INTERPRETAZIONE AUTENTICA

L’aumento delle tariffe per le cliniche vale solo per il 2016: la Asl chiede indietro i soldi

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CHIETI. La Asl di Chieti scrive lettere e precisa che le tariffe aumentate dall’ex commissario straordinario alla sanità nel 2016 valgono solo per quell’anno e non per il 2017.

Il risultato -oltre al caos e qualche problema improvviso di gestione per qualche struttura convenzionata- è che la Asl trattiene i soldi delle ultime tre mensilità del 2017 non pagandole o sottraendo la differenza con quanto già anticipato.

Insomma l’ennesima novità sul finire dell’anno che ha come filo conduttore quello del risparmio a tutti i costi. Anche in zona Cesarini.

Lo si evince da una lettera che  il direttore dell’Uoc, Francesco Maria Bellisario, ha inviato qualche giorno fa al Cireneo di Vasto, struttura convenzionata per la riabilitazione autistica.

La lettera contiene precisazioni e spiegazioni ma in verità non dovrebbe esistere se tutto fosse già stato chiaro nel decreto 64/2016 e nella successiva delibera di giunta 94/2017 che per l’appunto stabiliscono tariffe per le cliniche convenzionate con il sistema sanitario.

Il primo decreto stabiliva un aumento della tariffa per prestazioni che nel caso del Cireneo era di 115,85 mentre per il 2017 la tariffa corretta da applicare -dice ora la Asl- è quella di 87,67 euro.

Come detto se tutto fosse stato chiaro la Asl non avrebbe avuto alcun motivo per precisare e chiarire come applicare la tariffa e il Cireneo non sarebbe caduto dalle nuvole alla lettura della missiva.

Il punto è che tra capo e collo la Asl decide (a torto o a ragione) di sottrarre 304mila euro pagati in più per il 2016, per questo, rifacendo i calcoli del dovuto per il 2017  sarà detratta la cifra in più già versata.

Il risultato è che in pratica -almeno per il Cireneo- i soldi attesi e gli acconti finali del 2017 non arriveranno creando un duro contraccolpo alla gestione della piccola struttura che ha un budget accreditato di poco più di un milione di euro.

La stranezza non è di poco conto perchè è chiaro che dietro c’è tutto un mondo inesplorato e manovre gestite nelle stanze del potere sanitario regionale che mirano, da una parte, a conformarsi ai dettami spesso ignorati del tavolo di monitoraggio e, dall’altro, a risparmiare il più possibile cercando di rimettersi in carreggiata prerendo risorse dove possibile e con motivazioni variegate.

Ma le modalità rischiano di generare contraccolpi e ripercussioni.

Intanto bisognerà capire quante lettere del genere sono partite e all’indirizzo di quali cliniche.

La pubblica amministrazione ha l’obbligo di non discriminare per cui diamo per scontato che lettere per precisare la minor tariffa per il 2017 siano arrivate anche alle altre cliniche.

C’è però da sottolineare la solerzia da parte della Asl di Chieti che si muove su chiari input della direzione sanitaria a richiedere cifre “piccole” a fronte di un disavanzo che per questo anno che si aggirerà intorno ai 100 mln di euro. Inoltre da due anni la Regione Abruzzo ha ignorato la richiesta perentoria del tavolo di monitoraggio di richiedere indietro l’extrabudget versato dalla Asl di Pescara al gruppo Synergo per circa 7mln di euro.


Infine un ultimo particolare: le tariffe da applicare alle strutture convenzionate, a livello nazionale e regionale, sono definite per legge e impongono il legame delle tariffe  con i costi per produrre le prestazioni secondo modalità efficienti ed appropriate. Per questo le tariffe vengono stabilite per un periodo lungo e non anno per anno. Mai era accaduto che la nuova tariffa fosse a tempo per poi scadere e ripristinare quella vecchia.


Anche questa non ci voleva.

Il clima sulla sanità abruzzese è sempre più teso e c’è chi intravede nuvoloni sempre più neri. Nessuno può escludere che qualcuno possa nuovamente ingaggiare l’ennesima battaglia giudiziaria.