AMBIENTE

Petrolio e alternative, «manca strategia sulle rinnovabili»

Ad Ortona un convegno promosso dal Fondo Ambiente Italiano

Redazione Pdn

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Petrolio e alternative, «manca strategia sulle rinnovabili»

ORTONA. Si è svolto ad Ortona l’incontro dal titolo “L’Abruzzo e le sue vere risorse: il tempo di una scelta consapevole per andare oltre il fossile e le vecchie politiche economiche”, promosso dalla delegazione regionale del FAI-Fondo Ambiente Italiano e patrocinato dalla città di Ortona.

Tema portante il rapporto tra le scelte di politica energetica e la difesa del territorio rispetto che ha visto relatori del calibro di Luca Pardi, primo ricercatore del CNR e presidente ASPO, di Luca Cetara Consultant presso programma ambiente delle Nazioni Unite UNEP e Roberto Mascarucci, ordinario di Urbanistica all’Università D’Annunzio di Pescara, insieme al delegato regionale del Fai Abruzzo e Molise Massimo Lucà Dazio e all’esperta di formazione in materia ambientale e tutela del paesaggio Lisa Celeste.

L’argomento è quanto mai di attualità in Abruzzo, dove negli ultimi anni si è assistito a una sorta di “assalto” alle risorse energetiche del sottosuolo terrestre e marino che ha suscitato le proteste delle associazioni di ambientalisti e comitati di cittadini, anche sfociate in manifestazioni di massa. Già nel 2010 sulle pagine del Corriere della Sera, il Delegato del FAI per Abruzzo e Molise Massimo Lucà Dazio auspicava un impegno congiunto e unanime da parte di tutti i livelli istituzionali, dall’Unione europea al governo regionale a tutela della Costa dei Trabocchi e del suo potenziale economico in termini turistico-ambientali.

«In Italia e ancor meno in Abruzzo – ha detto Pardi – appare giustificato da criteri di economicità l’estrazione di quel poco petrolio di cui disponiamo, essendo anche di scarsa qualità. Tuttavia il ritardo e la poca chiarezza nell’effettuare scelte politiche energetiche, soprattutto nel campo del fossile, agevola il rilascio di autorizzazioni che rischiano di creare gravi conseguenze ambientali che si rifletteranno anche sulla nostra economia».

«La qualità del paesaggio dipende dalle scelte politiche – ha aggiunto Cetara –  e, anche se molto si sta facendo per l’incremento delle fonti rinnovabili, non esiste ancora una strategia univoca e decisa che consentirebbe di effettuare una pianificazione strategica territoriale di lungo termine».

Il professor Mascarucci ha condiviso ha affermato come sia opportuno che «queste scelte vadano anche effettuate sulla base di valutazioni anche non concretamente monetizzabili, non più fondate sulla crescita del PIL ma su altri indicatori che considerino il benessere, l’equità, la soddisfazione personale e professionale».
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