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Le vicende Saga e gli screzi Aiuto-D’Alfonso spiegati bene

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Le vicende Saga e gli screzi Aiuto-D’Alfonso spiegati bene


ABRUZZO. La Saga è la società pubblica che gestisce l’aeroporto d’Abruzzo.

Dal 2014, da quando la giunta D’Alfonso ha insediato il nuovo cda di Saga con il presidente Nicola Mattoscio, si è cercato di riorganizzare qualche sbavatura di troppo delle precedenti gestioni.

L’ardore dell’inizio, però, è andato scemando via via e alla fine non c’è stata molta pulizia nè rinnovamento ma solo mantenimento dello status con l’obiettivo principale di trovare forme e giustificazioni -anche ardite certe volte-  per dare una parvenza di regolare formalità a gestione e documenti.

Nel 2015 dal cda viene cacciato, per insanabili frizioni con Mattoscio, l’ex comandante pilota Alitalia, Emidio Isidoro, che va in procura firmando una denuncia su varie irregolarità; tra le più importanti ci sono i finanziamenti diretti e rinnovati a Ryanair (senza gara di appalto) e la gestione finanziaria a perdere della Saga, esclusivamente foraggiata con i soldi della Regione (praticamente l’unica entrata).

Nel frattempo il teatrino della politica prevede screzi continui tra M5s (che nella fattispecie è incarnato quasi esclusivamente dall’eurodeputata Daniela Aiuto da Vasto) ed il presidente D’Alfonso, la sua maggioranza ed i suoi portavoce.

Aiuto spiega che le procedure per finanziare Saga non sono regolari poichè le norme e la Commissione europea prevede adempimenti precisi che l’Abruzzo non ha ottemperato.

E’ un dato di fatto e la cosa è certificata anche dagli uffici giuridici della Regione.

C’è il rischio fondato di una infrazione.

D’Alfonso (insieme a D’Alessandro e  Monticelli), invece, non dicono mai “non è vero” ma impegnano le loro forze ad attaccare in maniera diretta e violenta l’eurodeputato etichettandola e sbeffeggiandola come  “onorevole Ostacolo”, “ostacolo” allo sviluppo dell’Abruzzo perchè con la sua azione politica (volta alla regolarità delle procedure) starebbe rallentando, anzi ostacolando, il progresso economico e turistico della regione (tra le cose più tenere dette a lei, l’invito a candidarsi in Germania).



CAMBIARE LA LEGGE SUGLI AIUTI DI STATO

Contemporaneamente D’Alfonso ed i suoi (Monticelli in testa) dicono di voler avviare una incredibile azione di “moral suation” nei confronti della Commissione europea per cambiare la legge sugli aiuti di Stato (cioè quella che sarebbe stata violata dalla Regione con i finanziamenti alla Saga).

La cosa. oltre ad apparire inverosimile ai più, è a ben vedere una ammissione lampante che quelle stesse norme sono state violate fino a quel momento e per rimuovere l’illegittimità  si cerca di cambiare le norme (forse il vero “l’ostacolo”).

Dei risultati dell’azione in Europa per il cambiamento delle leggi economiche sulla libera concorrenza in Abruzzo non se ne parla più e del resto sarebbe davvero un cataclisma se davvero la politica riuscisse a concedere strappi o interpretazioni di comodo con ripercussioni globali enormi.

Così passano gli anni e Aiuto continua la sua azione improntata al rispetto delle procedure mentre la giunta D’Alfonso continua per la sua strada a finanziare la Saga, gli animi si alterano quando si scopre che ci sono denunce e che la procura di Pescara ha aperto una inchiesta addirittura per falso in bilancio.

Agli occhi di D’Alfonso gli ostacoli aumentano e sono tutti da addebitare all’onorevole Aiuto.

Nel frattempo Saga continua a succhiare finanziamenti pubblici, alcuni dei quali vengono bocciati dalla Corte Costituzionale (cioè la legge regionale che li prevede è incostituzionale) un errore gravissimo che dovrebbe far arrossire il legislatore regionale, i dirigenti ed i consiglieri che l’hanno votata.



COSTI E BENEFICI

Dal 2014 almeno 10 mln sono finiti nelle casse della Saga la quale altrimenti sarebbe fallita il giorno dopo la sua nascita.

A fronte di questa situazione ci sono anche i voli: fino ad ora c’è stata solo una lieve flessione del numero dei passeggeri che però si abbasserà notevolmente con il venir meno di diverse tratte e vettori per vicende alterne.

Il rapporto costi/benefici è di certo negativo a fronte di ingenti risorse pubbliche.

Anche sugli affidamenti diretti alle compagnie (Ryanair in testa) si prendono provvedimenti (anche in questo caso dando ragione a chi sosteneva che fossero illegittimi) e si fanno due bandi per assegnare le tratte aeree, non tanto su misura, quanto proprio concordate a Palazzo Chigi tra D’Alfonso, Renzi e Ryanair che, infatti, vince.

I bandi così danno una veste di apparenza puramente formale e “legale” alle erogazioni pubbliche in netta controtendenza con il passato.


Accade poi che Aiuto e D’Alfonso si incontrino in aeroporto a Bruxelles e se ne dicono quattro e su questo fatto c’è una querela dell’eurodeputato. Aiuto dice di essere stata offesa e D’Alfonso dice di essere stato minacciato.



LA VERITA’ GIUDIZIARIA COINCIDE CON QUELLA POLITICA

In questa vicenda con parabola discendente non si può non considerare l’operato della procura di Pescara che, chiamata a decidere su una serie di presunti illeciti della gestione Saga ( Mattoscio indagato), con argomentazioni succinte e globali sembrerebbe aver spazzato via dubbi, illeciti, falsi e irregolarità sugli affidamenti diretti e le cifre ingenti girate anche ad una società pubblicitaria di Ryanair (cosa diversa dai voli).

Ora chi asserisce che questo modo di gestire le risorse pubbliche (ed una società di gestione di un aeroporto) siano pienamente regolari dice il vero (ricalcando la posizione della procura di Pescara). Non ci sarebbero reati.

Ma anche chi dice che le procedure indicate dalle norme europee sono state violate dice il vero.

Questa storia, allora, ci insegna una cosa fondamentale: così come la verità giudiziaria è diversa dalla verità oggettiva, anche la verità politica è diversa da quella oggettiva.

Il che significa che se per fare veloce calpesti qualche norma e la politica fa in modo che nessuno sollevi rilievi tutto diventa possibile e “regolare”.

Salvo poi qualche piccola ricaduta o contraccolpo su casse pubbliche, tasse, libera concorrenza e consolidamento di poteri.

Semmai il problema è quando troppo spesso verità giudiziaria e verità politica coincidono.