LA DENUNCIA

Emergenza cinghiali, Confagricoltura denuncia Provincia L’Aquila: «comportamento omissivo»

Si chiede alla procura di verificare comportamento dell’Ente

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 Emergenza cinghiali, Confagricoltura denuncia Provincia L’Aquila: «comportamento omissivo»

Cinghiali

L’AQUILA. Confagricoltura L’Aquila ha presentato una denuncia alla procura di Avezzano contro la presunta  inadempienza degli uffici provinciali e regionali in merito al problema dei cinghiali.

 Negli ultimi anni si è verificato l'aumento numerico di animali a causa dell'introduzione di soggetti provenienti dall'est Europa, che, trovando condizioni ambientali favorevoli ed in assenza di predatori naturali,  si è riprodotta in modo considerevole.

L'aumento numerico è tale che in assenza di risorse trofiche sufficienti, questi animali utilizzano le produzioni agricole per alimentarsi con gravissimi danni per gli agricoltori. La specie cinghiale, come tutti gli animali selvatici, è "bene indisponibile dello Stato", la relativa competenza è quindi assegnata alla Regione Abruzzo, fatte salve le aree protette di competenza invece ministeriale.

La Regione esercita la competenza attraverso espressa delega attribuita alle Province o, territorialmente, a riserve e aree protette da essa riconosciute.

La Provincia  dell’Aquila attraverso gli uffici "caccia" ed "agricoltura" deve assolvere a tutte le attività relative alla prevenzione ed controllo della specie cinghiale ma secondo Confagricoltura non lo avrebbe fatto adeguatamente. Tra le attività previste il censimento  numerico e misure dirette ed indirette (recinzioni di varia natura, coltivazioni a perdere, alimentazione dissuasiva ) per contenere il numero e ridurre i danni alle coltivazioni.

Nella delega regionale è previsto che, in caso di danni da animali selvatici, le aziende agricole possono richiedere gli indennizzi con specifica  domanda  inoltrata alla Provincia che alla fine dell'istruttoria  richiede alla Regione le somme necessarie ai risarcimenti.

I danni per le aziende agricole non sono causati soltanto dai cinghiali, ma anche da cervi caprioli tassi e lupi, per dire i più attivi.

Confagricoltura l’Aquila negli anni ha attivato e proposto tavoli di confronto con l’intento di trovare una soluzione al problema, non ultimo è stata costretta ad organizzare due manifestazioni davanti alla sede del Consiglio Regionale per sollecitare l’approvazione del piano per il contenimento degli ungulati e per sollecitare Regione e Province alla sua applicazione ed al pagamento dei danni pregressi.

NUMERO IMPRESSIONANTI

«Dal 2012», spiegano nella denuncia Vinicio Blasetti, presidente Sezione Zootecnica  Confagricoltura L’aquila e Stefano Fabrizi, direttore Confagricoltura L’Aquila, «la mancata gestione, con misure di prevenzione, delle popolazioni di selvatici ha prodotto, solo nella provincia dell’Aquila, un aggravio dei danni che sono saliti dai circa 280.000 euro del 2012 ai 350.000 euro del 2013, ai 450.000 euro. Per tutti questi danni la Regione, a fronte degli accertamenti effettuati dalla provincia, ha provveduto a pagare soltanto parte delle somme accertate, nello specifico, le aziende attendono le somme residuali dal 2010 (il 50%) in poi, fino al 2014 per il quale attendiamo le intere somme dovute.

Ci risulta che numerosi agricoltori hanno iniziato azioni legali nei confronti della Regione per ottenere il risarcimento integrale dei danni subiti ed accertati».

Nella denuncia Confagricoltura denuncia il fatto che la Provincia dell’Aquila, «contrariamente a quanto fatto dalle province di Pescara, Teramo e Chieti»,  non avrebbe avviato alcun intervento di prevenzione, «nonostante i ripetuti solleciti di questa Organizzazione, di numerosi ATC, di numerosi Comuni e non ultimo della Direzione del Dipartimento Regionale Agricoltura, che, a tale proposito, ha organizzato uno specifico incontro, cui la provincia dell’Aquila non ha partecipato».