SCORIE RADIOATTIVE

Governo Gentiloni, accelerata finale pure sulla mappa dei depositi nucleari

Secondo il ministro Calenda il via libera ci sarà entro la prossima settimana

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Governo Gentiloni, accelerata finale pure sulla mappa dei depositi nucleari

 

 

 

 

 

ROMA. Non solo legge forestale, trivelle e inceneritore in Abruzzo: sul filo di lana il Governo Gentiloni vuole sistemare anche la mamma dei depositi nucleari.

I nuovi senattori e deputati stanno arrivando in questi giorni a Roma, va avanti il confronto tra Movimento e 5 Stelle per decidere la presidenza di Camera e Senato ma intanto il governo uscente vuole sfruttare fino all’ultimo secondo per chiudere questioni aperte.

E non si parla di certo di cose secondarie…sebbene il Governo sia in carica solo per il disbrigo degli affari correnti e non esprime alcuna maggioranza parlamentare

Infatti il ministro Calenda ha annunciato ieri che punta a dare l'ok alla pubblicazione della Carta nazionale delle aree potenzialmente idonee per localizzare il deposito nazionale dei rifiuti radioattivi entro la prossima settimana.

Scettica Loredana De Petris di Leu: « è inconcepibile che il governo uscente si arroghi il diritto di indicare per decreto le aree nelle quali dovrebbero essere depositate le scorie nucleari. Pd e governo continuano a mostrare la stessa arroganza del potere che ha funestato l'ultima legislatura. Ma una questione come quella delle scorie nucleari è troppo importante per la vita e la salute delle persone per poter essere affidata a un governo privo di ogni legittimità in materia».

La mappa dei probabili siti è stata pubblicata molti anni fa e tra questi se ne prevederebbe uno nella zona di SAn Benedetto del Tronto e l'altro nella zona di Termoli.

 

L’ACCELERAZIONE DOPO ANNI DI RITARDI

E  a questo punto sembra di assistere ad una vera e propria accelerazione che cozza con i continui ritardi degli anni passati.

Infatti il nulla osta, da parte dei ministeri Sviluppo economico e Ambiente, per la pubblicazione della Carta delle aree potenzialmente idonee (Cnapi) a ospitare il Deposito Nazionale dei rifiuti radioattivi doveva arrivare entro il 20 agosto 2015.

La richiesta a Sogin e Ispra di alcuni accertamenti tecnici ha fatto però slittare più volte la data.

A giugno 2016, il ministro dell'Ambiente, Gian Luca Galletti, assicurava che i tempi non sarebbero stati lunghi e che la pubblicazione sarebbe arrivata entro la fine di quell’anno.  

Si arriva poi al 2017, quando il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, in audizione alla Commissione parlamentare di Inchiesta sul ciclo dei rifiuti e degli illeciti a esso connessi, assicurava la pubblicazione ''entro il quarto trimestre''.

Disattesa anche questa deadline si arriva al post elezioni del 4 marzo con Calenda che punta a dare l'ok alla pubblicazione entro la prossima settimana e proprio all'inizio di marzo, l'Ispra ha trasmesso la propria relazione ai ministeri competenti.  

 

LA CARTA

Adesso l’Ispra ha trasmesso ai Ministeri dell'Ambiente e dello Sviluppo economico il suo parere su di un aggiornamento della Carta. La Sogin, ha spiegato l'Ispra sul suo sito il 5 marzo scorso, ha fatto alcune alcune modifiche alla sua proposta di Cnapi del 2015, a causa di aggiornamenti ai database usati per l'elaborazione.

Queste modifiche hanno reso necessario un nuovo controllo da parte dell'Ispra. L'Istituto, dopo aver verificato e validato i risultati cartografici, ha trasmesso ai ministeri la nuova bozza della mappa delle aree idonee per il deposito di scorie nucleari, «senza formulare rilievi».

La relazione dell'Ispra è top secret, così come la proposta di mappa dei siti idonei, fino alla pubblicazione. Questa avverrà dopo il rilascio del "nulla osta" da parte dei due Ministeri.

