LA POLEMICA

Pollutri, rifiuti e petrolio: «sono sostenitore della salute pubblica»

Dopo le polemiche degli ultmi giorni il primo cittadino chiarisce le sue posizioni

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Pollutri, rifiuti e petrolio: «sono sostenitore della salute pubblica»

Angelo Pollutri




CUPELLO. «Sono un appassionato sostenitore della salute pubblica, sia per la funzione Istituzionale che ricopro e per convinzione personale, inoltre sono un fervente sostenitore per la realizzazione del Parco della Costa Teatina e avrei anche un’idea per reperire i fondi per realizzarla».
Parola di Angelo Pollutri, sindaco di Cupello, finito nell’occhio del ciclone insieme ai due colleghi di partito Maria Amato e Cesare Damiano per la posizione favorevole al petrolio espressa nei giorni scorsi in occasione di un incontro pubblico a Gissi.
Adesso Pollutri vuole ribadire quello che ha detto in occasione di quell’incontro e assicura che la salute dei cittadini è prioritaria.
«Io ho detto che visitando, insieme ad altri sindaci del territorio, un impianto di proprietà privata per il vaglio dei rifiuti provenienti da raccolta differenziata, l’impianto seleziona in maniera dettagliata e manuale la materia prima per i consorzi nazionali di riciclo, da qui la mia proposta di un impianto di solidarietà nazionale per la lavorazione dei rifiuti provenienti dalla raccolta differenziata delle città del centro – sud, quali Bari, Napoli e Roma, così da poter reinserire, nel mondo del lavoro, il maggior numero di addetti e tentare la riconversione per le aziende tessili della Val Sinello. Nel mio intervento non ho mai accennato alla costruzione di inceneritori. Ho aggiunto che, considerato che eravamo a Gissi, dove qualche anno fa è stato realizzato un impianto turbo gas per ottocento mega kw e nonostante le proteste di comitati e Comuni, l’impianto è attualmente esistente senza alcuna entrata per il territorio».
Poi il caso Ombrina: «ho sottolineato che esiste il rischio che possa realizzarsi un impianto petrolifero a mare, con la beffa che le partite relative alle Royalties, sia ad esclusivo appannaggio dello Stato, quindi, sarebbe opportuno in primis modificare le norme sulle compensazioni ambientali, in modo da destinare tali introiti, anche ai Comuni che ospitano gli impianti of shore, dando loro la possibilità di utilizzare tali introiti per la realizzazione di infrastrutture e modelli di sviluppo, si pensi che per Ombrina, la Medoil dovrebbe allo Stato un miliardo di Euro in venti anni, cosa ne direbbero gli affannati interlocutori di questi giorni se parte di queste risorse potessero essere destinate per completare le Fondo valli Treste e Sinello o l’arretramento della SS 16 o la realizzazione di piste ciclabili all’interno del Parco della Costa Teatina o addirittura un nuovo ospedale? E’ ovvio, nel caso in cui Ombrina venisse obbligatoriamente realizzata, le regole sulle compensazioni andrebbero comunque modificate, precedentemente e a prescindere dall’esito autorizzativo».