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Caccia, la giunta D’Alfonso delude gli ambientalisti: «nessuna tutela per l’orso»

«Non rispettate prescrizioni Ue»

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ABRUZZO. Le associazioni di protezione ambientale bocciano il calendario venatorio 2014/2015 della Giunta D’Alfonso: «è simile a quelli della Giunta Chiodi-Febbo», assicurano.
Secondo loro è stata persa l’ occasione per dimostrare discontinuità con il «passato-filo venatorio» della Regione Abruzzo.
«La Giunta regionale», protestano Wwf, Lipu, Salviamo l’Orso, Mountain Wilderness Abruzzo e Pro Natura Abruzzo, «ha ignorato le raccomandazioni inviate dalle più importanti associazioni ambientaliste a livello nazionale e regionale per chiedere che si tenesse conto delle richieste dell’Unione Europea, finalizzate alla tutela di specie di uccelli in sensibile diminuzione».
Il Calendario Venatorio appena approvato ripropone tutte «le peggiori criticità del passato»: anche quest’anno viene consentita l’apertura anticipata a tortora e quaglia, per le quali l’Ue ha chiesto la protezione totale, visto che si trovano in uno sfavorevole stato di conservazione, e inoltre viene confermata la possibilità di prolungare la caccia al colombaccio fino al mese di febbraio, «quando l’attività venatoria arreca chiaramente un notevole disturbo a molte specie già in attività riproduttiva», sottolineano gli ambientalisti.
Il calendario venatorio consente la caccia anche ad altre specie di uccelli che risultano essere in diminuzione. Per questo, l’Unione Europea ha chiesto di non includere tra le specie cacciabili la coturnice, la pavoncella e il moriglione, mentre qui in Abruzzo questi animali si possono abbattere.
L’UE ha chiesto inoltre di sospendere la caccia ad altre 12 specie fino a quando non saranno stati adottati piani di gestione e programmi di conservazione per le specie e per i relativi habitat. «Ebbene», sottolineano le associazioni, «la Regione ha interdetto la caccia solamente a quelle legate agli ambienti umidi, in Abruzzo ben poco rappresentati e per giunta quei pochi esistenti già inclusi in aree protette. Era per la protezione di altre che bisognava intervenire e cioè per beccaccia, allodola, starna, tortora e quaglia. Nulla è stato fatto per la loro tutela, anzi».

L’ORSO
Ma le associazioni contestano il fatto che la Regione non abbia previsto alcun provvedimento concreto per la tutela dell’orso, così come previsto dal Piano d’Azione Nazionale per la Tutela dell’Orso Bruno Marsicano (PATOM): «rinnegando la proposta iniziale portata in consulta regionale, hanno ripristinato la caccia al cinghiale nella zona di protezione esterna del Parco Nazionale d’Abruzzo nel periodo 1 ottobre – 31 dicembre invece di posticiparla così come lo scorso anno, al periodo 1 novembre – 31 gennaio, per evitarne la coincidenza con il periodo in cui l’orso e’ in piena attivita’ e si alimenta (iperfagia) per affrontare il letargo invernale». Inoltre, non tenendo conto del parere dell’Ispra, non viene mantenuta l’assegnazione in forma esclusiva delle zone di caccia al cinghiale alle singole squadre.
Il T.A.R. Abruzzo, con la sentenza del 12 giugno 2013, aveva già evidenziato che la Regione Abruzzo ha mancato di proteggere l’orso marsicano, evitando di normare in maniera più stringente l'attività venatoria nelle aree di maggiore presenza della specie. Con questa sentenza i giudici amministrativi avevano censurato l’operato della Regione.
Nonostante sia già stato approvato dalla Giunta Regionale, il Calendario Venatorio attende ancora di essere sottoposto a Valutazione d’incidenza (VINCA) cioè al giudizio dell’ apposito Servizio regionale. Sono possibili quindi ancora modifiche e le associazioni per la protezione ambientale sperano che gli Uffici tecnici della Regione facciano prevalere al più presto le istanze scientifiche ai fini della tutela della fauna selvatica piuttosto che gli interessi di parte del mondo venatorio.