CACCIA

L’Abruzzo dei Parchi apre la caccia a cervi e caprioli

Acerbo (Rc): «Chiodi vuole uccidere Bambi». Febbo: «quanta ignoranza»

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linee guida per la caccia abruzzo

Il disegno sul Bura

ABRUZZO. La Regione ha stabilito e pubblicato alcune linee guida sulla gestione del cinghiale, cervo e capriolo, con delibera di Giunta n 605 del 1 settembre 2011, pubblicata sul Bura il 26 settembre 2012.

Cervi e caprioli al momento non sono cacciabili in Abruzzo ma presto qualcosa potrebbe cambiare.

Le linee guida (sulle quali campeggia anche un disegno a matita di un cervo)  della Regione stabiliscono ad esempio che il cinghiale va cacciato in forma collettiva, braccata e girata, in forma individuale con tecniche selettive; il documento dice anche che i cervi vanno cacciati esclusivamente in forma individuale con tecniche selettive, come la cerca e l'aspetto, senza l'utilizzo dei cani, con esclusione di qualsiasi forma di battuta o braccata.
Le indicazioni stabiliscono anche il calendario venatorio. Ad esempio la caccia al cinghiale in forma collettiva, nelle zone assegnate alle singole squadre di caccia, è consentita nei giorni di mercoledì, sabato e domenica.
Proprio su quella delibera, però, il consigliere regionale Maurizio Acerbo (Rifondazione) ieri ha presentato una richiesta di parere al Collegio delle Garanzie Statutarie sottoscritta da tutti i gruppi del centrosinistra (Rifondazione, PdCI, Verdi, IdV, Sel, Pd).
«Nella richiesta di parere», spiega Acerbo, «evidenziamo quelle che sono a nostro avviso palesi forzature dell’assessore Febbo e della Giunta regionale».
Oltre al piano della legittimità Rifondazione contesta «il contenuto discutibile del provvedimento» della Giunta che di fatto apre la caccia anche a cervi e caprioli in quella che dovrebbe essere la Regione Verde dei Parchi. Le due cose sono compatibili?
«E’ una scelta che ci appare folle considerata anche la valenza che questi animali hanno anche per quanto riguarda il turismo naturalistico», protesta Acerbo. «Inoltre è altrettanto discutibile che si affidi alle Province di autorizzare l’ingresso dei cacciatori in aree protette riducendo il ruolo degli enti parco».

PASQUALI: «VOGLIAMO SENTIRE TUTTI»
Intanto Roberto Pasquali, presidente della VI Commissione consiliare “Caccia e Pesca” della Provincia di Pescara, ha annunciato il rinvio dell’adozione del regolamento per la gestione delle popolazioni di cinghiale e principi generali per la gestione delle popolazioni di cervo e capriolo.
La decisione è stata presa dopo una riunione, ieri, che ha visto il voto unanime dell'intera commissione su un documento proposto proprio da Pasquali e sottoscritto da larga parte dei componenti.
Una mossa, spiega il presidente, motivata dalla volontà di rendere partecipi tutti i soggetti interessati (da quelli del mondo venatorio a quelli agricoli). «Il passo successivo», ha spiegato, «sarà portare all'approvazione del Consiglio questo regolamento, e spero di farlo in tempi brevi con l'aiuto di tutti, e con l'intenzione di renderlo esecutivo a partire dalla prossima stagione venatoria».
Ma secondo Pasquali non è possibile accettare, «in modo acritico, le dritte regionali in relazione alla gestione dei danni causati dai cinghiali, che ogni anno toccano cifre esorbitanti; alla condivisione del territorio vocato alla presenza del cinghiale con le altre forme di caccia».
Mentre la politica discute e rinvia, il problema dei danni provocati dai cinghiali diventa sempre più forte. Proprio alcuni giorni fa sono andati distrutti circa due ettari di vigneti a Castelrotto e sono stati avvistati branchi di cinghiali che correvano nelle zone di Pescina, come ha affermato Tiziano Iulianella, assessore alle Politiche Agricole dello stesso Comune.

«ACERBO IGNORANTE»

Maurizio Acerbo «è accecato dal suo fondamentalismo e sbaglia completamente il tiro palesando una clamorosa ignoranza», sostiene l’assessore regionale alla Caccia Mauro Febbo.
«Acerbo dovrebbe sapere che le linee guida (che non configurano un regolamento) sono state stilate di concerto con i tecnici e gli assessore al ramo delle quattro Province, oltre un anno fa con un lavoro che si è protratto per diversi mesi».
Le linee di indirizzo, va avanti Febbo, «si sono rese necessarie per una corretta gestione delle popolazioni di ungulati (Cervo, Capriolo e Cinghiale), dalle Marche in su tutte le regioni hanno un regolamento appropriato. Tale linee di indirizzo permettono alle Province di predisporre dei propri regolamenti uniformi per tutto il territorio regionale in modo che sulla base di essi sia possibile una corretta gestione degli ungulati».
Questo non significa, chiarisce l’assessore, praticare abbattimenti più o meno indiscriminati sugli ungulati, soprattutto su cervi e caprioli «ma una corretta gestione delle popolazioni selvatiche ai fini di un equilibrato rapporto fra esse e le realtà agrosilvopastorali oltre che con le altre specie selvatiche Tutto questo potevamo, e dovevamo,  farlo da 10 anni per essere pronti ad affrontare con soluzioni i problemi, come le altre regioni del centro-nord hanno fatto. Il consigliere Acerbo – prosegue l’Assessore regionale Febbo -  poteva anche risparmiare il demagogico richiamo al Bambi, in quanto tutto il mondo scientifico, tecnico ed agricolo, oltre che venatorio, conoscono bene e da anni la realtà che non consente la fucilazione dei predetti peluche».

ACERBO- Richiesta Parere conformità statuto