 

 

IL DEPOSITO

Il Deposito è una struttura con barriere ingegneristiche e barriere naturali poste in serie, progettata sulla base delle migliori esperienze internazionali e secondo i più recenti standard Aiea (Agenzia Internazionale Energia Atomica) che consentirà la sistemazione definitiva di circa 78 mila metri cubi di rifiuti di bassa e media attività.

Di questi rifiuti, circa 50.000 metri cubi derivano dall'esercizio e dallo smantellamento degli impianti nucleari per la produzione di energia elettrica e circa 28.000 dai settori della ricerca, della medicina nucleare e dell'industria.

Sul totale di 78.000 metri cubi, circa 33.000 metri cubi di rifiuti sono già stati prodotti, mentre i restanti 45.000 metri cubi verranno prodotti nei prossimi 50 anni.  

Il Deposito Nazionale ospiterà anche il complesso per lo stoccaggio temporaneo di lungo periodo (50 anni) di circa 16.600 metri cubi di rifiuti ad alta attività, derivanti dallo smantellamento delle installazioni nucleari e dalle attività medicali, industriali e di ricerca.

Saranno custoditi, inoltre, circa 800 metri cubi di residui del riprocessamento del combustibile (separazione di materiale riutilizzabile dal rifiuto) effettuato all'estero e del combustibile non riprocessabile.


LA PROSSIMA SETTIMANA LA MAPPA

«Il Deposito Nazionale - spiega il Ministero nella nota - è un'infrastruttura ambientale di superficie dove saranno conferiti i rifiuti radioattivi prodotti in Italia, generati dall'esercizio e dallo smantellamento delle centrali e degli impianti nucleari, dalle attività di medicina nucleare, industriali e di ricerca. Insieme al Deposito Nazionale sorgerà un Parco Tecnologico, nel quale saranno avviate attività di ricerca specializzata».

«La disciplina europea richiede che ciascun Paese si dia una strategia per gestire in sicurezza i rifiuti radioattivi - prosegue il Ministero -. La Direttiva 2011/70/EURATOM prevede che la sistemazione definitiva dei rifiuti radioattivi avvenga nello Stato membro in cui sono stati generati. La maggior parte dei Paesi europei si è dotata o si sta dotando di depositi».

«La CNAPI - prosegue il Ministero - è predisposta dalla Sogin (la società pubblica che si occupa dello smantellamento degli impianti nucleari, n.d.r.). Dopo la validazione da parte di Ispra, su nulla osta dei Ministeri, la Sogin avvia la consultazione pubblica. Sono in corso al riguardo ultimi adempimenti, che potranno essere completati nei prossimi giorni. L'iter per la realizzazione del Deposito è presidiato di verifiche e requisiti molto stringenti ed ha tutte le garanzie per un'ampia partecipazione pubblica».

«Il Deposito Nazionale - scrive ancora il Mise - è una struttura necessaria per il Paese, dal momento che, una volta realizzata, consentirà di gestire in modo più sicuro, razionale e controllato i rifiuti radioattivi in Italia. Il deposito è inoltre previsto anche per il rientro in Italia dei rifiuti radioattivi derivanti dal riprocessamento del combustibile nucleare all'estero, rispettando così gli impegni assunti dal Governo italiano. Il ritardo nell'avvio dell'iter - prosegue il Ministero - rallenta la razionalizzazione della gestione dei rifiuti radioattivi, aumenta il costo per il sistema (a carico delle bollette elettriche, per la parte connesse alle ex centrali nucleari), ritarda la liberazione delle aree attualmente sedi di depositi temporanei».

«Anche la Commissione parlamentare di inchiesta sui rifiuti si è più volte occupata in modo approfondito del problema della gestione dei rifiuti radioattivi - conclude il Mise -, chiedendo al Governo di superare il tema della mancata pubblicazione della CNAPI e criticando il ritardo dell'Italia nel trasmettere alla Commissione Europea il Programma nazionale previsto dalla direttiva 2011/70/EURATOM».