POLVERE DI STALLE

Centrale Snam: «nessuna emissione di polveri sottili». E scoppia il putiferio sulla bugia

Non è piaciuta l’ultima uscita della multinazionale per per sedare le proteste contro gasdotto e centrale di Sulmona

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Centrale Snam: «nessuna emissione di polveri sottili». E scoppia il putiferio sulla bugia


ABRUZZO. La nota arriva sotto forma di “rettifica” ma alla rettifiche sono seguite altre rettifiche e una raffica di polemiche che hanno fatto infuocare il clima di dissenso verso il colosso Snam e l’ennesima opera imposta al territorio abruzzese.

Il gasdotto costruito senza consultazione popolare nè sufficiente trasparenza passerà  in zona sismica e la centrale di compressione a Sulmona «non emetterà polveri sottili».

Questa l’incredibile affermazione della Snam evidentemente pronta a tutto pur di fermare, sedare, smontare e delegittimare la protesta che da settimane sta montando tra flashmob, carovane e l’ultimo appuntamento proprio a Sulmona il 21 aprile.

«Snam intende rettificare alcune informazioni non corrette circolate sul territorio abruzzese in merito alla centrale di compressione che la società ha in programma di realizzare a Sulmona», si legge nella nota firmata da Snam, «in particolare si precisa quanto segue: è falso che le centrali di compressione producano “particolato fine e ultrafine in quantità molto rilevanti”. E’ noto che i principali enti e istituti di ricerca ambientale nazionali e internazionali considerino le emissioni di polveri di tali impianti pari a zero o comunque talmente trascurabili da essere considerate nulle. Non è un caso infatti che, al netto delle differenze tecnologiche dei motori in questione, nella quasi totalità dei blocchi del traffico delle città a causa dell’elevata concentrazione di polveri nell’aria, le auto alimentate a gas metano possono circolare liberamente».



Il coordinamento NoHub però bacchetta la multinazionale: «SNAM prende a nostro avviso un clamoroso abbaglio perchè a smentirla sono montagne di articoli scientifici. Una centrale di quel genere produce direttamente diverse tipologie di sostanze inquinanti, soprattutto monossido di carbonio, ossidi di azoto e ossidi di zolfo. In teoria è vero che la combustione di metano produce, invece, scarse quantità di polveri direttamente, il cosiddetto particolato primario (PM primario).

Ammesso e non concesso che dai punti di emissione effettivamente si riesca ad ottenere quello che si scrive sulla carta a tavolino e che quindi non escano direttamente polveri, queste ultime si formeranno comunque a causa della centrale e in grandi quantità. Si tratta del cosiddetto particolato secondario (PM secondario) che si forma indirettamente.

Infatti SNAM dimentica di ricordare che grandi quantità di particolato si forma per via delle reazioni tra sostanze dell'atmosfera e ossidi di azoto di cui l'impianto SNAM è importante emettitore (sottolineiamo di nuovo che gli ossidi di azoto sono di per sé sostanze pericolose per salute e ambiente - tanto che l'Italia è in procedura d'infrazione proprio per le emissioni di ossidi di azoto).

È il cosiddetto PM secondario prodotto indirettamente, collegato alle emissioni della Centrale che ne sarebbe, quindi, comunque responsabile».


L’Arpa Emilia Romagna per esempio scrive: «In altri termini, su scala europea si stima che (...), una tonnellata di ossidi di azoto dia luogo alla formazione di 880 kg di PM 10». Nello stesso articolo gli autori ricordano che di tutto il particolato che respiriamo la stragrande parte, oltre il 60%, è particolato secondario.


Riassumendo, la centrale produce ossidi di azoto che reagiscono anche a distanza con l'atmosfera producendo particolato. Sia ossidi di azoto che particolato sono dannosi.



SI ARRABBIANO ANCHE I MEDICI CATTOLICI

Si arrabbiano anche i medici cattolici che in una nota scrivono: «le polveri sottili prodotte dalle centrali di compressione con la combustione del gas possono provocare patologie gravi come cancro, ictus cerebrale, infarto del miocardio e respiratori e fenomeni allergici o modificazioni genetiche ed epigenetiche. La conformazione dell'orografia particolare della Valle Peligna, inoltre, caratterizzata da ridotta capacità di ricambio d'aria e dalla presenza dell'inversione termica (fenomeno che si verifica nelle valli montane alpine ed appenniniche e che favorisce il ritorno dei fumi a livello del terreno), determina un maggior tempo di ristagno delle sostanze nocive derivanti dalla combustione dei gas, e quindi una più elevata esposizione delle popolazioni umane, animali,vegetali ai rischi connessi alla loro presenza».

Nei giorni scorsi anche il vescovo di Sulmona, Michele Fusco, aveva chiamato a raccolta i fedeli per la manifestazione di sabato 21 aprile.