AMBIENTE

Abruzzo/ Parco Costa teatina, Ministero bacchetta Regione: «si muova»

Il Wwf aveva inviato sollecito ad ente regionale

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2088

Luciano Di Tizio (Wwf)

Luciano Di Tizio (Wwf)

Abruzzo/ Parco Costa teatina, Ministero bacchetta Regione: «si muova»
Il Wwf aveva inviato sollecito ad ente regionale
Parco costa teatina, wwf, luciano di tizio, ambientalisti
ABRUZZO. «La Regione Abruzzo è inadempiente rispetto alle procedure per la perimetrazione del Parco nazionale della Costa Teatina e deve fare in fretta per recuperare il tempo perduto».
Il Ministero dell'Ambiente “bacchetta” la Regione Abruzzo, dopo un duro intervento del Wwf che aveva stigmatizzato lo stallo in cui si trovano gli enti nella definizione del perimetro del parco, la cui istituzione è prevista da una legge nazionale del 2001.
La Direzione Generale per la Protezione della Natura e del Mare, richiamando la sua precedente nota dell'11 ottobre 2012 con cui aveva già sollecitato la regione a predisporre una perimetrazione in accordo con i comuni, nella nuova nota del 28 marzo 2013 scrive, tra l'altro, che «si è dovuto rilevare che nessun riscontro è pervenuto da codesta Regione impedendo di fatto il superamento dello stallo in cui permane da tempo la procedura in atto».
Il Ministero ricorda, inoltre, che il 30 giugno prossimo scadono i termini per il commissariamento e, per questo, i tempi sono estremamente ristretti per definire proposte condivise.
«Il Wwf ha inviato una lettera circostanziata al Ministero in considerazione delle inadempienze rispetto agli obblighi derivanti dalla Legge del 2001 che istituiva il Parco», ricorda Luciano Di Tizio, presidente del Wwf Abruzzo. «Sono passati 12 anni e quest'area protetta è rimasta finora praticamente solo il testo di una legge inapplicata. Non ha neanche il perimetro e, quindi, non risulta sulle mappe. Se ci fosse sarebbe con la sua sola esistenza un forte motivo di richiamo turistico. E' una situazione estremamente grave perchè noi cittadini siamo educati a rispettare le leggi e non a fare di tutto per disapplicarle, venendo meno ad obblighi nazionali ed internazionali per la conservazione della Natura. La responsabilità di questa situazione è chiaramente della Regione Abruzzo e di questa maggioranza che sta facendo di tutto per ostacolare l'applicazione della legge. Richiamiamo al senso di responsabilità istituzionale la Regione affinchè risponda celermente al Ministero con una proposta seria e concreta, evitando il commissariamento. Auspichiamo che la regione non risponda con proposte di perimetrazione senza capo nè coda, come il cosiddetto parco “a isole” che fece sorridere tutti gli esperti del settore. Non può sfuggire l'importanza della nascita del parco per contrastare con i fatti la deriva petrolifera che preoccupa la gran parte degli abruzzesi».
ABRUZZO. «La Regione Abruzzo è inadempiente rispetto alle procedure per la perimetrazione del Parco nazionale della Costa Teatina e deve fare in fretta per recuperare il tempo perduto».

Il Ministero dell'Ambiente “bacchetta” la Regione Abruzzo, dopo un duro intervento del Wwf che aveva stigmatizzato lo stallo in cui si trovano gli enti nella definizione del perimetro del parco, la cui istituzione è prevista da una legge nazionale del 2001. La Direzione Generale per la Protezione della Natura e del Mare, richiamando la sua precedente nota dell'11 ottobre 2012 con cui aveva già sollecitato la regione a predisporre una perimetrazione in accordo con i comuni, nella nuova nota del 28 marzo 2013 scrive, tra l'altro, che «si è dovuto rilevare che nessun riscontro è pervenuto da codesta Regione impedendo di fatto il superamento dello stallo in cui permane da tempo la procedura in atto».

Il Ministero ricorda, inoltre, che il 30 giugno prossimo scadono i termini per il commissariamento e, per questo, i tempi sono estremamente ristretti per definire proposte condivise.

«Il Wwf ha inviato una lettera circostanziata al Ministero in considerazione delle inadempienze rispetto agli obblighi derivanti dalla Legge del 2001 che istituiva il Parco», ricorda Luciano Di Tizio, presidente del Wwf Abruzzo.

 «Sono passati 12 anni e quest'area protetta è rimasta finora praticamente solo il testo di una legge inapplicata. Non ha neanche il perimetro e, quindi, non risulta sulle mappe. Se ci fosse sarebbe con la sua sola esistenza un forte motivo di richiamo turistico. E' una situazione estremamente grave perchè noi cittadini siamo educati a rispettare le leggi e non a fare di tutto per disapplicarle, venendo meno ad obblighi nazionali ed internazionali per la conservazione della Natura. La responsabilità di questa situazione è chiaramente della Regione Abruzzo e di questa maggioranza che sta facendo di tutto per ostacolare l'applicazione della legge. Richiamiamo al senso di responsabilità istituzionale la Regione affinchè risponda celermente al Ministero con una proposta seria e concreta, evitando il commissariamento. Auspichiamo che la regione non risponda con proposte di perimetrazione senza capo nè coda, come il cosiddetto parco “a isole” che fece sorridere tutti gli esperti del settore. Non può sfuggire l'importanza della nascita del parco per contrastare con i fatti la deriva petrolifera che preoccupa la gran parte degli abruzzesi».