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Sanità Abruzzo, maxi disavanzo nonostante i tagli e le smentite

L’ora della verità si avvicina inesorabile insieme alle elezioni

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Sanità Abruzzo, maxi disavanzo nonostante i tagli e le smentite

Mauro Febbo

 

ABRUZZO. Dopo 18 giorni la Regione Abruzzo non ha trovato il tempo per informare e dettagliare sull’ultima seduta di controllo del tavolo di monitoraggio della sanità.

Le uniche informazioni a disposizioni sono queste pubblicate all’ora in attesa del verbale che non è stato ancora rilasciato ed è ancora in fase di revisione. 

Avevamo poi pubblicato altri documenti -sempre della Regione- nei quali si faceva il punto della situazione a metà anno e si stabiliva un disavanzo di circa 45 mln di euro in soli sei mesi, dato che ha sconcertato lo stesso assessore Paolucci che in giunta propose di non approvare i conti delle Asl perchè i manager si erano discostati dalle norme rigide imposte dal tavolo di monitoraggio e poi dalla Regione.

Un fatto talmente grave che -in caso di approvazione di quei conti delle Asl- avrebbe persino potuto far scattare il licenziamento in tronco dei manager per gravi inadempienze.  

Nel frattempo il consigliere Mauro Febbo (Fi) in una conferenza stampa oggi torna all’attacco e denuncia il disavanzo ben maggiore delle stesse previsioni del centrosinistra e riscoppia la polemica «politica preelettorale», bollata dal Camillo D’Alessandro chiamato in questa occasione a difendere la Regione Abruzzo e l’assessorato alla sanità, Silvio Paolucci.

Se Febbo produce poche carte ben scelte, dall’altra parte, rimangono solo dichiarazioni, chiare e di un certo peso, che, però, potrebbero infrangersi contro una verità che sarà svelata nel volgere di poco tempo e la Regione, sul tema, ha perso molte occasioni e credibilità.

 

Febbo spiega che la relazione inviata dall'Advisor  Kpmg si concentra sui risultati al 30.O9.2017 e proietta l’esito finale in una perdita di circa 52.691.000 di euro, di cui circa 8/10 milioni di euro della Asl di Pescara, circa 12/14 milioni di euro dell’Asl di L’Aquila e oltre 24/26 milioni di euro dell’Asl di Chieti.



«Questo pessimo risultato», dice, «va aldilà di quello programmato di 23.665.000 euro di disavanzo che il Tavolo già conosceva e su cui aveva già espresso rimostranze e chiesto correttivi.  Il dato era  già conosciuto dai vertici regionali che sono  intervenuti con la DGR 571 del 11.10.2017 in cui si ordinava ai "Direttori Generali di predisporre una relazione dettagliata sull'andamento dei costi (...) e le ulteriori azioni di razionalizzazione da attuare nel corso dell'esercizio 2017"  cioè nei restanti  due mesi e mezzo. In parole povere, si ordinava alle Asl i tagliare (azzerare a dire il vero) i fondi e, soprattutto, i servizi e le prestazioni nei confronti dei cittadini.  Niente più medicine (il richiedere ai pazienti di portarle da casa già era una consuetudine, ma ora si tratta di quelle oncologiche ecc...) protesi, rinvio di interventi ecc.. Nessuna analisi, invece, viene effettuata sulle eventuali cause né un contestuale esame della spesa extra sanitaria e magari sulla decisione di tagliare spese di prestazioni servizi (non squisitamente sanitarie), amministrative, consulenze ecc. »  

Inoltre a questo si dovrebbe aggiungere un cifra pari a 42,6mln di euro che la Asl di Chieti dovrà corrispondere alla curatela fallimentare di Villa Pini nell’eterna lotta per rimettere in ordine i vecchi conti della clinica ormai svuotata.

Altri milioni che dovranno uscire dalle casse pubbliche.

Anche la spesa farmaceutica dell'Abruzzo, in base ai dati Aifa (Agenzia italiana del Farmaco) «monitoraggio del 20.10.2017  (base dati gennaio-giugno2017) risulta complessivamente maggiore dei tetti per 38,3 milioni di euro e sulla base di tali dati la Regione Abruzzo si classifica dal 3 al 6 posto tra le Regioni peggiori rispetto ai tetti previsti dalla norma (L. 232/2016)» .

 


 ANCORA KPMG... 

«Ciò che mi e ci preoccupa», aggiunge Febbo, «è che si chiede ai Direttori Generali ed ai responsabili dei dipartimenti e dei reparti di tagliare. Ma i  tagli riguardano solo ed esclusivamente le prestazioni sanitarie e non tutto il resto».

 

L’ultimo caso eclatante è la delibera n. 696 del 31 luglio 2017 in cui la Asl di Pescara, capofila, affida alla Kpmg (già affidatario di Advisor per la nostra regione) in raggruppamento con altri soggetti tra cui l’Università Bocconi, «servizi professionali di supporto al percorso attuativo finalizzato al raggiungimento degli standard organizzativi contabili e procedurali necessari a garantire la verificabilità  dei bilanci Asl» per il triennio 2017-2019 alla modica cifra di euro 7.857.684 (base di gara  12.000.000).

Il secondo classificato, Ernest Young - Luiss, aveva fatto offerta economica più bassa ma il punteggio tecnico ha prevalso.

Si pagheranno tariffe giornaliere a tecnici: al responsabile di progetto euro 731, al project manager euro 600, al consulente senior  euro 480, a quello junior euro 272.

Da anni si parla delle spese in favore di Kpmg che per la Regione è advisor, cioè l’angelo custode dell’assessorato alla Sanità e che dovrebbe aiutare a ridurre i debiti che come si è visto pare si faccia grossa fatica a raggiungere l’obiettivo.

E così negli anni con lo slogan «dobbiamo pagare per risparmiare»  la Kpmg c’è sempre e Febbo la scova pure nel famoso tavolo per la definizione del Project financing dell’Ospedale di Chieti.

«A quale titolo e quale prezzo, sarà oggetto di indagine», annuncia Febbo,

 

D’Alessandro (Pd) per la Regione ricorda che i contenzioso di Villa Pini nasce durante l’era Chiodi (magari però i presupposti durante l’era Del Turco…) e che l’Abruzzo è stata la prima regione  ad uscire dal commissariamento.

Speriamo che non si anche la prima a rifinirci dentro perchè da sempre i tecnici romani dei ministeri della sanità ed economia non sono mai stati entusiasti dei conti abruzzesi a differenza dei rispettivi ministri.

 

 

Delibera Asl Pescara 696-1 by PrimaDaNoi.it on Scribd