CEMENTIFICAZIONE

L’allarme degli ambientalisti: «in arrivo una devastante legge edilizia»

Wwf e Italia Nostra contro la «colata di cemento» sulle città e suoli agricoli

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L’allarme degli ambientalisti: «in arrivo una devastante legge edilizia»
ABRUZZO. Qualcosa molto presto potrebbe cambiare e gli ambientalisti lanciano l’allarme.

Nonostante le osservazioni delle associazioni Wwf e Italia Nostra, presentate a maggio alla seconda Commissione consiliare, la Regione sta per approvare una legge che permetterà enormi aumenti di cubatura «senza regole e senza rispetto per gli standard urbanistici».
A differenza di altre regioni, quali la Toscana e la Puglia, l’Abruzzo sta per partorire una legge che, dicono allarmati gli ambientalisti, «è in palese contrasto con le finalità della legge nazionale da cui discende» (legge 106/2011 di conversione del D.L. 79/2011-Disposizioni urgenti per l’economia).
Gli strumenti previsti sono: misure premiali, in termini di quantità edificatorie aggiuntive; la possibilità di mutamento delle destinazioni d’uso ambedue in deroga agli strumenti urbanistici vigenti, in modo da favorire processi di sostituzione edilizia. A differenza delle altre Regioni in Abruzzo, come sempre, si starebbe esagerando.
«La proposta di legge in discussione non risponde, a nostro avviso», dicono Wwf e Italia Nostra, «alle finalità definite nella normativa nazionale. Sono previsti premi di cubatura sino al 60% dell’esistente senza peraltro adeguate contropartite per la collettività. Così come si prevede la deroga al DM 1444/68 per le densità edilizie e per la dotazione degli standard, si prevede la monetizzazione degli standard senza alcuna possibilità di interlocuzione del Comune e non si prevede alcuna condizione o criterio efficace circa gli esiti derivanti dal trasferimento totale o parziale delle volumetrie».

Per il Italia Nostra e WWF quattro devono essere i “pilastri” su cui costruire questa nuova legge sulla riqualificazione edilizia e urbanistica: Primo punto: le aree di degrado urbano su cui intervenire devono essere ben definite ed interessare solo le zone B,C,D dei PRG vigenti, escludendo pertanto non solo i centri storici ma anche gli edifici e i tessuti edilizi riconosciuti di interesse architettonico, storico testimoniali e tipologico dagli strumenti urbanistici vigenti. Secondo punto: il rinnovo del patrimonio edilizio deve avvenire garantendo la riqualificazione urbanistica (garanzia degli standard, anche pregressi, ambiti di intervento unitario di rigenerazione urbana,..) e l’effettiva sostenibilità edilizia nel suo complesso. Terzo punto: Il ruolo delle amministrazioni Comunali, da marginale e del tutto subordinato alle richieste dei proponenti, deve essere centrale. Quattro: lo stop al consumo del suolo, con la certezza che gli interventi non interessino aree agricole, con destinazione d’uso collettivo e non urbanizzate.
Qualora la legge non venisse radicalmente emendata «c’è da augurarsi che il Consiglio Regionale non l’approvi affatto».