IL RITORNO

Saga. Il ritorno di Enrico Paolini: così il vecchio è diventato nuovo

Ecco che fine aveva fatto l’ex vice di Del Turco sparito dai radar locali: ha fatto carriera nel turismo

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Saga. Il ritorno di Enrico Paolini: così il vecchio è diventato nuovo

Enrico Paolini

 

ABRUZZO. Magari qualcuno (come noi) si sarà pure chiesto “ma che fine ha fatto Enrico Paolini, vice presidente della giunta Del Turco, rimasto a capo della Regione dopo lo scandalo Sanitopoli?”

Per la risposta non abbiamo mai potuto trovare il tempo giusto da dedicare fino a quando la politica non ha deciso che fosse arrivato il momento.

Così tra la sventagliata di nomine e promozioni il presidente-senatore D’Alfonso ha deciso di inserire tra i suoi fedelissimi anche il ritrovato Paolini, scelto come presidente della Saga, la società che gestisce l’aeroporto d’Abruzzo (società pubblica al 99% della Regione), e probabilmente esperto di turismo e politico di lunghissimo corso.

Ad Enrico Paolini, dunque,  il compito di proseguire l’opera avviata dal professore di scienze manageriali, Nicola Mattoscio, dimessosi per “conseguiti limiti  degli obiettivi raggiunti”, lasciando la società nel pieno del suo fulgore (come alcune veline a lui attribuite hanno sottolineato) e persino inaugurare la «fase 3.0»  della Saga, anche se delle prime due non si hanno ben precisi i contorni.

 

Paolini, una vita passata in politica a diversi livelli, ha iniziato nella Figc poi da sempre vicino a Massimo D’Alema, è stato nominato anche Presidente del Parco Regionale Sirente-Velino,  ha avuto incarichi alla D’Annunzio, poi gli impegni in Provincia a Pescara e in Regione dal 2005. Eppure D’Alfonso pensando a lui è riuscito, comunque, a parlare di «rinnovamento»  con l’auspicio di vedere «consolidati i risultati raggiunti» dal cda precedente come «l’incremento dei passeggeri» e «il bilancio risanato»  e addirittura «in attivo».

     E sono solo alcuni dei “miracoli” operati dalla squadra di Mattoscio che a differenza dei suoi predecessori è riuscito a portare in attivo un bilancio di una società che non produce e non ha utili da “attività imprenditoriale” ma si limita in sostanza a girare i soldi ricevuti dalla Regione a Ryanair (dal 2009 al 2018 almeno 40 mln di euro) una partita di giro che ha bisogno comunque di manager quotati alla guida: ai predecessori di Mattoscio l’attività della Saga  portava pesanti perdite in bilancio mentre al professore utili senza alcuno sconvolgimento nella vita societaria.

Ed ora che la procura di Pescara ha suggellato che non ci sono ipotesi suffragate da prove di falsi in bilancio, il mistero di come si sia riusciti nell’impresa è ancora più fitto.

Sono tutti fatti certificati al netto dell’enfasi e delle varie distorsioni della propaganda, spinta agli eccessi. Tuttavia non si fa mai cenno del fatto che delle tre linee del bando pubblico (il primo di sempre) è uscito fuori un solo contratto valido, per ora, lasciando libera l’offerta per i collegamenti nazionali e scoperta quella assegnata senza sufficiente cautela a Mistral Air subito in cattive acque tanto da non poter garantire quanto sottoscritto. Insomma meno voli di quanti se ne sarebbero voluti.

La propaganda su questo non fa previsioni sui probabili cali di passeggeri nè al fatto che davvero ora l’aeroporto d’Abruzzo si regge solo su Ryanair, tra l’altro con meno voli di quelli che garantiva prima del bando. Secondo la logica andrebbero fatti altri bandi ma non si è nemmeno iniziato a parlarne, meglio continuare a farsi i complimenti ed intanto la stagione estiva è alle porte.

