NEL PIATTO

Olio d’oliva, il 54% dei consumatori non sa quello che compra

«Prodotto alimentare che subisce maggior numero adulterazioni»

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Olio d’oliva, il 54% dei consumatori non sa quello che compra



ROMA. Secondo una recente indagine a campione sui comportamenti di acquisto dei consumatori europei commissionata da Unaprol, solo il 46% degli intervistati acquista consapevolmente olio extravergine di oliva prodotto in Europa.

E come se non bastasse l’olio di oliva, proprio per la sua qualità e attrattività, è il prodotto alimentare che più di ogni altro subisce adulterazioni. Pratiche scorrette che danneggiano in primis i produttori italiani.  Da una recente analisi sull’olio realizzata dalla Fondazione Symbola risulta inoltre che sulla rete tra gennaio 2013 e febbraio 2014 sono stati circa 1,7 milioni i post  - tra blog, facebook, twitter, news e forum - con copertura geografica mondiale sull’olio extravergine di oliva. Quelli in inglese, quasi 1,6 milioni, hanno una disposizione positiva verso l’evo largamente prevalente su quella negativa (80% contro 20%). Quelli in Italiano, 106 mila in tutto, hanno un sentiment positivo ancora più marcato (94,4%). Però si caratterizzano anche per la genericità  delle affermazioni sull’olio, che sembra essere il riflesso proprio di quella scarsa cultura di cui parliamo. E proprio su questo punto vuole intervenire la campagna Solo Olive Italiane.

«Nel mondo – ha commentato il presidente della Fondazione Symbola Ermete Realacci - c’è una grande voglia di Italia e della qualità dei  prodotti italiani. E proprio la nostra agricoltura, che con 272 tra Dop e Igp vanta il primato di Paese con il maggior numero di prodotti distintivi, dà un contributo importante all’attrattività del made in Italy. Cresciuta nel segno della qualità, la nostra agricoltura non può che svilupparsi ulteriormente puntando sul legame con i territori, sulla tracciabilità, sulla sostenibilità ambientale, contrastando sofisticazioni, frodi e illegalità.  Aggiungendo a questa ricetta anche l’uso di creatività, design e nuove tecnologie per valorizzare uno dei prodotti di punta del nostro agroalimentare come l’olio extra vergine di oliva, proprio come fa  la campagna ‘Solo Olive Italiane per Expo’,  si propone un’idea di  futuro  che può aiutare l’Italia a fare l’Italia». 

 «Sul patrimonio olivicolo nazionale pesa il rischio concreto che vengano spacciati come Made in Italy prodotti di altri Paesi con l'Italia che è il primo importatore mondiale di oli di oliva che vengono spesso mescolati con quelli nazionali per acquisire, con le immagini in etichetta e sotto la copertura di marchi storici, magari ceduti all’estero, una parvenza di italianità da sfruttare sui mercati nazionali ed esteri» ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare che il consiglio è quello di guardare con più attenzione le etichette ed acquistare extravergini a denominazione di origine Dop, quelli in cui è esplicitamente indicato che sono stati ottenuti al 100 per 100 da olive italiane o di acquistare direttamente dai produttori nei frantoi o nei mercati di Campagna Amica. 

Avviata nel 2013 per informare i consumatori sull’eccellenza alimentare dell’olio “made in Italy”, la campagna Solo Olive Italiane si presenta oggi al pubblico con una veste totalmente rinnovata: un nuovo sito web (www.solooliveitaliane.it) e una pagina Facebook pensata per avvicinare il grande pubblico ai temi della qualità, varietà e sostenibilità che caratterizzano e rendono unici gli olii extra vergine di oliva (evo) prodotti in