CONSENSI E RIFIUTI

Abruzzo. Rifiuti, un altro progetto per accogliere altra spazzatura dal Lazio

Febbo (Fi) contro M5s e ambientalisti: «incoerenti e stranamente silenziosi»

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Abruzzo. Rifiuti, un altro progetto per accogliere altra spazzatura dal Lazio

 

 

 

 

 

ABRUZZO. Arriveranno nelle discariche abruzzesi 300 tonnellate di indifferenziata della Città di Roma: un aiutino non da poco che aiuterà la Capitale a trascorrere un Natale sereno.

 

Il via libera è arrivato in Consiglio regionale con la Legge dei 'Rifiuti', approvata anche grazie alla presenza in aula delle minoranze.

 

Il sottosegretario delegato all’Ambiente, Mario Mazzoca, durante i lavori consiliari ha lodato e ringraziato della presenza in Aula delle minoranze, riconoscendo anche il gran lavoro fatto nel precedente Governo regionale.

«L’Abruzzo ha deliberato il rinnovo anche per il 2018 dell’accordo già in atto con il Lazio per il trattamento di rifiuti urbani nell’impianto (non in 'discarica') ACIAM Spa di Aielli  per un quantitativo massimo di 180 tonnellate/giorno e comunque non oltre le complessive 40.150 tonnellate/anno», spiega Mazzocca.

 

 L’esponente di Forza Italia, Mauro Febbo, attacca alcuni comportamenti «incoerenti», come quello del Movimento 5 Stelle: «a quanto pare hanno capito fin troppo bene i meccanismi della politica. Forse i rifiuti della Raggi - precisa il consigliere di FI - sono migliori rispetto a quelli provenienti da altre Regioni d'Italia? Come mai sono rimasti in aula anche loro per garantire il numero legale, ma non gridano all' inciucio, come fanno normalmente nei confronti del centrodestra?»

 

Ma Febbo ha qualcosa da dire anche ai movimenti ambientalisti: «rimango stupito dal loro silenzio. Non alzano la voce sul vertiginoso aumento della disponibilità delle discariche, passando da 513.427 metri cubi al 31.12.2015 a 1.646.000, praticamente è più che triplicato. Prendere i rifiuti provenienti da Roma lo reputo una decisione poco coerente e fatta con molto leggerezza poiché andrà a incidere in maniera decisiva nei processi di smaltimento occupando e riempiendo maggiormente le nostre vasche».

 

 

Forza Italia ha evidenziato in aula le motivazioni della sua contrarietà alla proposta ma «con senso di responsabilità, è rimasta in aula ben consapevole di scongiurare ed evitare alla nostra Regione il rischio di infrazioni europee che di conseguenza ricadrebbero nelle tasche degli abruzzesi».

 


 UN ALTRO ACCORDO IN VISTA

Sempre Mazzocca ha spiegato che dalle notizie assunte presso gli uffici regionali, «a causa della evidente forte crisi organizzativa del settore nella Regione Lazio», è in fase di studio una seconda richiesta della stessa confinante Regione volta alla definizione di un ulteriore accordo Abruzzo-Lazio, per poter trattare rifiuti urbani, a valle di  ricerca di manifestazione di interesse svolta dalla regione Lazio verso più regioni, che prevederebbe il conferimento/trattamento di rifiuti urbani per massimo 100 t/g (per 300 giorni lavorativi) rispettivamente agli impianti della DECO Spa (impianto di recupero/CSS di Chieti e COGESA Spa, Impianto di trattamento meccanico biologico – TMB di Sulmona (AQ) che hanno risposto positivamente alla manifestazione di interesse.

Quindi, l’ulteriore accordo in fase di studio prevede in totale massimo di 200 t/g (per 300 giorni lavorativi), che si aggiungerebbero a quelli già prorogati per il 2018 ad ACIAM Spa.

«Dunque», riepiloga Mazzocca, «per il2018, nell’eventualità la Giunta Regionale decida di sottoscrivere l’ulteriore accordo, in Abruzzo verrebbero conferiti per il trattamento un massimo di 380 t/g (per 300 giorni lavorativi), per un totale di 114.000 tonnellate, che interesserebbero 3 impianti: ACIAM Spa/Aielli (AQ) - COGESA Spa/Sulmona (AQ) e DECO SpA/CH».




BERARDINETTI SODDISFATTO

«L’approvazione del piano regionale di gestione dei rifiuti rappresenta un importante risultato per l’intero Abruzzo», commenta invece il consigliere Lorenzo Berardinetti. «Non nascondo la mia personale soddisfazione per aver contribuito al miglioramento della proposta di piano – sottolinea Berardinetti - attraverso specifici emendamenti, che hanno consentito, ad esempio, un sostanziale aumento delle distanze minime dall'insediamento di impianti di trattamento rifiuti dai centri abitati e dalle cosiddette funzioni sensibili come le scuole e gli ospedali e l’aver previsto, per le aree sottoposte a Progetto Speciale Territoriale (PST), la non idoneità alla localizzazione di impianti». 

IL MOVIMENTO 5 STELLE SI DIFENDE
«Fa sorridere la dichiarazione di Mauro Febbo (FI) che parla di silenzio del M5S quando sono agli atti interpellanze, interrogazioni, mozioni, risoluzioni, interventi in aula e azioni mediatiche che contraddicono chiaramente le frottole raccontate dal consigliere forzista sui quotidiani», replica Sara Marcozzi dei 5 Stelle. «Da quello che abbiamo potuto apprezzare, il consigliere Febbo non ha alzato un dito per scongiurare questo PRGR obsoleto ma ha la faccia tosta di rilasciare dichiarazioni alla stampa. Il PRGR attende di essere aggiornato da 10 anni, anni in cui la guida della regione è passata anche per Forza Italia e Mauro Febbo ne è stato anche assessore. Perché non si è battuto allora per un nuovo piano? Quello dei partiti negli ultimi 10 anni è stato un fallimento bipartisan per il quale tutti, destra e sinistra, dovrebbero avere il buon gusto di tacere. Il centro destra che oggi prende goffamente parola sul piano dei rifiuti dimentica che l’amministrazione Chiodi è stata fallimentare in materia tanto quanto quella di centro sinistra».