Paolini comunque non sarà solo perchè D’Alfonso gli ha affiancato l’imprenditore del settore alberghiero, Emilio Schirato, da sempre vicino all’ex sindaco di Pescara, mentre i nuovi consiglieri sono la ex consigliere regionale ai tempi di Del Turco, avvocato Antonella Bosco, e la funzionaria regionale del Dipartimento trasporti, Evelina D'Avolio.   Confermato nel Cda l'imprenditore dolciario Stefano Menozzi. Costo totale 44mila euro.

 

LA SOBRIETA’ DI PAOLINI

«Sobrietà, collegialità e concretezza» sono le parole con cui Enrico Paolini ha esordito pubblicamente facendo seguire l’immancabile riconoscenza a D’Alfonso ed i complimenti per il buon lavoro fatto all’amico Mattoscio.

«Nicola Mattoscio si è trovato a lavorare all'inizio in una situazione non facile», ha detto Paolini «risolvendola in modo brillante. Mi ritengo fortunato perché andremo a proseguire l'ottimo lavoro svolto da chi ci ha preceduto. Trovo nel Cda grandi professionisti con cui proseguire in questa azione».

E’ chiaro dunque che si tratta di una nomina non solo politica ma nel solco di quella precedente per cui non si può proprio parlare nè di rinnovamento nè di cambio di passo. Del resto nessuno si attendeva una cosa del genere, viste modalità e tempi in cui sono nate.

Ma torniamo a Paolini e alla domanda iniziale: ma cosa ha fatto in tutti questi anni, cioè dal 2008, da quando cioè ha lasciato la Regione dopo lo scandalo Sanitopoli scoppiato il 14 luglio 2008 e dopo il suo interregno da “presidente” fino alle elezioni del 15 dicembre 2008?

E’ riuscito a legare il suo nome e la sua faccia sempre più al turismo di cui è diventato un esperto, richiesto a livello nazionale da società, lobbisti e consulenti, una esperienza tutta maturata all’interno di enti pubblici a nomina politica   a cominciare da quella del 1998 a membro del cda e vice presidente dell’Aptr (l’azienda di promozione turistica della Regione) che a quei tempi tutto sovrintendeva e decideva (dal concerto di Sting ai voli dell’aeroporto, ai famosi manifesti per spingere il turismo affissi in tutta la Regione, all’innovazione del “marketing turistico” di cui si è molto parlato e sempre in termini di prospettive future e mai di risultati reali conseguiti).

Fino al 2008 Paolini è stato anche Coordinatore Nazionale degli Assessori Regionali al Turismo e coordinatore Nazionale degli Assessori Regionali allo Sport nonchè  membro e Vice Presidente del Comitato Nazionale Turismo ( organo della presidenza del Consiglio dei ministri) e fino al 2009 vice Presidente ENIT e poi  Presidente Vicario per alcuni mesi che gli è valsa la nomina di presidente di Promuovitalia S.p.A. ( società ENIT ).

 

Aeroporto story. Dai successi alla crisi: «competenze volate via»

PESCARA. Da 105 mila passeggeri del 1999 a 350 mila del 2005. E poi il lento declino dell'aeroporto d'Abruzzo fino ai 264 mila passeggeri stimati per il 2009.

CHIAMATO DA SPADACCINI

Nell’ambito di questa esperienza tutta in enti politicizzati  ha maturato una serie di rapporti che lo hanno portato dall’altra parte della barricata, nell’impresa privata, nella fattispecie la Air Columbia srl la stessa società finanziata da Regione Abruzzo attraverso Saga. E’ stato così nominato presidente e amministratore delegato da Giuseppe Spadaccini in persona (nipote di un importante uomo politico della Democrazia Cristiana, originario di Gissi, vale a dire l'ex presidente della Regione Abruzzo, Felice Spadaccini, paesano e vicinissimo al più noto, "zio" Remo Gaspari).

