SCIOPERO

Minacce ai piloti, Ryanair fa arrabbiare di nuovo tutti

Poletti: «controlleremo contratti». Garante: «fuori da Costituzione»  

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Minacce ai piloti, Ryanair fa arrabbiare di nuovo tutti

La lettera e la minaccia

 

 

 

 

 

 

ROMA. Hanno inventato il “low cost” a caro prezzo e abbassato la soglia dei diritti fondamentali dei lavoratori.

Ryanair fa infuriare di nuovo tutti dopo le minacce per iscritto ai piloti che avessero voluto scioperare.

Se si guarda la qualità dei contratti e dei diritti assicurati ai lavoratori l’Irlanda non sembra poi così lontana dalla Cina.   

Ora il Governo e le istituzioni italiane dicono di essere sul piede di guerra contro Ryanair: le lettere con cui la low cost irlandese ha minacciato i piloti, invitandoli ad astenersi dallo sciopero di venerdì 15, pena la perdita di benefit economici, sollevano una condanna unanime. Un atto "indegno" e "gravissimo" tuonano i ministri dello sviluppo economico e del lavoro Calenda e Poletti, "parole fuori dalla Costituzione", avverte il Garante degli scioperi. E i sindacati, che da tempo denunciano questa "arroganza", chiedono la convocazione di un tavolo per trovare una soluzione.

Tutti cadono dal pero ma la verità è che da decenni si conoscono le “particolari” condizioni contrattuali per il personale viaggiante e persino per i piloti che lavorano con modalità molto diverse rispetto ai piloti di altre compagnie (basti pensare solo che vengono pagate ad ore,  senza molti benefici come ferie e malattie). Finora nessuno ha voluto davvero controllare e verificare se le leggi italiane del lavoro siano davvero tutte rispettate.  

"E' indegno", è il commento di primo mattino del ministro dello sviluppo Carlo Calenda che, pur non essendo questo un suo ambito di responsabilità, sostiene che sia necessario "intervenire, perché non si può stare su un mercato, prendere i vantaggi e non rispettare le regole".

Invita tutte le autorità competenti a fare la propria parte anche il titolare del lavoro Giuliano Poletti, che parla di gesto "gravissimo" e annuncia un intervento per la parte di propria competenza, cioè la corretta applicazione dei contratti e delle leggi riferite al lavoro. Il ministro dei Trasporti Graziano Delrio dice che "è inaccettabile minacciare i lavoratori per un sacrosanto diritto di sciopero e costituzionalmente garantito".

E' duro anche il Garante degli scioperi: "la dichiarazione dei vertici di Ryanair - avverte Giuseppe Santoro Passarelli - appare non conforme ai principi del nostro ordinamento, nel quali lo sciopero, se esercitato legittimamente, è considerato un diritto costituzionale".

Un atteggiamento, quello di Ryanair, purtroppo già ben noto ai sindacati. "La lettera conferma ancora una volta, se mai ce ne fosse bisogno, con quale arroganza e spregiudicatezza la compagnia irlandese continua ad operare nei confronti dei propri lavoratori", osserva Fiorentino della Fit-Cisl, che conferma le le quattro ore di sciopero (dalle 13 alle 17) previste per venerdì. L'Anpac, l'altra sigla ad aver proclamato lo stop, avverte che dopo quanto accaduto i piloti sono ancora più motivati e che "il modello Ryanair comincia a scricchiolare": tutto questo è infatti in movimento in tutta Europa. Condannano l'atteggiamento di Ryanair anche Filt Cgil e Uiltrasporti, che chiedono la convocazione di un tavolo alla presenza dei ministri che porti Ryanair ad accettare un confronto con il sindacato che ha sempre rifiutato.

La preoccupazione è alta anche tra i consumatori, con il Codacons, che parla di "atto fuori legge" che si aggiunge ai disagi dei mesi scorsi e chiede di "revocare immediatamente la licenza". Intanto sul fronte del trasporto aereo, arrivano cattive notizie per Niki, la controllata austriaca di Air Berlin. Lufthansa ha infatti ritirato l'offerta e ora, ha annunciato il Governo di Berlino, la compagnia fondata dall'ex campione di Formula Uno ha fatto sapere di aver cessato il servizio aereo dopo che nel pomeriggio è stato dichiarato il fallimento. Ma lo stesso Niki Lauda interviene: sarebbe pronto a riprendersi la compagnia e a rilevarla nel corso della una procedura di insolvenza. "Il primo passo è l'insolvenza". Quindi si avrebbe una nuova situazione. "Sono interessato e me ne occuperei".