IL VELENO

Il made in Italy in pericolo per un potente pesticida: il glifosato

Aiuto alla Fiera dell’Agricoltura: «veleno minaccia le coltivazioni»

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Il made in Italy in pericolo per un potente pesticida: il glifosato

LANCIANO. C’è un veleno che silenziosamente minaccia la salute e le coltivazioni. Un potente pesticida potenzialmente cancerogeno che starebbe contaminando il patrimonio agricolo e che tutti i giorni arriva sulle tavole. Si chiama glifosato: un veleno distribuito dalla multinazionale Monsanto.

I riflettori su questo problema sono stati accesi dalla parlamentare abruzzese Daniela Aiuto alla 55^ Fiera dell’Agricoltura di Lanciano. Proprio Aiuto ha spiegato che bloccarne la distribuzione in Europa «è la nostra priorità».

Il disastro umanitario generato dal diserbante della Monsanto e da altri agenti chimici contenuti nei pesticidi è sotto gli occhi di tutti ed è storia recente, tristemente nota in Colombia. Il Governo sudamericano ne ha bandito l'utilizzo nel 2015, dopo che lo IARC e l'Organizzazione Mondiale della Sanità lo ha riclassificato come probabile cancerogeno per l’uomo.

La Monsanto è la multinazionale che un mese fa ha fatto causa alla California, che vorrebbe iscrivere il glifosato nelle sostanze potenzialmente cancerogene.

Il pesticida fu brevettato come erbicida dalla Monsanto Company nel 1974, multinazionale specializzata in biotecnologie agrarie, sementi e leader mondiale nella produzione di alimenti Ogm.

Il prodotto agisce bloccando nutrienti minerali essenziali per la vita di piante, microorganismi e animali e, anche se era stato presentato come una sostanza rapidamente biodegradabile e non tossica, è invece ampiamente diffuso nell’ambiente insieme al suo metabolita Ampa.

Lo scorso mese di febbraio l’Istituto per l’Ambiente di Monaco ha condotto dei test sui 14 marchi di birra più popolari in Germania.

I livelli di glifosato rilevati nelle birre sono risultati di gran lunga superiori rispetto al limite consentito dalla legge, che è pari a 0,1 microgrammi. Le analisi infatti hanno registrato livelli di glifosato nella birra compresi tra gli 0,46 e 29,74 microgrammi, ovvero fino a 300 volte il limite consentito dalla legge per l'acqua potabile.


RISCHIO Sì O NO?

Secondo l’Istituto federale per la valutazione del rischio (Bfr) il glifosato non costituisce un rischio per la salute dei consumatori. Il mondo scientifico al momento è diviso sul glifosato, con l’OMS che lo ritiene un probabile agente cancerogeno per l’uomo, mentre l’Efsa ha di recente smentito la pericolosità di questa sostanza ma la valutazione della Commissione Europea si basa esclusivamente su dati ed analisi forniti dalla multinazionale stessa.

Dati che non sono mai stati resi noti sulle riviste scientifiche di settore.

Oltre 100 scienziati indipendenti sono insorti, indirizzando una lettera alla Commissione europea, per contestare il parere dell'EFSA. Anche perché il primo dicembre la Commissione Ambiente del Parlamento europeo decide di non autorizzare alcuni mais OGM resistenti al glifosato. Tre giorni dopo, con un atto di forza, la Commissione europea autorizza i mais OGM, preoccupata che un voto contrario definitivo rallenti ulteriormente i trattati sul TTIP. Nonostante il voto contrario del Parlamento europeo, nella plenaria del 16 dicembre 2015, la Commissione europea autorizza ugualmente l’ingresso dei mais OGM.

Il Mediatore Europeo ha condannato le pratiche della Commissione europea in materia di autorizzazioni al glifosato, giudicando le stesse non sicure e non in conformità con la legislazione in materia. Ma ciò non ferma il piano della Monsanto.

«La nostra agricoltura, i prodotti tipici, il made-in e, soprattutto la nostra salute, non devono essere contaminati per i profitti delle multinazionali», ha detto Aiuto.

Per questo i portavoce M5S hanno scritto agli inizi di marzo una lettera indirizzata al ministro delle Politiche Agricole - Maurizio Martina -, al ministro della Salute - Beatrice Lorenzin - e al ministro dell’Ambiente -Gian Luca Galletti- per chiedere al Governo di essere coerente e rispettare la volontà di 500 milioni di cittadini europei.

Numerosi esponenti del Parlamento europeo hanno espresso preoccupazioni alla Commissione europea sul rinnovo alla concessione del glifosato possa effettivamente portare effetti nefasti su generazioni di cittadini europei. Nonostante tutto questo, il Parlamento europeo alla metà dello scorso aprile ha scelto il rinnovo del glifosato per altri 7 anni.

«L'Unione europea dovrebbe servire per proteggere i prodotti europei ed i suoi cittadini, non per l’esatto contrario e per fare un favore a qualche amico», ha detto Aiuto. «I Parlamentari europei del MoVimento 5 Stelle si battono da mesi contro questa misura. Ma in 17 non è possibile fermare né le lobbies, né i partiti che favoriscono i poteri economici mondiali. Abbiamo bisogno anche della vostra voce, di voi che ogni giorno lottate per proteggere il nostro prezioso patrimonio agricolo».