AMBIENTE

Rifiuti, Mazzocca contro Galletti: «peggior ministro dell’Ambiente della storia repubblicana»

«Decisione ingiustificata e dannosa per l’Abruzzo»

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Rifiuti, Mazzocca contro Galletti: «peggior ministro dell’Ambiente della storia repubblicana»

Mario Mazzocca

 

 

ABRUZZO. «Il peggior ministro dell’ambiente nella storia repubblicana, Gian Luca Galletti, ha confezionato un ennesimo “regalo” a danno della Regione Abruzzo e dei sui cittadini».

 

Non si trattiene il sottosegretario Regionale Mario Mazzocca con delega ad Ambiente ed Ecologia nel commentare la decisione del Governo di procedere ad impugnare il nuovo Piano Regionale di Gestione Integrata dei Rifiuti.

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del ministro Galletti, il 16 marzo scorso ha deliberato il mandato all’Avvocatura dello Stato per procedere ad impugnare il Piano Regionale di Gestione Integrata dei Rifiuti, approvato nel dicembre scorso dal Consiglio Regionale e "faticosamente" pubblicato su BURAT Speciale n°12 del 31/01/2018 (ovvero dopo ben 50 giorni).

«Il motivo della proposta di impugnazione è semplice», dice Mazzocca: «dati e contenuti del Piano regionale smentiscono clamorosamente quelli del governo, in base ai quali - non veritieri e massimamente errati - lo stesso intende perseguire la realizzazione di un inceneritore sul nostro territorio regionale».

Il sottosegretario rivendica e difende il lavoro fatto fin qui: «abbiamo avuto modo di dimostrare come non sussistono condizioni oggettive di sorta per insediare un inceneritore in Abruzzo, che risulta inequivocabilmente insostenibile sotto il profilo tecnico, ambientale, economico e finanziario. Per altro, al fine di avvalorare il suo intento, il Governo evidenzia motivazioni pleonastiche e non suffragate dai dovuti approfondimenti di natura tecnico-amministrativa ed arriva persino ad accusare la Regione di non aver contratto accordi interregionali per sopperire temporaneamente al tema della quota secca residua: evidentemente il funzionari Ministeriali non hanno letto le carte che gli abbiamo inviato da tempo».

 

«MARCOZZI (M5S) NON SA QUELLO DI CUI PARLA»  

Ma Mazzocca se la prende anche con gli esponenti dell’opposizione: «non commento le sconclusionate dichiarazioni della Marcozzi. Provo il solito senso di sconforto che mi viene dal constatare che la consigliera continua a intervenire su questioni che non conosce o che, evidentemente, si rifiuta ostinatamente di studiare o approfondire».

E su Mauro Febbo: «avendo operato poco e male quando era assessore regionale, oggi prenda per oro colato le affermazioni del governo e, sperando nella memoria corta degli abruzzesi, imputi a questo Esecutivo responsabilità che ricadono interamente sulla giunta della quale egli faceva parte. Febbo arriva addirittura a citare il caso della centrale di compressione SNAM di Sulmona, contro la quale la Regione insieme a Comune, Provincia e Comitati Cittadini, sta conducendo una dura battaglia giudiziaria, ma non dice che quando lui era assessore, la Regione Abruzzo è stata continuamente assente, non formulando parere alcuno, nel procedimento per il Decreto di Compatibilità Ambientale del 27 marzo 2011 che diede il definitivo ‘via libera’ all’opera. Febbo non ricorda che la legge imponeva all’Abruzzo di adeguare il proprio Piano Rifiuti entro l’anno 2013, ma nonostante la scorsa consiliatura sia durata sei mesi in più rispetto alla scadenza naturale tale incombenza è stata portata a termine dalla attuale maggioranza di Centro-Sinistra».

«Incapace di accettare il suo fallimento, il sottosegretario scade in dichiarazioni strumentali», gli risponde Febbo. «Capiamo che le deliranti esternazioni di Mazzocca siano dettate dall’irrequietezza e dal nervosismo, ma sono inaccettabili e fuori luogo».

 

«INCENERITORE INSOSTENIBILE»

«La verità - incalza il Sottosegretario - è che abbiamo dimostrato al Governo come la chiara insostenibilità dell’ipotesi 'Inceneritore' in Abruzzo dal punto di vista ambientale (sia per configurazione geomorfologica che per condizioni microclimatiche) aumenta sensibilmente sotto il profilo economico-finanziario: infatti, la quantità di indifferenziato prodotto, che negli ultimi tre anni è diminuita drasticamente, renderebbe oltremodo negativo il rapporto costi-benefici di un’impresa siffatta nella nostra Regione. In poche parole, l’Abruzzo produce una quantità di ‘rifiuto indifferenziato’ (che si riduce costantemente giorno dopo giorno) del tutto insufficiente a supportare la produttività di un impianto di incenerimento. A meno che qualcuno non pensi di sopperire a tale mancanza con rifiuti provenienti da altre Regioni, per esempio da Roma Capitale, laddove le croniche criticità del sistema di gestione dei rifiuti sono lontanissime dall’essere risolte. Anzi …».

 

«È veramente singolare che un Governo che non ha dato seguito a un atto dovuto, “dimenticando” per anni in un cassetto la perimetrazione del Parco Nazionale della Costa Teatina disegnata da un commissario ad acta appositamente nominato, si ricordi invece dell’Abruzzo dopo essere stato politicamente delegittimato dall’esito nelle votazioni con un intervento illogico e dall’aria addirittura punitiva rispetto alle aspettative della Regione e della stragrande maggioranza dei cittadini».

«L’incenerimento – aggiunge il delegato Abruzzo del WWF Luciano Di Tizio - non può mai essere una soluzione: i dati scientifici disponibili dicono in larghissima maggioranza che nessun filtro riesce ad azzerare i rischi per la salute che provengono da questo tipo di impianti».