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Goletta dei Laghi, Legambiente promuove Scanno

Si conclude il settimo viaggio per il monitoraggio e la valorizzazione dei maggiori bacini lacustri

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Goletta dei Laghi, Legambiente promuove Scanno
ABRUZZO. Sono 64 i punti monitorati dal laboratorio mobile di Legambiente durante il passaggio della Goletta dei Laghi di Legambiente.

Tra questi, 40 hanno riportato un livello di batteri fecali oltre il limite concesso dalla legge. Ancora una volta il maggior numero di campioni risultati fuori legge sono stati prelevati alla foce di fiumi e torrenti, a conferma che i problemi per i laghi sono causati anche dagli scarichi dei comuni dell’entroterra.
Il bilancio finale è stato presentato questa mattina, in conferenza stampa, da Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale Legambiente; Giorgio Zampetti, responsabile scientifico nazionale; Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio e Antonio Mastrostefano, direttore Strategie, Comunicazione e Sistemi del COOU.
Per il primo anno la Goletta dei Laghi ha raggiunto anche le regioni del Centro e del Sud per promuovere e valorizzare i bacini minori e le aree che li ospitano. Toccate, dunque, per la prima volta Toscana, Marche, Sicilia e Calabria e dopo anni di nuovo l’Abruzzo, dove l’equipaggio della Goletta ha rilevato l’azione positiva e il valore aggiunto che le aree protette hanno svolto nella tutela della biodiversità e promozione del territorio.

«BUONE PRATICHE PARCO NAZIONALE D’ABRUZZO»
Positive, infatti, le buone pratiche messe in piedi dal Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise e dal Parco della Sila, che hanno compiuto rispettivamente 90 e 10 anni di attività, che hanno lavorato per la tutela della natura, la qualificazione dell’offerta turistica e la promozione delle tipicità del luogo.
Positiva anche l’azione del Comune di Massa Marittima (Gr), nel cui territorio ricade il lago dell’Accesa che, per preservare le ottime condizioni del bacino, ha acquistato l’anello di territorio intorno al lago. Nessun valore aggiunto, invece, nell’azione della Riserva di Piani di Spagna, sul lago di Como, alla cui gestione gli attivisti di Legambiente hanno consegnato una bandiera nera. Su quest’area, infatti, ricca di biodiversità, pesa la minaccia di nuove costruzioni. Negativo anche l’esempio dell’amministrazione della Riserva Naturale Orientata Lago Soprano, in capo alla Provincia Regionale di Caltanissetta all’interno dell’area del Comune di Serradifalco, che non sta svolgendo le azioni previste nel piano di gestione dell’area protetta.

LO STATO DI SALUTE DELLE ACQUE
Ai problemi di gestione del territorio intorno ai laghi, sui bacini insiste anche il problema dello stato di salute delle acque. A ridosso della scadenza europea per il raggiungimento del buono stato dei corsi d’acqua, fissata al 2015, solo il 37% delle acque lacustri a livello nazionale, infatti, ha raggiunto oggi la classe di buona qualità. «Con il passaggio della Goletta dei Laghi vogliamo riportare l’attenzione sui nostri bacini lacustri - commenta Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente – Queste aree rappresentano una parte importantissima del nostro territorio, un enorme serbatoio di paesaggio, natura e biodiversità. Non solo, rappresentano infatti anche un’importantissima riserva di acqua dolce fondamentale per l’ambiente e per l’uomo, soprattutto durante i periodi di siccità, come quello che stiamo vivendo, che fanno da contraltare alle violente precipitazioni autunnali».

SISTEMA DEPURAZIONE SCADENTE
Maglia nera, anche quest’anno, ai grandi laghi del nord su cui si riscontra la falla più grande nel sistema di depurazione. Sono 36, infatti, i punti risultati fuori legge nei laghi del nord, risultati inquinati o fortemente inquinati. Sul lago d’Iseo sono stati campionati 7 punti, di cui 6 risultati inquinati. Cinque di questi hanno rilevato la presenza di batteri fecali ben oltre il doppio del limite consentito dalla legge, classificandosi fortemente inquinati. Sul lago di Como, dei 13 punti campionati, 10 sono risultati critici con 8 punti fortemente inquinati. Sul lago Maggiore sono stati 6 i punti campionati, di cui 5 sono risultati fortemente inquinati. Sul lago di Varese i tecnici di Legambiente hanno effettuato due campionamenti risultati ambedue fortemente inquinati. Sul lago di Lugano, i tre punti campionati dai tecnici hanno rilevato due punti fortemente inquinati e uno inquinato. Sul lago di Garda sono stati prelevati 14 campioni di cui 8 sono risultati critici; di questi cinque punti sono risultati fortemente inquinati e 3 inquinati. Sul lago di Bolsena, sono stati prelevati 5 campioni di cui 3 sono risultati critici, di cui 2 sono risultati fortemente inquinati e 1 inquinato. Sul lago di Vico sono stati prelevati: un punto è risultato fortemente inquinato. Sul lago di Albano, 3 i punti campionati di cui uno è risultato fortemente inquinato e uno inquinato. Al lago Fibreno sono stati effettuati 2 campionamenti di cui un punto è risultato inquinato. Superano l’esame della Goletta dei Laghi di Legambiente i laghi di Viverone, in Piemonte, e i laghi laziali Bracciano, Salto e Turano.

INQUINAMENTO SCARICHI CIVILI
Il monitoraggio scientifico svolto da Legambiente - aggiunge Giorgio Zampetti, responsabile scientifico di Legambiente - mette in luce anche quest’anno le numerose criticità per quanto riguarda l’inquinamento proveniente da scarichi civili non depurati che riguardano i grandi laghi del nord Italia ma anche gli specchi d’acqua minori monitorati nel Lazio. Una fotografia che rileva oltre il 60% dei prelievi al di sopra dei limiti di legge.
lubrificante disperse nell’ambiente provochino poco inquinamento”. Delle 431.000 tonnellate di olio lubrificante che sono state immesse al consumo in Italia nel 2011, il Consorzio ha raccolto 189.268 tonnellate di oli usati, oltre il 95% del potenziale raccoglibile. Nel Lazio il COOU ha recuperato 10.916 tonnellate di olio lubrificante usato: 6.948 nella provincia di Roma, 1.519 a Latina, 1.461 a Frosinone, 719 a Viterbo e 269 a Rieti.