AGRICOLTURA

Ogm, le Regioni non possono più decidere sul biotech

Resta il divieto di importazione

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Ogm, le Regioni non possono più decidere sul biotech


ROMA. Sulla spinosa questione degli organismi geneticamente modificati, i famigerati Ogm, si passa a decisioni corali. Lo stop a eventuali iniziative nelle singole Regioni da parte di agricoltori pro o contro le biotecnologie, come accaduto negli ultimi due anni in Friuli, arriva in Commissione Agricoltura della Camera dove è stato approvato il parere sullo schema di decreto legislativo sulla coltivazione di Ogm che attribuisce non più alle singole Regioni ma alla Conferenza Stato-Regioni la decisione se coltivare o meno il biotech sui loro territori. Fermo restando che, per il principio di precauzione, ad oggi vige il divieto ad impiantare colture geneticamente modificate sul territorio nazionale, anche se le misure finora adottate non incidono sulla libera circolazione di Ogm contenuti nei prodotti.

«La Conferenza Stato-Regioni - ha detto all'ANSA il relatore del parere Giuseppe Romanini (Pd) - deciderà di concerto con il ministero delle Politiche Agricole e solleva di fatto le Regioni da una eccessiva responsabilità decisionale».

Idem per le province autonome di Trento e Bolzano.

«Con questo parere - ha precisato Romanini - la bozza del decreto legislativo sarà sottoposta, probabilmente la prossima settimana, al vaglio del Consiglio dei ministri».

Con questo provvedimento, secondo il relatore, «continua il percorso virtuoso della battaglia fatta dall'Italia in Europa per difendere il made in Italy e l'identità e tipicità dei prodotti dell'agroalimentare nazionale».

L'iniziativa legislativa sembra accogliere lo spirito dell'appello lanciato stamani dai parlamentari del M5S della Commissione Agricoltura di Camera e Senato: «In Italia - è l'appello di M5S - sia garantito il divieto di coltivazione degli Ogm su tutto il territorio nazionale, coerentemente con il parere espresso dall'Italia in sede Ue, e come stabilito dalla Corte Costituzionale; si riconosca come reato ambientale la contaminazione da Ogm e si escluda la possibilità di indennizzi ad imprenditori che hanno coltivato illegalmente Ogm».

Nell'ambito della discussione del decreto per l'applicazione della direttiva Ue 2015/412 che dà agli Stati membri la possibilità di limitare o vietare la coltivazione di Ogm, hanno sottolineato le parlamentari pentastellate Silvia benedetti e Elena Fattori, «questo decreto compromette il divieto di coltivazione degli Ogm in Italia. In base a com'è scritto e a causa dell'articolo 117 della Costituzione che riconosce la competenza delle Regioni in materia agricola, proseguono, si determina il rischio che una singola Regione possa decidere autonomamente di dare il via libera sul proprio territorio alla coltivazione degli Ogm».

Per le parlamentari 5stelle  «questa formula di recepimento è sbagliata in quanto incompleta, perché il divieto di coltivazione degli Ogm non riguarda solo la competenza in materia agricola ma, come previsto dalla sentenza della Corte Costituzionale n. 116 del 2006, anche altri interessi di rilievo costituzionale come la tutela dell'ambiente e della salute. Rientrerebbe pertanto - secondo le parlamentari - tra i reati ambientali la contaminazione da Ogm a danno delle altre coltivazioni non Ogm, che comprometterebbe così la ricca biodiversità agroalimentare del nostro made in Italy. Vanno inoltre esclusi gli indennizzi per gli imprenditori che hanno coltivato illecitamente Ogm nel nostro Paese».