L’ingegner Spadaccini è stata osannato fino ad un certo punto della sua vita come enfant prodige e imprenditore di successo tanto da diventare plurimilionario grazie alle commesse ottenute in appalti -anche molto contestati -per la gestione dei canadair e grazie ai soldi che la Regione Abruzzo  versava direttamente nell’ambito del “piano marketing”, finanziamenti poco controllati dal pubblico e con pochi risultati e troppe (brutte) sorprese.

Tra le altre, quella per Spadaccini e la sua holding nell’incappare in una inchiesta della procura di Pescara per una maxievasione fiscale mentre Paolini era il manager di una delle società del gruppo ma su questa vicenda il neo presidente Saga non ebbe mai un ruolo attivo nè consapevole, infatti non fu mai neppure indagato.

Così, per la seconda volta, un cataclisma si verificava tutto intorno e su di lui nemmeno la polvere delle macerie...     

Nel 2010 quando scoppia l’inchiesta e gli arresti clamorosi di Spadaccini e soci, Paolini lascia e dal 2011 lavora come Consulente per il Turismo di European Ambrosetti  srl e anche come Proiect Manager per il Turismo e la Mobilità per ECOESSE soc. coop. a.r.l. di Roccamontepiano (altra società sfortunata per cui la procura di Chieti chiese il fallimento per una serie di enormi distrazioni economiche).

Poi per un anno Paolini è stato anche  Consulente per le Relazioni Istituzionali per Italian Convention Bureau ma soprattutto dal 2011 trova una stabile cattedra come titolare del corso di Marketing Turistico  "Scienze del Turismo e dello Sport" presso l'Università di Teramo, chi meglio di lui…

 

VANTI E FORTUNE DI PAOLINI

Il “professor” Paolini si è guadagnato sul campo la cattedra per l’esperienza maturata e magari anche per questo al suo attivo ha una sola pubblicazione “Il progetto Abruzzo Regione Verde D’Europa” edito dalla cooperativa Cogestre.

Tra i risultati di cui va fiero, da sempre, quello di aver portato in Abruzzo Ryanair perchè quando c’era lui «l’aeroporto volava davvero» e nonostante la firma sotto i primi contratti fossero di altri, lui si è preso giustamente i meriti per tutto il lavoro preparativo che ha poi dato i frutti quando lui già era lontano.
Un lavoro preparatorio che è maturato in un’era storica molto diversa da oggi, dove si decideva tutto nelle segrete stanze, tra 3-4 persone, dove la politica dava il suo placet e le carte rimanevano segrete.
Ma proprio segrete, tanto che grazie alla disinformazione e la propaganda governativa per un decennio nessuno ha mai sospettato nemmeno che Ryanair fosse pagata profumatamente fior di milioni dalla Regione proprio per mancanza di trasparenza e informazione.

Ed oggi che l’aeroporto può rimanere in piedi solo grazie a Ryanair la dice lunga sugli effetti del marketing turistico di cui Paolini è esperto.
Per cui dopo tutto questo tempo possiamo anche attribuire giustamente a Paolini il merito di aver legato l’Abruzzo al turismo made in Ryanair con una corda così stretta da sembrare un cappio che tuttavia non strozza ma esalta amministratori pubblici e politici.

Altro vanto di cui Paolini ha fatto in passato sfoggio è stato il suo contributo all’inchiesta Sanitopoli vestendo i panni del buono e consegnando ai pm importanti riscontri e dritte sul suo presidente Del Turco. L’allora vice lo fece di sicuro per ragioni di legalità e giustizia anche se dallo scandalo che travolse e annientò Enzo Angelini e Villa Pini se ne avvantaggiò un suo amico imprenditore della sanità.
Poi abbandonò la politica in prima persona non riuscendo ad essere rieletto ma continuando a frequentare gli ambienti e le persone che contano.