ONESTA' E DEMOCRAZIA

M5S: «no turpiloquio, solo comportamenti ineccepibili»: ecco come arrivare in Parlamento

Sul blog spiegati i motivi di alcune esclusioni impreviste. Ma gli esclusi promettono battaglia

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M5S: «no turpiloquio, solo comportamenti ineccepibili»: ecco come arrivare in Parlamento


ABRUZZO. No turpiloquio, lealtà e correttezza nei confronti degli altri iscritti, comportamenti eticamente ineccepibili: sono questi i parametri rigidi utilizzati dai vertici del Movimento 5 Stelle per scremare i candidati ammessi e quelli esclusi alle Parlamentarie.

Non tutti l’hanno presa bene ed alcuni di quelli che oggi sono rimasti fuori (e lo hanno appreso con grande sconcerto nel modo peggiore) probabilmente non conoscevano questi parametri che sono stati spiegati solo qualche giorno fa sul blog dopo il montare delle proteste.

In pratica moltissimi candidati, iscritti regolarmente al movimento, con tutte la carte in regola sono stati esclusi e a loro è stato interdetto il diritto di candidarsi e di farsi votare.

L'esclusione è stata appresa dai diretti interessati al momento della pubblicazione delle liste quando hanno scoperto che il loro nome non c’era.

«Alcuni si sono lamentati dell'esclusione dalle liste, è vero», si legge sul blog ufficiale.

«È stato fatto per tutelare al massimo il MoVimento 5 Stelle. Per esempio anche il turpiloquio nei confronti degli avversari politici a mezzo social è stato considerato ostativo ai fini della candidatura».

Insomma sono lontanissimi i tempi del Vaffa Day quando il turpiloquio evidentemente era ammesso.

«Inoltre era richiesto ai sensi dello Statuto e del Codice Etico di astenersi», si legge sempre sul blog, «da comportamenti che possano pregiudicare l’immagine o l’azione politica del MoVimento 5 Stelle e attenersi a criteri di lealtà e correttezza nei confronti degli altri iscritti, di mantenere comportamenti eticamente ineccepibili, anche a prescindere dalla rilevanza penale degli stessi. Stare nel MoVimento 5 Stelle d'altronde non è finalizzato alla Candidatura».

Si tratta di regole interne al movimento difficili da contestare ma pare che non tutti ne fossero a conoscenza e soprattutto pare che a nessuno siano stati contestati nello specifico i comportamenti che sono stati sanzionati.

Una modalità pericolosa quella adottata da Casaleggio sotto diversi punti di vista, sia perchè in campagna elettorale aprire a queste diatribe non aiuta e sia perchè un movimento per dirsi davvero democratico non può avviare meritoriamente una piattaforma web per la consultazione e poi d’imperio operare epurazioni tra i propri iscritti. Tra i principali diritti dell’uomo c’è quello di conoscere nello specifico le accuse mosse per potersi difendere. In mancanza di questi dettagli fioriscono leggende circa liste preparate dai responsabili dei territori per fermare chi non si sia adeguato al movimento forse in alcuni casi esponendo e contestando, cosa che pare non sia ben vista.  


TUTTI I NOMI UFFICIALIZZATI DOMENICA

Intanto a Pescara C'è chi l'ha chiamata la risposta del Movimento alla Leopolda renziana, chi le "Frattocchie" a 5 Stelle ma la tre giorni organizzata a Pescara sotto il grande titolo di Villaggio Rousseau si configura, in queste ore, anche come una sorta di "talent" con i potenziali candidati che, tra speranza e qualche malumore, attendono per domenica i risultati delle parlamentarie che potrebbero proiettarli nei Palazzi della politica.

Sarà infatti nell'ultima giornata della kermesse, quella che vedrà sul palco il capo politico Luigi Di Maio, che i vertici del M5S annunceranno le liste dei candidati pentastellati in Parlamento.

«Vedrete tanti spaccati della società che hanno aderito al Movimento», assicura Di Maio e, già oggi, all'ex fabbrica dell'Aurum arriveranno diversi candidati esterni al M5S. Nel frattempo, a presenziare le sale dell'Aurum sono i portavoce nazionale e regionali impegnati ad illustrare ad attivisti e potenziali candidati i vari panel del programma di governo.

