APOCALISSE?

La Terra rischia il collasso: previsti problemi nel 2030

L’indagine della rivista scientifica Nature

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La Terra rischia il collasso: previsti problemi nel 2030
USA. La Terra corre verso l’autodistruzione.

L’allarme arriva dalla rivista scientifica Nature che raccoglie quattro studi sulle condizioni del pianeta terrestre. Il rapporto, l'ottavo, è frutto di mesi di indagini e lavori. A poco tempo dal Summit sulla Terra del 20 giugno a Rio de Janeiro la rivista dedica la copertina al bilancio della salute del pianeta.
Per i ricercatori guidati dall'università della California a Berkeley a causa delle pressioni dell'uomo e dei cambiamenti climatici la Terra è spaventosamente vicina a un punto di non ritorno. Il consumo attuale delle risorse terrestri è del 50% in più rispetto al consumo normale. A questo si somma la crescente immissioni di Co2 nell’atmosfera e la riduzione della biodiversità.
Secondo il rapporto entro il 2030 l'umanità richiederà l'equivalente di due pianeti per sostenere gli attuali livelli di crescita della popolazione e l'esaurimento delle risorse. 


«Viviamo come se avessimo un pianeta in più a nostra disposizione», scrive Jim Leape, direttore generale del Wwf nel rapporto, «stiamo utilizzando il 50% più risorse di quante la Terra può fornire, e se non si cambia rotta il numero crescerà molto velocemente».
Gli Stati Uniti si classificano come il Paese che consuma più risorse al mondo. Le esigenze di consumo dei paesi ricchi spingono a saccheggiare le risorse dei paesi più poveri, sostiene dice Gemma Cranston, un ingegnere e scienziato di punta del Global Footprint Network a Ginevra.
L’indagine ha monitorato la salute dell'ecosistema, controllando oltre 2.600 specie di mammiferi, uccelli, rettili, anfibi e pesci. I risultati indicano che la biodiversità globale è diminuita di quasi il 30% dal 1970, e fino al 60% nei tropici.
E questo problema visto sommato all’immissione forsennata di CO2 determineranno il crollo totale, secondo gli esperti.
Ma Colin Butfield, responsabile delle campagne inglesi del Wwf, nutre forti dubbi sull’ impegno internazionale per fermare il ritmo di danno ambientale. «Nonostante le convenzioni internazionali firmate al vertice di Rio del 1992 », dice, «la perdita di biodiversità e le emissioni di CO2 hanno subito un’accelerazione. Oggi è tutto peggiorato. E questa prospettiva è abbastanza terrificante».
Marirosa Barbieri