PETROLIO

Vuole trivellare in Abruzzo ma le sue azioni calano del 99.75% in tre anni

La scoperta della professoressa Mariarita D’Orsogna

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Vuole trivellare in Abruzzo ma le sue azioni calano del 99.75% in tre anni

 

 

ABRUZZO. Un vero e proprio crollo. Solo così si può definire quello che è accaduto al valore delle azioni della Avanti Energy la ditta che vuole trivellare a Bomba.

La professoressa Maria Rita D’Orsogna, motore di tante battaglie ambientaliste, sul suo blog ha fatto una panoramica dal settembre 2014 al gennaio 2018 e ha scoperto che da 4.40 dollari l'una nel 2014 il valore delle azioni sono scese a 11 centesimi. Un crollo del 99.75%

Il progetto per estrarre gas da "Colle Santo -Monte Pallano" a Bomba nel chietino si trascina da anni: più volte bocciato, è resuscitato con una variante. Invece che trattare in loco in gas a Bomba, l'idea è di portarlo a Paglieta, a venti chilometri di distanza da Bomba,  eliminare qui le impurità sulfuree e poi commercializzarlo.

«Avevamo lasciato i nostri amici della Forest Oil Corportation di Denver, i primi proposti trivellatori di Bomba, a leccarsi le ferite nel 2014. A quel tempo erano piegati dai tanti investimenti poco fruttuosi, dai debiti, da multe ambientali e un po' anche dal popolo d'Abruzzo che gli aveva fatto perdere almeno 35 milioni di dollari con la questione Bomba», ricorda D’Orsogna.

«Nel 2014 la Forest Oil chiude e si vende alla Sabine Oil, ditta texana. Ma la compravendita non ha successo. Anche la Sabine Oil finisce in fallimento nel 2015. Il ramo italiano della Forest Oil viene venduto ad una ditta fondata ad Amsterdam, e con sede legale a Dubai, la Dove Oil. Con la vendita alla Dove Oil (che sta per petrolio colomba!), la Forest Oil-CMI viene nominata semplicemente CMI. Le parole Forest Oil scompaiono. Alla guida della Dove Oil e' il suo fondatore Mario Panebianco.

Per anni si era occupato di assistere petrolieri stranieri a fare affari in Italia. Uno dei suoi vecchi partners e' Derek Musgrove, che poi e' stato Managing Director della Northern Petroleum, ditta che invece ha la Puglia come area di interesse primario per trivellare».


«In questo caso Panebianco, forse fiutando affari, decide di comprare lui stesso quel che restava dei progetti petroliferi per Bomba invece che aiutare terzi», ricostruisce ancora D’Orsogna.

La Avanti Energy invece viene fondata nel 2011 da un gruppo di affiliati o ex affiliati alla Forest Oil Corporation. Il suo presidente John McIntyre era un ex manager della Forest Oil.  Lo scopo della Avanti Energy e' di sfruttare giacimenti "maturi" negli USA ed altrove.

Nel 2015, la Avanti Energy compra la CMI dalla Dove Oil. A guidare le operazioni giornaliere della CMI a Bomba e' Mark Frascogna, anche lui ex Forest Oil.


«Nel 2015 la Avanti Energy e la sua affiliata nuova di zecca CMI entrano in partnership con la Shell per la commercializzazione a "lungo termine" del gas di Bomba, proprio perchè non hanno l'infrastruttura e le capacità per farlo da soli», continua la professoressa abruzzese.



LA QUOTAZIONE IN BORSA

La Avanti Energy ha sede a Vancouver e viene quotata sulla borsa di Toronto chiamata TSX-V,  dedicata a ditte minori, principalmente di oil and gas o di altre industrie di materie prime.

«E, voilà... dal 2014 ad oggi le azioni della Avanti Energy sono crollate da 4.40 dollari canadesi l'una a 11 centesimi circa in questo inizio del 2018», ricostruisce ancora D’Orsogna, «è un crollo del... 99.75% del valore inziale! Dalla loro pagina web appare che abbiano come principale obiettivo, e forse l'unico, quello di trivellare Bomba.  Infatti non c'è nessun altro progetto in lista».

D’Orsogna pone diversi quesiti: che esperienza diretta ha la Avanti Energy, fondata nel 2011, in reparto trivelle? Che liquidità hanno per veramente assicurarsi che tutto vada come dovrebbe andare nell’ipotesi che riescano a trivellare? Con quali fondi monitorano l'impianto estrattivo, l'impianto di raffinazione e l'intero tracciato di venti chilometri fra Bomba-Paglieta per i venti o trenta anni dell'attivita' di tale oleodotto?

Sopravviveranno davvero così a lungo?

«Io non credo», dice D’Orsogna. «Non era saggio che l'Abruzzo venisse trivellato dalla Forest Oil, attiva dal 1918 al 2014, ancora meno può essere saggio che la nostra regione venga trivellata da una ditta microscopica le cui azioni sono in un declino inarrestabile».