Con un'incursione nella piattaforma Rousseau e nei meandri della cittadinanza digitale, che, oggi, vedrà sul palco l'allievo di Macluhan, il sociologo Derrick de Kerkhove.



SABATINI PROTAGONISTA

A fare da "madrina" della kermesse è invece Enrica Sabatini, consigliera comunale di Pescara esperta di e-learning e coordinatrice degli eventi Rousseau in giro per l'Italia.

I quotidiani nazionali l’hanno scoperta dopo la trasferta brasiliana al fianco di Davide Casaleggio e qualcuno l’ha ironicamente paragonata a Maria Elena Boschi, organizzatrice della Leopolda?

«Non fate parallelismi, mio padre è un bancario», afferma l'esponente abruzzese con un filo di ironia.

Per la sale dell'Aurum è invece un viavai di "candidabili", spesso accompagnati dai loro collaboratori.

E, nonostante si parli di click e non di urne, le dinamiche non sono così lontane da quelle tradizionali.

«Il candidato per cui lavoro è conosciuto, sono ottimista», spiega un attivista calabrese auspicando, per l'uninominale, «un imprenditore, un esponente della società civile che "tiri"».

Perché, ammette, «alle cordate bisogna controbilanciare altre cordate».

E di pacchetti di voti, stavolta interne al M5S, parla anche un senatore del Movimento.

«Durante le votazioni mi ha chiamato un amico e mi ha detto che c'era una cordata non per ma contro di me, mi sembra incredibile». E forse anche per questo assieme ai candidati ad attendere le liste, domenica, sono i parlamentari uscenti. Perché la sicurezza di farcela, alle primarie online, non ce l'hanno in tanti.

 


GRILLO CEDE SIMBOLO E FRENA LINEA DI MAIO: «NO A ALLEANZE»

Intanto a circa 45 giorni dalle urne torna in campo Beppe Grillo. Lo fa al Viminale, nella giornata del deposito di un simbolo del quale, tuttavia, non è più padrone.

E' un Grillo presente ma ancora distante, infatti, quello che si affaccia sul M5S in vista delle Politiche. Da un lato dà un segnale a chi lo voleva ormai un ex: è lui, con Luigi Di Maio e Davide Casaleggio a depositare il nuovo simbolo. E' lui, in una fredda mattinata al Viminale, a dominare la scena.

Sarà lui, negli ultimi giorni della campagna, a dare il là al rush finale per il voto.

Ma, allo stesso tempo, Grillo prende le distanze dalla linea "dimaiana".

Le alleanze con chi ci sta?

«E' come dire che un giorno il panda può mangiare carne cruda», è lo stop del Garante a qualsiasi ammiccamento. Con Leu o con la Lega.

«I duri e puri finiscono mangiati», replica il leader della sinistra Pietro Grasso. Ma è il Movimento delle origini quello che Grillo cerca insomma di riportare a galla dopo giorni e giorni di potenziali convergenze e con un programma di governo non più urlato, ma "competente".

Ed anche sulle parlamentarie tra Grillo e Di Maio emergono punti di vista diversi.

«Se ci sono stati errori recupereremo», spiega il Garante soffermandosi sul vespaio di proteste levatosi durante e dopo le votazioni.

«Errori non ce ne sono», taglia corto Di Maio che, da capo politico, ha l'ultima parola sulle candidature.

Ora, sul simbolo, non compare più la scritta "Movimento5Stelle.it" ma "IlblogdelleStelle.it", il sito che, a ore, sostituirà il blog di Beppe Grillo come piattaforma politica del Movimento.

Un modo anche per rispondere al ricorso, accolto dal Tribunale di Genova, degli attivisti storici della prima associazione.


E stamattina l’ulteriore specifica: «Abbiamo un unico programma presentato ieri assieme al simbolo e un unico candidato premier. Come sempre abbiamo detto, la sera delle elezioni, se non dovessimo aver raggiunto la maggioranza assoluta, faremo un appello pubblico a tutti i gruppi e chiederemo di dare un Governo a questo Paese sui temi. No spartizioni di poltrone o di potere, ma soluzioni concrete ai problemi del Paese».