CODICE ROSSO

Atti aziendali a rischio: la Regione smemorata pasticcia con la riorganizzazione della sanità

I tavolo di monitoraggio non ha potuto controllare una delibera fondamentale

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Riorganizzazione ospedali, in Commissione Sanità arriva Muraglia: «nessuna risposta concreta»

Muraglia e Paolucci

 

ABRUZZO. Da qualche settimana la giunta regionale ha approvato i nuovi atti aziendali delle Asl. Non sono mancate le polemiche che hanno di fatto persino spaccato la giunta di centrosinistra con l’emersione e la “pubblicizzazione” della posizione dissidente dell’assessore Donato Di Matteo che da anni non vota più delibere sanitarie in aperto contrasto con D’Alfonso e Paolucci.

Le delibere approvano i nuovi atti aziendali e tutto quanto comporta la gestione di ogni singola Asl. Compresi ovviamente i servizi erogati, i reparti, le modifiche, i potenziamenti ed i tagli.

Molto hanno fatto discutere i provvedimenti che hanno riguardato gli ospedali minori e con alcune modifiche sopraggiunte dopo l’approvazione del piano operativo, la Bibbia della sanità abruzzese voluta dall’assessore Silvio Paolucci che con i rigorosi tagli avrebbe dovuto garantire il pareggio di bilancio.

Il pareggio non c’è ma i tagli sono rimasti e non si sono ancora rimarginati anche se con l’osservazione più blanda del tavolo di monitoraggio si è cercato di apportare  qualche modifica che ammorbidisse la rigidità iniziale del “piano Paolucci”.

Modifiche avvenute appunto nelle ultime settimane creando malumori sia per il momento (in piena campagna elettorale) sia per le modalità utilizzate che potrebbero persino generale l’illegittimità degli atti adottati.

 

 Tra le prime modifiche al piano lacrime e sangue ci furono gli ospedali di Penne e Popoli (quest’ultimo baciato anche da un famoso emendamento Castricone….)   e poi con la motivazione del terremoto il declassamento è stato per ora sospeso con salti mortali amministrativi che per ora resistono e fanno contenti tutti (...il fine giustifica i modi…) 

Gli altri ospedali, invece, non meritavano la stessa sorte fino a qualche settimana fa quando è intervenuta una nuova decisione della giunta sull’ospedale di Atessa .

 

Poi è arrivata l’approvazione dell’atto aziendale della Asl di Chieti che modifica ulteriormente alcuni reparti e servizi  per esempio a Vasto dove misteri incombono su Emodinamica mentre c’è la certezza del declassamento di gastroenterologia che pareva fosse una eccellenza… 

E’ stato poi approvato anche l’Atto aziendale della Asl di Pescara con gli stessi strascichi e problemi. 

 

Modifiche che accontentano qualcuno e scontentano altri ma che al di là delle opinioni dovrebbero seguire logiche inattaccabili e perseguire sempre l’interesse pubblico di un servizio sanitario che sia il migliore possibile.

 

REGIONE SMEMORATA

Ora però si scopre che tutto il lavoro degli ultimi mesi potrebbe essere vanificato per una semplice e incredibile svista dell’assessorato alla sanità che vede al vertice ancora il direttore Angelo Muraglia, elogiato, ripescato e coccolato dall’assessore Paolucci.   

 

E’ successo, infatti, che la Regione abbia trasmesso al tavolo di monitoraggio di Roma (che controlla ancora i conti sanitari abruzzesi) la delibera n. 402/2017  che modifica la delibera n. 78/2017 di approvazione delle Linee guida per la redazione degli Atti aziendali, e approva – con prescrizioni – l’atto aziendale dell’ASL Lanciano-Vasto-Chieti.

 

Il punto è che sono state inviate le modifiche ma non il documento che si va a modificare impedendo ai controllori romani di poter valutare la correttezza della operazione.

E la correttezza ruota tutta intorno ad una condizione: il rispetto del piano operativo approvato che ha permesso l’uscita dal commissariamento.

Se le modifiche successive sono in linea con quanto approvato è tutto ok e non ci saranno problemi. Se, viceversa, le modifiche successive operano cambiamenti sostanziali allora potrebbe essere tutto annullato da Roma con l’ennesimo cartellino rosso.

 

Ad onor del vero chi è pronto a scommettere sul “rosso” è in buona compagnia  che si tratti di politici o di sindacati ma il punto è che a scontare le conseguennze e gli effetti saranno comunque i cittadini.

 

In caso di osservazioni dei ministeri tutti gli atti aziendali dovranno essere riapprovati ma dopo le modifiche imposte questa volta da Roma.

Il che significa che dopo le prime modifiche del piano operativo e le ulteriori modifiche successive bisognerà cambiare ancora creando non poche ripercussione nei reparti.

Ad esempio, l'eliminazione della unità operativa complessa di emodinamica a Pescara potrebbe ricomparire così come potrebbe ricomparire l’unità complessa di gastroenterologia a Vasto sacrificata per una Unità Operativa complessa del rischio clinico creata dal nulla e aggiunta alle altre come per magia.

 

 

Insomma sanità abruzzese è ancora nelle sabbie mobili e nel pantano in attesa che la distrazione elettorale passi in fretta e si sanino i vulnus pluriennali.

La sanità abruzzese non è ancora fuori pericolo.