i Comuni della costa ma anche quelli dell’entroterra hanno interesse, non per demagogia, ad arginare questa campagna di petrolizzazione” ha sottolineato Verrocchio.

 L’ispezione dei fondali marini con la tecnica dell’air gun, spari continui di aria compressa, è uno dei sistemi più contestati dagli ambientalisti e dagli scienziati che lo ritengono molto dannoso per l’ecosistema marino potendo causare lesioni alla fauna e la perdita dell’orientamento; quest’ultima è una delle cause dello spiaggiamento dei cetacei.