AMBIENTE E POLITICA

Discarica Bussi, Mazzocca non va in Commissione. Febbo: «la Regione non sa da che parte stare»

Mercoledì l’assessore non si è presentato «per altro impegno»

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Discarica Bussi, Mazzocca non va in Commissione. Febbo: «la Regione non sa da che parte stare»

PESCARA . «Temo che l’assessore Mazzocca non accetti il confronto perché non vuole chiarire quale sia la posizione della Regione Abruzzo».
Così il presidente della Commissione di Vigilanza del Consiglio regionale, Mauro Febbo nel corso della conferenza stampa tenuta stamattina con il sindaco di Bussi sul Tirino, Salvatore Lagatta.
Ieri mattina era stata indetta una seduta della Commissione di Vigilanza per chiarire lo stato dell’arte sulla discarica  di Bussi e l’assessore regionale all’Ambiente, Mazzocca non si è presentato.
L’esponente della giunta ha fatto però arrivare una lettera alle 10:48 per comunicare a Febbo che non avrebbe partecipato perché impegnato a Pescara con Fabrizio Barca.
 Febbo  ha già programmato una nuova Commissione per il 5 novembre, invitandolo di nuovo l’assessore e chiamando in audizione anche il Commissario Goio.
«Siamo di fronte al più grande scandalo ambientale in Europa – sottolinea Febbo - per il quale è bene sottolinearlo, il Governo Berlusconi aveva stanziato nel 2010, 50 milioni di euro (DLgs 225/2010): caso unico in Italia. E io mi chiedo, perché non si possono ancora spendere? Da agosto esiste un progetto condiviso e visionabile ma la parte politica della Regione Abruzzo non partecipa agli incontri tecnici e non prende una posizione».
In occasione dell’incontro preliminare alla Conferenza dei servizi del 15 settembre scorso, l’Abruzzo aveva abbandonato i lavori; poi era stata messa in calendario per il 2 ottobre, la riunione della Conferenza dei servizi posticipata al 7 ottobre. La Regione anche in quel caso ha inteso non partecipare né con la parte tecnica né con quella politica. 


«Cosa osta all’unico progetto esistente dove si parla per la prima volta di reindustrializzazione dell’area?», domanda Febbo.  
«Quello di Bussi – aggiunge il sindaco Lagatta – è l’unico Sin che ha disposizione 50 milioni destinati a bonifica e reindustrializzazione e  a oggi possiamo affermare di aver perso 3 anni. Grazie soprattutto all’intervento del senatore Legnini nel luglio scorso siamo arrivati alla presentazione di un progetto realizzato dal Commissario straordinario Goio e dai tecnici della Solvay. Progetto ampiamente condiviso e che prevede in modo chiaro il tipo di intervento da realizzare sia nel sito industriale sia in quelli limitrofi e l’allontanamento dei rifiuti pericolosi».
Per le aree interne sono previsti: bonifica, inertizzazione, pulizia dei sottoservizi (quelli inquinati) e impermeabilizzazione. Solo successivamente a queste operazioni, e solo allora, si procederà alla realizzazione di una soletta (e non prima come erroneamente si era detto nei giorni scorsi) e ciò permetterà la reindustrializzazione dell’area.
«Questo progetto è al vaglio del Ministero dell’Ambiente, del Comune, del Commissario Goio e della Solvay», ha aggiunto Lagatta. «Ora bisogna passare alla fase decisoria con l’approvazione di un piano di caratterizzazione prevista nel corso di nuova Conferenza di servizi presso il Ministero. Non bisogna perdere ulteriore tempo se vogliamo che chi vuole investire rimanga a Bussi e non scappi via. Per questo la comunità che rappresento vuole capire una volta per tutte la posizione della Regione, se condivide il progetto e in caso contrario se ha soluzioni alternative».
«Non vogliamo che si perdano possibilità importanti di bonifica del sito e che abbiano ricadute positive in termini occupazionali per il territorio. Per questo – conclude Febbo - sollecitiamo gli organismi di governo affinché ci diano delle risposte concrete soprattutto per quanto riguarda i tempi di realizzazione degli interventi».