RIFIUTI

Primo scoglio per Di Mattia: a Montesilvano pesa lo stallo sui rifiuti

Schermaglie burocratiche rallentano soluzioni e rendono incerto il futuro

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Primo scoglio per Di Mattia: a Montesilvano pesa lo stallo sui rifiuti
MONTESILVANO. Rifiuti: è uno degli argomenti sul quale il neo sindaco Attilio Di Mattia dovrà cimentarsi per primo e sbrogliare una matassa ingarbugliata da altri.

La città è sporca ed aumenta il pressing di partiti politici e associazioni che segnalano discariche abusive e immondizia non raccolta. Inoltre a pesare sui cittadini è la percentuale ancora molto bassa di raccolta differenziata e lo spettro dell'aumento della Tarsu se non si interviene subito e nel modo giusto.

IL BANDO TRAVAGLIATO
Lo scorso autunno la Ecologica Sangro di Lanciano, società controllata dai Di Zio, (divenuta in questi giorni Rieco - Servizi integrati per l'ambiente) ha vinto il maxi appalto dei rifiuti di Montesilvano.
La società incasserà 23.636.640 euro in cinque anni e si occuperà della raccolta dei rifiuti porta a porta con la scomparsa totale dei cassonetti. Una cifra molto elevata con cui le casse vuote del Comune dovranno fare i conti. Il percorso per arrivare all’aggiudicazione non è stato semplice e anche il futuro appare per il momento incerto. Non c’è ancora alcun contratto firmato.
In passato l'appalto in questione ha già creato non pochi problemi all’ex sindaco Pasquale Cordoma, indagato dalla procura di Pescara nell'ambito dell'inchiesta dei rifiuti che si è sviluppata in due tronconi divergenti: il filone teramano (che ha portato all'arresto l'ex assessore regionale ai rifiuti Lanfranco Venturoni e Rodolfo Di Zio) e quello montesilvanese-area vestina.
Uno dei punti dell'inchiesta che ha coinvolto Cordoma ruota intorno proprio ad una gara europea mai espletata. L’ex sindaco sarebbe responsabile, secondo la procura, di aver prorogato l’affidamento del servizio alla Ecoemme nonostante la concessione fosse scaduta il 31 dicembre 2006 e nonostante in un primo momento anche lui avesse convenuto che fosse necessario bandire una gara.
In seguito è stata bandita la gara che è stata vinta da Ecologica Sangro ma sono seguiti ricorso al Tar delle altre partecipanti (ditta Mantini di Chieti). Ma anche questo ostacolo è stato superato e il tribunale amministrativo ha dato ragione a Ecologica Sangro, vincitrice.
Il sindaco Attilio Di Mattia adesso è concentrato per evitare che la Tarsu raddoppi ma, ha ammesso nei giorni scorsi, il rischio «è altissimo a causa di una scelta fatta da altri, io mi batterò, ma, purtroppo, i margini per trovare una soluzione sono minimi». 

"DIFFERENZIATA ALL'80% IN TRE MESI"
Si tratta di un appalto da oltre 30 milioni di euro per cinque anni, «ovvero circa il 30 per cento in più rispetto a prima», fanno i calcoli da Palazzo di città.
Tra i punti che non convincono Di Mattia vi è anche quello sulle percentuali della raccolta differenziata: «l'azienda, nella sua offerta - sottolinea - prevede di poter arrivare in tre mesi all'80% di differenziata dall'attuale 14%; mi sembra un po' troppo in così poco tempo».
Di Mattia non ha nascosto di essere contrario a un passaggio così drastico perché con un livello tanto basso di differenziata c'è un lavoro culturale da fare sui cittadini e non si può passare all'improvviso al porta a porta.
Ma intanto proprio da Montesilvano arrivano da più parti richieste pressanti.
Vittorio Gervasi sottolinea la necessità di isole ecologiche (nel progetto vincitore ne è in programma solo una). «Le stazioni ecologiche, del tutto assenti adesso in città», sottolinea Gervasi, «oltre ad incrementare sensibilmente la raccolta differenziata, accrescono il rispetto del territorio da parte dei cittadini che vengono stimolati al corretto smaltimento dei rifiuti. Oggi registriamo cumuli di rifiuti in di versi punti della città che andrebbero prontamente rimossi per garantire il decoro e l’igiene ambientale. Chiediamo alla nuova amministrazione di affrontare subito il problema».
Chiede soluzioni a breve termine anche Enrico Di Paolo, portavoce del Cantiere per L'Alternativa, che già prima delle amministrative aveva avuto un confronto a distanza con Di Mattia.
Le due posizioni in materia sono opposte: Di Mattia pone la tecnologia a monte del problema, mentre per Di Paolo è «una questione di cultura e consapevolezza dei cittadini nel prevenire e ridurre i propri rifiuti con investimenti modesti e sostenibili».
«La stima che abbiamo fatto dell'aumento della Tarsu», spiega Di Paolo, «è di circa 12/15 euro a persona, che significa dai 30 ai 50 euro a famiglia, senza contare l'aumento fisiologico del servizio di raccolta dovuto sia all'aumento del carburante che alle spese del personale. Si preannuncia così un'altra mazzata sulla testa dei cittadini dopo l'Imu». Il Cantiere per l’Alternativa chiede di fare urgentemente «una scelta decisa, forte e drastica» e di prendere «una decisione chiara e netta sulla società Ecoemme. Occorre far partire una serie raccolta differenziata, in modo da diminuire i rifiuti indifferenziati da portare a trattamento, di creare seri rapporti con tutti gli esercenti di attività commerciali e turistiche, di far partire da subito anche la pratica del compostaggio domestico e condominiale».