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Parco nazionale risarcisce: 2 mln di danni per gli attacchi degli orsi

I risarcimenti oscillano da 195 euro ad oltre 1.200 euro a seconda dei casi e degli animali attaccati

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Parco nazionale risarcisce: 2 mln di danni per gli attacchi degli orsi
PESCASSEROLI. Al Parco nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise sta a cuore l’orso marsicano. E da buon padre di famiglia si prende la responsabilità della sua vita e dei danni che può provocare.

Così risarcisce paga tutti i danni che orsi e lupi arrecano al patrimonio zootecnico del parco e dell’area contigua. Compito che spetterebbe (almeno per la zona di protezione esterna), alla Regione. Negli ultimi 5 anni gli indennizzi hanno sfiorato i duemilioni e centomila euro. Oltre trecentocinquantamila euro sono stati spesi per un migliaio di sopralluoghi effettuati nel 2011. Dal primo gennaio invece sono stati effettuati 489 sopralluoghi per un totale di 161 mila 772 euro di risarcimenti liquidati. Per fare un esempio, dice l’Ente Parco, «l’azienda “La Pagliara” di Pescasseroli, di proprietà di Elda Grassi, ha ricevuto dall’Ente nel 2011, 4 mila 847 euro di risarcimenti per predazioni esclusivamente di lupo, su 25 pratiche aperte».
Quanto costa risarcire un allevatore che ha perso una pecora a causa di un orso? Dipende.
Per una pecora adulta l’indennizzo è di 195 euro (si può arrivare a 275 euro per il montone) mentre per un vitello o un puledro il risarcimento si aggira intorno ai 350 euro. Se l’animale ha però un certificato di alta genealogia, il risarcimento oscilla tra i 900 e i 1200 euro. Si possono presentare casi particolari per i quali l’indennizzo è maggiore. Oltre al valore commerciale, le somme pagate considerano anche il mancato guadagno ed eventuali gravidanze o lattazioni.

Se si considera, ad esempio, il valore attuale di mercato di una pecora (70-80 euro), l’indennizzo (più del doppio) copre in pratica anche il mancato reddito di 1-2 anni. C’è da dire, infine, ha osservato l’ente Parco, «che gli allevatori restano soddisfatti dell’intervento dell’Ente, anche se lamentano, ovviamente, i “fastidi” che discendono da una incursione di predatori».
Per evitare gli assalti da parte degli orsi le guardie del Parco, gli agenti del Cta e gli agenti del Corpo forestale allestiscono le strutture preventive come recinti e reti elettriche nei pollai, negli apiai e negli orti con lo scopo di dissuadere quei pochi orsi che frequentano alcuni paesi dell’area protetta. Ma non si può dimenticare che gli orsi nel Parco ci sono sempre stati.
La specie è però in via di estinzione ed al di sotto della soglia minima di sopravvivenza. Ci sono infatti 40 esemplari (18 femmine, 11 maschi e 11 piccoli) con una forbice che varia dai 37 ai 52 orsi presenti nell’area del Parco con non più di 10 femmine riproduttive.