FINANZIAMENTI

Avanzamento della spesa in agricoltura: l’Abruzzo, fanalino di coda

«Chiamata a restituire milioni di euro a Bruxelles»

WhatsApp PdN 328 3290550

Reporter:

WhatsApp PdN 328 3290550

Letture:

317

AGRICOLTURA

 

ABRUZZO.  E’ stato pubblicato il rapporto sullo stato dell’avanzamento della spesa in Agricoltura al 31.12.2017 e non ci sono buone notizie.

Il Mipaaf colloca per l’ennesima volta la regione Abruzzo al quartultimo posto con il misero 6,08% in termini di spesa sul Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020. La Regione Molise riesce a spendere il doppio dei fondi assegnati e la Sardegna il triplo, entrambe regioni in transizione come la nostra. Come se non bastasse – annuncia il consigliere regionale Mauro Febbo – arriva anche la doccia fredda da Bruxelles: bisogna restituire all'Europa i fondi non spesi.

In tre anni (2015/17) si sono spesi solo 29.143.294 euro. Adesso come si faranno a spendere 44.458.159 euro in dieci mesi, domanda Febbo.

 Gran parte purtroppo torneranno indietro.

«Un danno enorme al comparto agricolo, al PIL della nostra regione e all’immagine istituzionale nei confronti di Bruxelles con gravi conseguenze durante le prossime assegnazioni dei fondi FEARS.  Questo è il risultato delle politiche rurali messi in campo dal D’Alfonso e Pepe», continua Febbo.

«Gli agricoltori chiudono le loro attività e imprese per colpa dell’inefficienza e la lentezza della Regione Abruzzo. I dati sono incontrovertibili e oggettivamente inconfutabili,  rivelano che a quasi quattro anni dall’inizio del Programma di Sviluppo Rurale la Giunta ha speso solo il 6,08% dei 432 milioni di euro messi a disposizione dall'Europa nel settore primario». Q

uesto scrive l’Ente del Ministero nel report, lo ha sottolineato la Commissione Ue nei suoi richiami alle regioni ‘asine’, comprese l'Abruzzo, e lo si nota parlando con gli imprenditori agricoli ormai esausti dalle lungaggini e stallo in cui si trova la Regione di centrosinistra.

«Spero e mi auguro che il presidente e l’assessore invece di replicarmi accusando il sottoscritto di responsabilità, che ormai non è più assessore da quattro anni, si decidano di intervenire all’interno della Direzione politiche agricole per un ampia e profonda riqualificare degli uffici e dare piena autonomia e fiducia alle tante professionalità presenti che in questi anni sono state mortificate e ridimensionate in svariate e incomprensibili mansioni», chiude Febbo.