SunBlack, il pomodoro nero simbolo della campagna anti ogm

Il prodotto nato da un incrocio

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SunBlack, il pomodoro nero simbolo della campagna anti ogm





ALIMENTAZIONE. Il pomodoro nero ricco di antociani nato dall'Università della Tuscia e dalla Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa attraverso la tradizionale tecnica dell'incrocio, sarà la "mascotte" della campagna AICS Ambiente in favore della ricerca in agricoltura, Non Ogm.
La ricerca italiana in agricoltura innova, progredisce, realizza nuovi prodotti utili, disponibili, sostenibili, sicuri, senza abbandonare il solco della tradizione. La scorciatoia OGM che piace solo alle grandi multinazionali che ne detengono la maggior parte dei brevetti, non ha sciolto i dubbi sulla sicurezza, sull'alto impatto ambientale, sull'inaridimento delle grandi estensioni di terreni monocoltura.
Non ha infine risolto i problemi della fame nei paesi sottosviluppati infatti, a fronte di un incremento degli OGM, negli ultimi 20 anni la fame è rimasta la stessa.
"Il Sunblack è emblematico di un modo di agire che ci piace nell'ambito della ricerca in agricoltura: innovare senza scorciatoie dai contorni immaginifici" spiega Andrea Nesi, responsabile nazionale ambiente di AICS ideatore del progetto.
E' un pomodoro ma quando matura la sua buccia assume una colorazione viola tendente al nero, grazie alla presenza degli antociani, pigmenti che si trovano in alcuni vegetali, come l'uva nera e i mirtilli. Gli antociani sono potenti antiossidanti, utili a contrastare la formazione dei radicali liberi e, quindi, a rallentare il processo di invecchiamento. "Sun black", come è stato ribattezzato questo "pomodoro nero", che però conserva una polpa di colore rosso e che mantiene inalterato il sapore, è un supernutriente e può quindi garantire benefici alla salute.

Si tratta del risultato di una ricerca che non ha fatto ricorso a tecnologie di ingegneria genetica (OGM), nella consapevolezza che tali alimenti non incontrano, al momento, il favore dei consumatori italiani. Il "sun black" è stato concepito nell'ambito del progetto interuniversitario "Tom - Antho", finanziato dal Ministero dell'Università e della Ricerca Scientifica e coordinato dal professor Pierdomenico Perata, ordinario di fisiologia vegetale alla Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa. Al progetto partecipano le università della Tuscia di Viterbo (referenti scientifici sono i professori Andrea Mazzucato, Gian Piero Soressi e Leonardo Varvaro), di Pisa (referenti scientifici il dottor Fernando Malorgio e il professor Alberto Pardossi) , Modena e Reggio Emilia (referente scientifico è il professor Nicola Pecchioni).
Il "sun black" unisce in un unico alimento le componenti nutrizionali di più frutti. Il team di ricercatori è partito da una constatazione: che l'aspettativa di vita è aumentata grazie anche all'aggiunta, in alimentazione, di molecole capaci di prevenire le malattie e di migliorare la qualità del metabolismo, rallentando l'accumulo di radicali liberi. E' nata così l'idea di combinare in uno stesso alimento le qualità del pomodoro con quelle dell'uva nera o dei mirtilli che contengono un'elevata quantità di antociani, dall'azione antiossidante. Gli antociani sono infatti assenti normalmente nei pomodori. Per raggiungere l'apporto nutritivo del "sun black", una possibile, salutare insalata dovrebbe essere arricchita dalla presenza di mirtilli o di uva nera.

Il prodotto è nato da un incrocio tra varietà di pomdoro con caratteristiche contrastanti. Uno dei genitori di Sun Black produce piccole quantità di antociani nella buccia, mentre l'altro genitore produce elevate quantità di antociani nelle foglie. Dall'incrocio di queste due varietà è nato Sun Black, che mostra la intensa colorazione viola-nera nella buccia del frutto. Il risultato ottenuto con il "sun black" rappresenta un'ulteriore conferma della vitalità della ricerca condotta in Italia: con circa 150mila euro (finanziamento del Ministero dell'Università) è stato infatti possibile un risultato che potrebbe modificare in maniera significativa l'alimentazione umana. Per il progetto si confermano due obiettivi: uno propedeutico rispetto alla ricerca agroalimentare e a un possibile ingresso del "sun black" nel circuito commerciale; il secondo sta nello studio dei geni coinvolti con il processo di produzione di antociani per migliorare ulteriormente, senza ricorso a OGM che non incontrerebbero l'approvazione dell'opinione pubblica, la componente nutrizionale degli alimenti.